IL MESSAGGIO DELLA CROCE

di Agostino Masdea – “…mi ero proposto di non sapere fra voi altro, se non Gesù Cristo e lui crocifisso”. 1 Corinzi 2:2

La città di Corinto, come tutte le città greche di allora, era molto influenzata dalle scuole filosofiche dell’epoca. Una vera e propria scuola era la retorica.

La retorica, l’eloquenza, l’arte di usare parole persuasive, di saper esprimere in pubblico concetti, dottrine e principi filosofici, era molto amata dai greci. E la chiesa di Corinto viveva in questo contesto culturale, dove la “sofia”, cioè la sapienza, era per loro il maggior vanto, essendo la Grecia culla dei grandi filosofi del passato.

Paolo invece presenta un messaggio semplice, il Vangelo, che non è retorico, non tratta i temi tanto cari ai filosofi, è un messaggio che non attira i sapienti, allora come oggi. La preoccupazione di Paolo è quella di predicare la croce e Cristo crocifisso, non retorica o sapienza umana. Il suo messaggio non attraeva gli ascoltatori di Corinto, perché per loro era pura follia.

Il cristianesimo non è una filosofia, non è neppure una religione che può essere compresa solo dai teologi e dagli addetti ai lavori. È qualcosa che si fonda su dei fatti storici imprescindibili, che sono la crocifissione, la morte e la risurrezione del Cristo. E il fulcro del nostro messaggio rimane invariato: “Noi predichiamo Cristo Crocifisso”!

Questo è il Vangelo, questo è la Parola che continua a cambiare e a trasformare la vita degli uomini, che salva i peccatori, e che è l’unica speranza per questo mondo perduto! 

Il messaggio del Vangelo anche oggi, come allora, viene ridicolizzato e incontra opposizione non solo intellettuale, ma demoniaca.  Il problema non è più la cultura greca, ma la cultura materialista, relativista, lassista e ipocrita dell’uomo moderno. Ma, a prescindere da quanto possa essere tenace l’opposizione, dobbiamo continuare a proclamare che Gesù Cristo salva, libera e dà vita eterna. “Io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo”. Romani 1:16