Il frutto dello Spirito

di Agostino Masdea  –  Nel 2013 un contadino americano ha battuto il record dell’anguria più grande al mondo, con una dal peso di 159 kg. La seconda in classifica è un’anguria italiana, coltivata da un’azienda in provincia di Reggio Emilia; ha raggiunto un peso di 140 kg.  Non è difficile immaginare che queste persone hanno dedicato tempo, energie e cure per raggiungere risultati così importanti. Come questi frutti giganti, il frutto dello Spirito cresce nella vita del credente se viene curato con impegno e dedizione.

Il frutto dello Spirito è “amore”, ma non è l’amore sentimentale e romantico del linguaggio comune.  Nella lingua greca ci sono diverse parole che descrivono diversi tipi di amore. Il termine usato qui è “agape” e si riferisce all’amore di Dio, l’amore disposto al sacrificio, disinteressato, che si mette al servizio degli altri.  Segue la “gioia” che non è l’allegria spensierata di alcuni momenti della vita, dipendente dalle circostanze: è una gioia interiore, una condizione intima legata al rapporto con Dio. La “pace” è una serenità nel cuore e un’armonia spirituale come risultato dell’essere riconciliati con Dio. La “benignità” è l’empatia che si prova verso il prossimo e la disponibilità a aiutare chi si trova nel bisogno. La “pazienza” è sopportare gli altri in situazioni difficili. La “bontà” è legata alla generosità, e la “fedeltà” è espressione di lealtà e affidabilità. La “mansuetudine” è mitezza ed umiltà e infine “l’autocontrollo” ci parla di moderazione in tutte le cose.   

Il frutto dello Spirito, sebbene descritto con aggettivi e qualità del carattere umano, in realtà è di origine divina. Coltivare il frutto dello Spirito nella nostra vita richiede impegno, ma è lo Spirito di Dio che in effetti produce queste qualità nella nostra vita. Non possiamo produrle con i nostri sforzi. Il segreto è camminare guidati dallo Spirito Santo.