IMITATORI DI DIO

di Agostino Masdea – Efesini 5:1 “Siate dunque imitatori di Dio, perché siete figli da lui amati”.   Provo una grandissima gioia mentre scrivo queste parole rileggendo questo verso della Scrittura. Avere la consapevolezza di essere un “figlio amato da Dio”, di avere un Padre così tenero ed affettuoso, mi riempie il cuore di gratitudine, di riconoscenza e di contentezza. Non mettere mai in dubbio l’amore di Dio. Sei un figlio, una figlia per Lui, ed Egli non smetterà mai di amarti. 

Se la seconda parte di questo verso è così eccitante, la prima è impegnativa e non proprio facile. Essere imitatori di un uomo è una cosa, ma come possiamo essere “imitatori” di Dio stesso? Potremmo sentirci in soggezione solo al pensiero. Eppure l’esortazione di Paolo è precisa e non lascia spazio a fraintendimenti. Dobbiamo quindi inserirla nel suo contesto per avere una visione chiara di questo comandamento. 

Nel capitolo precedente abbiamo gli aspetti che caratterizzano la nostra vecchia natura umana peccaminosa: vanità, tenebre, ignoranza spirituale, insensibilità, impurità, desideri malvagi, menzogna, ira, parole cattive, amarezza, maldicenza, malizia… queste cose non fanno di noi degli “imitare Dio”, ma rispecchiano il carattere del diavolo.  

In contrapposizione sempre nello stesso contesto, Paolo mostra quali sono le caratteristiche che emergono nel credente che stato salvato e che egli definisce “uomo nuovo”: la verità, l’amore, una mente rinnovata, un modo parlare sano ed edificante, la benignità, la capacità di perdonare, l’essere misericordiosi…

Ci sono attributi di Dio, quali l’onnipotenza, l’onnipresenza, o l’onniscienza. Questi sono attributi non trasmissibili, che appartengono cioè solo a Dio. Ma ci sono altri attributi di Dio, detti trasmissibili; sono gli attributi morali: Dio è giusto! Dio è pietoso! Dio è santo! Egli è gioia, pace e amore. Tutte queste cose, manifestate ogni giorno nella vita pratica, ci fanno essere imitatori di Dio.