Ringiovanire come l’Aquila

di Agostino Masdea – Quando un’aquila comincia ad invecchiare, sul suo becco si forma uno strato di materia dura e calcificante. Il becco diventa gonfio e dolorante, e ciò impedisce all’aquila di nutrirsi sufficientemente. Così mangia sempre meno, si indebolisce, perde il desiderio di cacciare, gli artigli non sono più forti e tutto il suo aspetto ne risente.

Poi accade qualcosa. L’aquila comincia a volare verso l’alto per raggiungere la roccia dove è cominciata la sua avventura. Non è facile, ma il suo istinto la porta a fare un enorme sforzo. Alla fine arriva su sulla roccia, proprio in vetta alla montagna. E lì inizia il processo di ringiovanimento. Per prima cosa comincia a strappare le sue vecchie penne col becco, poi sbattendo gli artigli contro la roccia si libera di quella pelle morta, consumata e squamosa, e infine sbatte il becco con energia sulla roccia, fino a quando lo strato di calcare si sgretola e viene via. È un processo doloroso.  

  Ora è irriconoscibile; ha perso tutta la sua regalità. Trova un ruscello e ristora il suo corpo dolorante con quell’acqua. Poi l’aquila ritorna sulla roccia. Il sole completerà il processo, portando calore e guarigione al suo corpo.

Dopo 40 giorni le penne tornano a crescere, gli artigli riacquistano la forza del passato, e il becco ormai è guarito. L’aquila ha riacquistato le sue forze, è ringiovanita!

Il salmo 103 ci dice che Dio ci fa ringiovanire nello stesso modo. Ci sono scorie da rimuovere dalla nostra anima; forse amarezze nascoste, mancato perdono, o sentimenti di rancore verso qualcuno. Forse dispiaceri o delusioni. Torniamo alla Roccia, che è Cristo e lasciamo che il Sole della Giustizia illumini e riscaldi il nostro cuore. Porterà guarigione all’anima nostra ed essa ringiovanirà come un’aquila.