IL “MIO” PASTORE

di Agostino Masdea  – Il salmo 23 è certamente il salmo della Bibbia più conosciuto. Molte volte lo si legge in occasione dei funerali, però non contiene parole di morte, ma di vita. Davide, per la sua esperienza di pastore, sceglie proprio questa metafora per illustrare il suo rapporto con Dio: il Signore è il mio Pastore! I versi che seguono, sono conseguenziali. Perché Dio non è un pastore tra tanti, ma il “mio” Pastore, in Lui ho tutto, trovo tutto, perché Egli è tutto!

Mi guida, mi ristora, mi conduce…è sempre con me. Sui monti e nelle valli, nel verde pascolo o nel deserto, nella gioia e nel trionfo, nella forza e nella malattia… Egli non mi lascerà e non mi abbandonerà mai. A questo punto ricordo e cito un’altra bellissima espressione, di un altro salmista che esclama: “Come potrò ricambiare il Signore per tutti i benefici che mi ha fatto? Salmo 116:12.      

Il mio Pastore è talmente esperto nel Suo ruolo, che conosce esattamente tutti i miei bisogni e le mie necessità. La Sua sensibilità è così acuta che percepisce ogni mio sospiro, ogni mia sofferenza, la mia stanchezza, il mio stato emotivo, la mia condizione fisica e spirituale. E si prende cura dell’anima mia! Egli prepara per me un luogo di riposo, e quando la mia anima è stanca, le sue parole, come balsamo miracoloso, la sollevano e la rinnovano.

Voglio iniziare questa giornata con la preghiera che sia tu che io, possiamo essere sempre sensibile alla Sua voce. Solo così potremo giungere alla fine dei nostri giorni senza smarrirci nei meandri tenebrosi di questo mondo. Con la promessa e la certezza che, se lo seguiremo ogni giorno, verrà il momento che Egli ci darà la corona della vita eterna. Nessuno potrà mai rapirci dalla Sua mano.