ABBANDONATO

di Agostino Masdea –  “E all’ora nona, Gesù gridò a gran voce: “Eloì, Eloì, lammà sabactanì?”. Che, tradotto vuol dire: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”  –  Queste parole pronunciate, anzi gridate da Gesù prima di morire sulla croce, sono una citazione del primo verso del Salmo 22. Il Salmo è una struggente preghiera intrisa di sofferenza, almeno nella prima parte, perché poi in conclusione Davide eleva un canto di gioia e di gratitudine per la liberazione ricevuta.

Questo Salmo e i due successivi, il 23, che ci mostra Dio come il Pastore che provvede ai nostri bisogni e ci guida nei sentieri della vita, e il 24, dove il Signore è il Re di gloria, forte e possente che viene per regnare, formano un trittico di autentica profezia relativa al Messia, Cristo Gesù.

La prima cosa che viene evidenziata nel Salmo 22 è “l’abbandono del Padre”. Non c’è cosa peggiore del sentirsi abbandonati da tutti, parenti, amici, e persino da Dio. Hai mai provato questo dolore? Tante volte i nostri “perché?” rivolti a Dio sono sintomi di insofferenza, di insoddisfazione e di scontento. Ma non è questo il caso, né di Davide, tantomeno di Gesù.

Per la prima volta il nostro amato Salvatore, nel momento più difficile della Sua vita, non solo avverte che il volto del Padre sta guardando da un’altra parte, quindi l’abbandono, ma che l’ira Sua era rivolta contro di Lui. “Ma piacque all’Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire”.           

Lo so bene, non riesci a capire, e non sei solo, siamo in due, ma è quello che accadde al Calvario duemila anni fa. Gesù poteva continuare a citare il resto del Salmo: “Ma io sono un verme e non un uomo;” (vs. 6). Cani mi hanno circondato…; …mi hanno forato le mani e i piedi (vs. 16). Spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica”. (18)

Non hai bisogno di capire, hai bisogno di credere! Gesù è morto su quella croce per salvare anche te, per darti vita eterna. Accetta e ricevi il Suo amore oggi!