TOGLITI I CALZARI

di Agostino Masdea“Dio disse: “Non ti avvicinare qua; togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo sacro”. Esodo 3:5 – Erano passati ormai quarant’anni da quando Mosè era fuggito dall’Egitto.  Colui che era stato principe in Egitto, ora pascolava il gregge di suo suocero nel deserto. In tutti questi anni la fierezza del suo spirito è stata trasformata in pazienza e la sua passione turbolenta e inquieta, in calma meditazione e pacifico riposo. La vita di Mosè a quel punto appariva come un vero fallimento. Cultura, ricchezza, istruzione, titoli acquisiti alla corte di Faraone, non erano serviti a nulla.

 Un giorno però, Dio, in maniera inaspettata, si presenta sul suo cammino. E lo fa per mezzo di un cespuglio; un arbusto che attira l’attenzione di Mosè per un particolare: brucia senza consumarsi. Molte altre volte Mosè aveva visto questo spettacolo; la temperatura è molto alta da quelle parti, e per un processo di autocombustione i cespugli bruciano, ma nel giro di pochi attimi vengono ridotti in cenere.

Forse Dio sta cercando di attirare anche la tua attenzione. A volte noi restiamo indifferenti ai tentativi di Dio di parlarci, andiamo avanti nel nostro deserto, nella solitudine, nella sofferenza, senza accorgerci che Dio ci sta cercando.

Dio usa le cose semplici per arrivare a noi. Quel cespuglio che brucia né è una prova.  Poteva mai Mosè pensare che Dio si rivelasse a lui in un cespuglio? Il Dio che i cieli non possono contenere, è proprio lì, in un arbusto che brucia, per incontrare Mosè e cambiare la sua vita. “Io sono l’Iddio di tuo padre, l’Iddio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe.” Sono il tuo Dio!

Ma prima che Mosè si avvicini, Dio gli chiede di togliersi i calzari dai piedi. Sono un simbolo dell’orgoglio, della sensualità, dell’invidia, della malvagità, della maldicenza, della presunzione, dell’egoismo e della religiosità. Vogliamo che Dio si riveli nella nostra vita? Togliamoci i calzari davanti alla Sua presenza!