Nigeria: Un crescendo di attacchi contro i cristiani.

Sconvolgenti ondate di violenze scatenate dagli estremisti islamici Boko Haram questo inverno. Sui media campeggia l’ultimo feroce attacco al villaggio di Izghe, nello stato di Borno, dove si dice di almeno 100 persone uccise. «Ieri – riporta la Newsletter di Porte Aperte del 18 febbraio i nostri collaboratori in loco ci avvisavano che i morti erano almeno 106 e che al momento della loro visita al villaggio c’erano ancora molti corpi abbandonati per le strade, poiché la gente aveva troppa paura di un secondo di assalto per avventurarsi a seppellirli».

I fatti: «Alle 21:30 circa di sabato 15 febbraio, uomini vestiti in uniforme a bordo di veicoli e motociclette hanno assaltato Izghe (vicino al confine con il Camerun), hanno separato i cristiani dai musulmani prima di ucciderli a colpi di arma da fuoco o sgozzandoli. Dopo aver saccheggiato e ucciso, gli assalitori si sono dileguati: nessuna forza di sicurezza è intervenuta. Molti sono riusciti a fuggire, tra loro sia cristiani sia musulmani moderati. La settimana precedente, le forze militari del governo centrale, avevano bombardato zone limitrofe, in cui si supponeva vi fossero nascosti i terroristi Boko Haram, nell’intento di frenarli».

Nelle settimane precedenti, attacchi come quello di Izghe hanno colpito altre comunità cristiane. Porte Aperte riferisce di centinaia di morti nei villaggi di Sabon Gari Yamdula (stato di Adamawa), Manchok (stato di Kaduna), Kawuri e Kuthra, sempre nello stato di Borno (la Nigeria è una repubblica costituzionale di tipo federale comprendente trentasei stati). «Per quanto il presidente Goodluck Jonathan tenti di stabilire un controllo sul Paese – rileva Porte Aperte – ogni sforzo sembra inutile e sembra cozzare contro un estremismo sempre più diffuso e ben finanziato dall’esterno. […] L’obiettivo dichiarato è quello di rendere l’intera Nigeria uno stato islamico radicale, dove non ci sarà spazio per i cristiani». [gp] –

Fonte:  http://www.evangelici.net/notizie/1392978840.html#sthash.Smm3y5VZ.dpuf

e dal sito di Porte Aperte Italia