LA FEDELTÀ

di Parker Baker   –   “Egli era un uomo fedele e timorato di Dio più di tanti altri”.  Nehemia 7:2   –   Nehemia aveva costruito il muro e voleva che un altro prendesse il comando delle faccende civili. Egli nominò un uomo per quel compito e il motivo per cui venne scelto Anania fu: “Era un uomo fedele e timorato di Dio più di tanti altri”. Molte persone non sono in grado di costruire un muro, ma sono in grado di prendere il comando del muro dopo che esso è costruito. Tutto questo illustra l’economia meravigliosa di Dio. Egli ci affida i compiti per i quali ci rende idonei. Perché lamentarsi, dunque, se ci troviamo alle fonda menta o nel centro o in cima all’edificio? Forse ci piacerebbe essere posti in cima, ma il grande Architetto e Costruttore ci ha posto altrove. Dobbiamo accettare la nostra posizione come dataci dalla provvidenza divina. Per i molti Anania, la cosa più difficile è ricordarsi che non hanno creato la posizione che stanno occupando. Una volta che il grande posto gli è stato costruito, il diavolo gli sussurra che avrebbe potuto costruirlo lui stesso; infatti il nemico può suggerirgli che in qualche modo curioso e sconosciuto l’ha costruito. Il nemico poi potrebbe continuare ad alimentare l’ambizione dell’uomo, dicendogli che anche se lui non l’ha costruito, avrebbe potuto costruirlo in un modo migliore, se avesse provato.

Spesso, gli uomini non si impegnano nel loro lavoro con gratitudine ed entusiasmo, dicendo: “Questo è il lavoro che Dio mi ha dato da fare. Forse avrei preferito un altro lavoro, ma Dio sa più di me; Lui mi sta proteggendo dal pericolo, mi sta istruendo nel modo giusto, sa precisamente di quale disciplina ho bisogno, conosce le mie capacità e a che cosa possono servire. Il Signore è il Re; io accetterò il compito che mi dà e farò il mio lavoro con tutto il cuore, perché in verità non è la mia opera, ma l’opera del Signore”.

Solo Nehemia poteva costruire il muro. Egli era un ambidestro; aveva due mani e le usava. Quasi tutti gli uomini hanno due mani, ma la maggioranza di essi in realtà ne usa una soltanto. Nehemia era un costruttore, Anania era un guardiano: era l’uno inferiore all’altro? Forse non in modo consistente, no se fai un’analisi completa e chiara dei caratteri spirituali. L’uno era diverso dall’altro. Nehemia sarebbe stato un pessimo guardiano o sovrintendente; ma non aveva rivali per la costruzione. Anania non sapeva costruire bene i muri, ma per quanto riguardava fare il guardiano o il sovrintendente era un uomo fedele e serviva Dio con tutto il cuore. Impegnati nel tuo lavoro; sii fedele nelle piccole cose.

“Era un uomo fedele” è una descrizione di carattere morale. Non era un uomo brillante. Non aveva il dinamismo di Napoleone, né l’audacia di Annibale, ma si poteva contare su di lui. Quando diceva di fare una cosa, la faceva e la faceva fino in fondo. Spesso faceva più del dovuto. Non bisogna fidarsi di un uomo che non ha coscienza. Dobbiamo capire che il carattere è veramente fondamentale, anche se raramente viene apprezzato nelle comunità cristiane. Quali doti vengono lodate spesso? Raramente viene lodato il carattere buono, onesto, preciso, genuino ed integro. Spesso si sentono queste parole: Com’è brillante, com’è intelligente, com’è pieno di talenti, com’è capace. Che grande uomo! Tutta questa lode non è senza ragione. Trova il suo posto nella stima e nell’apprezzamento della personalità. È importante avere uomini brillanti, grandi capi, persone abili. Ma è altrettanto importante la coscienza dietro l’intelligenza. L’intelligenza è una qualità che si può trovare anche in molti atteggiamenti sbagliati. Se abbiamo bontà nelle radici, nel cuore, amore di giustizia, un senso d’onore, devozione, purezza, allora possiamo anche valorizzare l’intelligenza che Dio può darci. Spesso, però, il carattere morale viene sottovalutato! Quando si loda il carattere, il tono di voce non è così forte ed accentuato come quando si parla dell’intelligenza brillante. Abbiamo la tendenza a perdonare molte cose agli uomini intelligenti, ma non consideriamo che la mancanza di brillantezza nell’uomo buono non toglie nulla al suo valore globale. Non si dice con un certo tono: “Certo che è un buon uomo, non c’è nulla da lamentarsi sul suo carattere”? Ma è questa qualità che bisogna accentuare più delle altre. Si dovrebbe dire che è un uomo buono, fedele, degno di fiducia e perciò è amato. Si può dipendere dalla sua parola. La sua parola è la sua garanzia. Se dice di fare una cosa, la farà. Se giura, manterrà il giuramento. Perché non accentuiamo di più le nostre descrizioni del carattere morale? Il critico cristiano è spesso come il resto del mondo; si desidera lodare qualcosa che è semplicemente intellettuale, brillante, dinamico. Non sto disprezzando l’energia intellettuale o mentale, ma non possiamo basare tutto il nostro giudizio su questa qualità. Quando verrà il grande giorno che le porte del paradiso saranno aperte, le persone che entreranno per incontrare il sorriso eterno di Dio saranno chiamate buone e fedeli. Smettiamo di inventare, speculare, fare trucchetti, essere brillanti, assicuriamoci invece che il nostro carattere, sia forte come una quercia! Se ci occupiamo di questo, Dio si occuperà di renderci brillanti.

“Egli temeva Dio più di tanti altri”. Questo è il primo requisito, per una vita di devozione. Ci sono diversi gradi nel conseguimento morale. Non tutti possiamo essere ugualmente abili perché non abbiamo tutti la stessa capacità. Non tutti possiamo imparare le stesse cose perché ogni uomo ha un dono diverso da Dio, sia intellettuale che fisico. Qualcuno ha un dono per la scienza, qualcuno per le lingue, qualcuno per la filosofia. qualcuno per la teologia, qualcuno per gli affari, qualcuno per la musica. E non tutti possiamo essere grandi. Ogni uomo ha il suo compito, e ci sono uomini di grande devozione, uomini di grande santità.

Nel carattere morale tutti possono eccellere. Il carattere morale è universale. Il carattere intellettuale, invece. è parziale. Il carattere sociale appartiene ad alcuni tipi di uomini. Alcuni uomini sono nati in famiglie benestanti, alcuni ereditano dei nomi illustri, senza volerlo. Per tutte queste aree c’è parzialità, ma nell’area del carattere morale, gloria a Dio, anche il bambino più povero può avere successo. Si può essere promossi da Dio stesso nei soggetti della fedeltà e della bontà. Anche se sei nato in una soffitta, puoi andare in paradiso se ubbidisci alle leggi della provvidenza divina, come dimostra la storia della Rivelazione. Se la tua vita è iniziata senza amici, puoi morire fra miriadi di angeli. Forse non diventerai mai un genio, non scriverai mai libri famosi ed in questo potresti essere un nessuno; ma per quanto riguarda il tuo carattere, preghiera, amore, fedeltà, onore, puoi essere un Dante, uno Shakespeare o un Omero dell’aristocrazia morale. Ricordati che la bontà è l’unico pregio che dura per sempre. È una virtù splendente, accessibile anche all’anima più piccola e misera.

Verrà il tempo in cui il carattere sarà importante; allora non alzeremo più la spada, ma la penna; non diremo più: “Ecco il generale brillante,” diremo invece “ecco l’uomo che attraverso la potenza della preghiera, ha salvato la città dalla rovina”.

Quando tuo figlio ritorna dalla scuola con un buon risultato agli esami, per esempio un “bravissimo” in geografia, tu lo accogli come un piccolo eroe facendogli una festa o comprandogli una torta. Non lo dovresti fare! Ma quando viene dalla scuola con la pagella sulla quale è scritto “CARATTERE ECCELLENTE”, allora puoi dargli tutta la torta che vuoi. Voglio che tu apprezzi bontà e fedeltà. Se si potrebbe dire di tuo figlio “questo ragazzo non ha mai detto una bugia”, dovresti onorarlo. Sarei contento se questo ragazzo conoscesse tutti i nomi delle stelle del cielo, ma preferirei che conoscesse il suo dovere e lo svolgesse bene. Incoraggialo ad avere un buon carattere, incoraggialo alla purezza, incoraggialo all’onore. Se tuo figlio si comporta male, raccontando bugie sui suoi compagni di scuola, correggilo. Ma quando lo trovi veritiero, quando senti che ha diviso il suo panino con un povero lungo la strada, allora abbraccialo e digli con le azioni, se non in parole: “Ben fatto, buono e fedele servitore”.

Ora, nessun uomo può avere un carattere giusto se non per motivazioni o influenze cristiane. “Bisogna nascere di nuovo”. “Non meravigliatevi se vi dico che dovete nascere di nuovo.” “Non per le buone opere che abbiamo fatto, ma per la Sua misericordia Egli ci ha salvati, per mezzo del lavacro, della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo”. Per portare buon frutto, bisogna innestare l’albero e farlo buono. Non aggiustare le lancette dell’orologio, aggiusta, invece, gli ingranaggi.

Coll’aiuto di Dio, rialza il tuo capo, prendi coraggio nell’anima tua e proclama: “Se non posso essere un genio, posso essere fedele, se non posso essere grande, posso essere buono.

“Viene l’ora che i primi saranno gli ultimi e che gli ultimi saranno i primi.”