…MA DAVIDE SI FORTIFICO’ NELL’ETERNO.

1 Samuele 30: 6  –  È una cosa che si comprende all’istante, fortificarsi o farsi coraggio, è un’arte delle più importanti e maggiormente utili. Ma, perché?
Perché un uomo scoraggiato è un essere indebolito e vinto. Egli è anche, ed è bene dirlo, un uomo pressocché inutile. Quanta gente è fallita nella vita, non per­ché mancava di capacità, ma perché non ha avuto coraggio sufficiente. Questa, per esempio, è la ragione per cui fallì l’uomo della parabola dei talenti, il quale non aveva che un solo talento miserabile. Egli non ebbe coraggio, si lasciò prendere dalla paura. Si è lasciato fermare troppo presto dalla difficoltà lasciandosi invadere dallo scoraggiamento.
Lo scoraggiamento è un arma efficace del Diavolo.
Amico, se vuoi vincere una battaglia spirituale, se vuoi vivere da cristiano, non puoi permettere che lo scoraggiamento si stabilisca nella tua anima. Se tu lo tolleri, avrai in te stesso una terribile quinta colonna, e sarà proprio questa quinta colonna che riuscirà a vincere. Lo scorag­giamento è quasi garanzia dell’insuccesso. È un terribile strumento del Diavolo.
Forse conoscete il seguente aneddoto: Sembra che un giorno il Diavolo volesse vendere i suoi strumenti e vendette a prezzo ragionevole: calunnia, maldi­cenza, infedeltà, delusione e molte altre cose. Man mano che li smaltiva, il prezzo dei suoi strumenti aumentava. Ora, l’ultimo pezzo, che fu messo in vendita, era lo scoraggiamento! «Ah! disse un uomo, perché è tanto caro quello stru­mento?» Il Maligno rispose: «È il mio migliore arnese, posso servirmene persino con i cristiani. Vi sono cose che con i cri­stiani non attaccano, ma quando posso utilizzare quest’arnese, sono certo che esso produce delle ferite, spesso mortali. » Bisogna guardarsi dallo scoraggiamento, perché in esso s’insinua la certezza della sconfitta.

Davide si fortificava incoraggiando se stesso.
Restiamo per qualche istante in compa­gnia di Davide, quest’uomo straordina­rio, vero antitodo della paura. Non avete che da leggere i salmi che scriveva e sarete d’accordo con me. Ed è perché esplode d’allegrezza, d’azioni di grazie, di fiducia che egli emana luce e incoraggiamento. Pertanto il nostro testo non dice che Davide incoraggiava gli altri, ma incorag­giava se stesso. In fondo è sempre neces­sario incominciare ad incoraggiare se stessi se poi si vogliono incoraggiare gli altri.
È quello che è scritto nel nostro testo. È un arte straordinariamente preziosa che vale la pena di imparare! Sicuramente è una cosa meravigliosa sapere di avere un amico nei momenti difficili per potersi appoggiare a lui, ma questo non è sempre possibile. In realtà, i più grandi combatti­menti sono quelli che dobbiamo affron­tare da soli. Perciò, felice chi ha imparato ad essere sufficientemente indipendente per poter, quand’è necessario, fortificare se stesso. Davide era un uomo di quel genere.

Davide non s’incoraggiava ignorando le difficoltà.
Innanzi tutto, egli non s’incoraggiava negando o ignorando i pericoli nei quali veniva a trovarsi. Infatti egli era circon­dato spesso da pericoli e da problemi di ogni genere e non chiuse mai gli occhi alla realtà; conosceva le difficoltà da affron­tare. Io so che ci si piò aiutare guardando sempre il lato positivo delle cose. Alcune persone sembra che non abbiamo questa facoltà. Esse notano senza sforzo tutto quello che è scoraggiante, quello che non va, quello che è deludente e, nelle loro preghiere, dicono al Signore tutto quello che non va. Non date troppa importanza alle vostre difficoltà e non ignoratele nep­pure.

Davide non incoraggiava se stesso pensando al suo passato.
Torniamo a Davide. Egli non s’inco­raggiava pensando alla sua bontà e alla sua grandezza, non si incoraggiava esal­tando se stesso. No, Davide non faceva in questo modo. Questo non era il suo si­stema! Ma, allora, come faceva?
Ecco il suo segreto : Egli fortificava se stesso nel Signore Iddio Suo! È molto semplice ! Egli portava le proprie difficoltà, le sue pene, le sue angosce, nella presenza di Dio. Egli metteva la sua mano debole nella mano di Colui che è forte. Egli si avvicinava a Dio e là trovava la sorgente del suo coraggio.

Ma prima di poter sviluppare questo tema, amerei farvi notare in quali circostanze Davide si fortificava nel Signore. Qualcuno potrebbe essere tentato di dire: «Evidentemente era un uomo meraviglioso, un poeta, un musicista, un re fortunato a cui riusciva tutto. Egli poteva bene «incoraggiare e fortificare se stesso nel Signore ! »
Ricredetevi: Davide si trovava in circostanze estremamente difficili. Circondato da nemici, tornava da una sconfitta e la città che avrebbe dovuto difendere era stata presa e distrutta.
Inoltre, Davide, doveva far fronte all’odio, alla critica, alla calunnia stessa. V’era stato un tempo in cui Davide godeva del favore di tutti, lo si salutava cantando le lodi d’Israele. Ma ora, tutti lo disprezzavano.
In conclusione, Davide, eletto e unto da Dio per diventare re d’Israele, ha conosciuto un tempo di onori e di gloria relativamente corto. Poi, fu obbligato e costretto a fuggire come un proscritto, andando di pericolo in pericolo. Qui nella nostra lettura, tocca il fondo. Ha perduto tutto : beni e famiglia. Osservate l’angustia e il pericolo che lo minacciano. Chi non sarebbe stato scoraggiato al suo posto?
Ma Davide si riprende, torna a prendere il controllo di se stesso : si appoggia sul suo Dio. In tal modo riacquista coraggio e il Signore lo libera una volta di più. Poco dopo, sarà il re incontestato del suo popolo.

Come si è fortificato Gesù ?
Vi dirò quello che ha fatto Gesù. Anche Lui ha conosciuto la solitudine. Lo si vede verso la fine della sua vita, al momento della sua passione, sollecitando la presenza dei suoi. Egli era troppo sensibile per non poter risentire del fatto d’essere solo. Egli aveva anche detto: «Voi mi lascerete solo!” Ma nello stesso tempo, ascoltate queste parole di trionfo che con­tengono incoraggiamento personale. “Voi mi lascerete solo, ma io non sono solo perché il Padre è meco », Alleluia !
Non vorreste sempre questa presenza? La presenza del Padre? L’arte dell’inco­raggiamento personale consiste innanzi tutto nell’incontro con Gesù Cristo, che perdona il peccato e si carica del fardello.
GESÙ CRISTO È IL VINCITORE, BANDO ALLO SCORAGGIAMENTO !
Se uno è in Gesù Cristo non deve sco­raggiarsi ! Gesù Cristo è il VINCITORE. Egli salva con la Sua mano forata. Se anche tu vuoi entrare nella Sua comu­nione, vieni a Lui in questo momento con una fede semplice, e nella Sua presenza troverai la forza che trovò Davide. Non ti curvare sulle tue disgrazie e sulle tue diffi­coltà; leva gli occhi, riguarda all’Eterno e proclama la Sua bontà! Allora spari­ranno le radici velenose dello scoraggia­mento e sparirà la tristezza. Fatti corag­gio, amico che hai letto queste righe, ed incoraggia quelli che sono intorno a te! Dio è fedele !