UNA GIOIA PERFETTA

di Agostino Masdea  – “Rallegratevi del continuo nel Signore, lo ripeto ancora: Rallegratevi” Filippesi 4:4 – La lettera ai Filippesi è stata definita “la lettera della gioia”. Ci insegna a gioire ed essere contenti anche durante le avversità della vita. Non parla di una gioia occasionale, effimera, determinata da una buona salute, dal possesso o dall’acquisizione di beni terreni, oppure dalla riuscita dei nostri progetti. Parla di quella pura e profonda gioia del cuore, che si sviluppa nel credente come “frutto dello Spirito”, ricchezza riservata a chi vive la sua vita in Cristo.

Gesù ne è la sorgente, anzi Egli “è” la nostra gioia perfetta. Un cristiano senza gioia è un cristiano debole, perché è scritto: “la gioia del Signore è la nostra forza”. Neemia 8:10

Soffermiamoci per un attimo sul capitolo uno, dove Paolo collega la gioia cristiana ad una delle realtà più necessarie e importanti della vita spirituale: la preghiera. “… pregando sempre con gioia per voi tutti in ogni mia orazione.” (Filippesi 1:4). Gioia e preghiera non sono due antipodi opposti, due realtà in conflitto, talché una escludi l’altra. Anzi, possiamo affermare che, nel credente la preghiera, quando è genuina, è fonte di gioia.

Il tono di Paolo, fin dai primi versi, è impregnato di contentezza e di soddisfazione spirituale. Egli manifesta quali sono i motivi che determinano questo suo stato d’animo. Il primo è la collaborazione ricevuta dai Filippesi nell’annuncio dell’Evangelo (Fil. 1:5). Il secondo la consapevolezza che Dio avrebbe completato la sua opera nella loro vita (vs. 6), ed infine l’amore che egli nutriva per loro: “perché vi ho nel cuore”_ dice nel vs. 7, concludendo poi: _“…e per come io vi ami tutti con affetto sviscerato in Gesù Cristo” (1:8). Vuoi anche tu questa gioia? Prova a coltivare nei confronti dei fratelli gli stessi sentimenti di Paolo verso i Filippesi.

“Rallegratevi del continuo nel Signore, lo ripeto ancora: Rallegratevi”. Possa la tua vita traboccare di autentica gioia in questo giorno.