Chiamata al ministerio della Guarigione Divina

 

 
La testimonianza personale di John G. Lake dalla sua chiamata al ministerio della Guarigione Divina sarà, ne siamo certi, di grande benedizione per i visitatori del sito. Il suo ministerio apostolico svolto dal 1908 al 1913, nel sud dell’Africa, fu certamente uno dei più potenti ministeri dai giorni della Chiesa primitiva. Egli ritornò in seguito a Spokane, nello Stato di Washington, dove 100.000 guarigioni furono registrate in cinque anni.

E’ necessario conoscere l’angoscioso stato di salute di molti membri della mia famiglia, afflitti da diverse malattie per molti anni, per poter comprendere e misurare ciò che significa per me la rivelazione di Cristo, quale nostro Medico Divino. Eravamo quindici tra fratelli e sorelle. Nonostante che i nostri genitori fossero sani e vigorosi, una sequela strana di malattie s’installò nella nostra casa che fu spesso visitata dalla morte. Per 32 anni, un membro della famiglia fu un invalido; prima di conoscere il Signore quale nostro Medico, noi sotterrammo otto persone della nostra famiglia. I ricordi della mia infanzia e della mia gioventù non sono che una processione di malattie, dottori, ospedali, medicine, servizi funebri, tombe e lacrime; una madre dal cuore rotto ed un padre accasciato dai dolori, i quali cercavano di dimenticare le loro sventure, amando e prendendo cura dei membri sopravviventi della famiglia.

Nel momento in cui Cristo si rivelò a noi come Colui che guarisce, un mio fratello era morente. Era malato da ben 22 anni e mio padre aveva speso una fortuna per procurargli il soccorso della medicina che pure era stato inefficace. Aveva continue emorragie renali e la sua vita era appesa al filo delle cure che rigeneravano e creavano in lui sangue, che lui poi perdeva rapidamente. Non ho mai conosciuto nessuno che abbia sofferto per così lunghi anni ed in maniera così intensa come questo mio fratello.

Una delle mie sorelle era morente di cancro al seno. Era stata operata cinque volte a Detroit, nell’ospedale Harper, dal Dott. Kastens, chirurgo tedesco di grande fama; ma alla fine era stata mandata a casa a morire. Il cancro aveva avuto la vittoria su di lei.

Un’altra delle mie sorelle aveva continue perdite di sangue. Giorno dopo giorno andava indebolendosi, finché la mano della morte sembrava che avesse afferrato la sua giovane vita.

A quel tempo io ero già sposato ed avevo il mio proprio focolare. Poco dopo il matrimonio, l’ombra della malattia che aveva oscurato il focolare dei miei genitori si estende anche sul mio. Mia moglie fu colpita da tubercolosi ed in seguito da crisi cardiache, per cui era presa da continui svenimenti, perdendo completamente la conoscenza. Spesso, quando tornavo a casa dal lavoro, la trovavo stesa sul pavimento. Le furono somministrati stimolanti sempre più forti per provare di rianimarle il cuore ed arrivarono a somministrarle pillole di nitroglicerina. Dopo ogni attacco cardiaco, ella restava semi-paralizzata per delle settimane a causa di quelle iper stimolazioni artificiali del cuore.

Fu in mezzo a queste fitte tenebre, nel momento stesso in cui la medicina indietreggiava impotente, ed in cui il velo della morte si andava estendendo sulla nostra famiglia che, improvvisamente, la luce di Dio sorse nelle nostre anime, grazie al ministerio fedele di un pastore che ci annunziò tutto il consiglio di Dio.

Trasportammo il nostro fratello morente alla casa della Guarigione Divina di Alexander Dowie, a Chicago. Non appena fu pregato per lui e furono imposte su lui le mani, egli fu guarito istantaneamente. Si alzò dal letto e fece una corsa di cinque chilometri; ritornò perfettamente guarito ed in seguito si associò a mio padre nel suo lavoro.

Eravamo ripieni di allegrezza nel vedere la potenza guaritrice di Dio manifestarsi sotto i nostri occhi. Prendemmo tutti gli accordi per trasportare la nostra sorella malata di cancro nella stessa casa. Ella assistette al culto distesa su di una barella. Nel suo cuore pensava: “Gli altri possono essere guariti, perché sono cristiani fedeli, ma io non sono stata una cristiana come sarei dovuta essere. Essi possono essere guariti, ma per me non vi è alcuna speranza”.  Ascoltando la predicazione su Gesù Cristo, il nostro Medico Divino, spiegata dai testi stessi della Parola di Dio, la sua fede aumentò e non appena le furono imposte le mani nel nome del Signore, la potenza di Dio discese sopra di lei. Il dolore di cui soffriva disparve all’istante e il gonfiore cominciò a diminuire. Il grande focolaio di cancro si fece nero e cadde da se stesso qualche giorno più tardi. Gli altri quattro focolai più piccoli disparvero a loro volta. Il seno mutilato cominciò a svilupparsi e riprese una forma perfetta.

Come furono ripieni di gioia i nostri cuori! Una fede nuova sorse nelle nostre anime. Se Dio aveva potuto guarire il nostro fratello e la nostra sorella morenti, non poteva Egli guarire chiunque?

L’altra nostra sorella che soffriva di perdite di sangue cominciò a riguardare a Dio per la sua guarigione. Sia lei che suo marito erano dei ferventi cristiani, ma nonostante le loro intercessioni, la loro preghiera rimase senza risposta. Una sera, mi comunicarono che, se desideravo rivederla in vita, avrei dovuto recarmi immediatamente al suo capezzale. Al mio arrivo, constatai che la morte era già dipinta sul suo viso; ella aveva perduto conoscenza ed il suo corpo era freddo; il polso quasi impercettibile. I nostri genitori in lacrime s’inginocchiarono ai piedi del suo letto. Il suo bebè dormiva in una culla.

Un grande grido, un grido quale non si era mai levato prima d’allora dalla mia anima, si alzò a Dio: Ella non poteva morire, non doveva morire. Non potevo tollerarlo. La potenza di Dio non si era manifestata in tanti casi simili? Non aveva guarito altri in circostanze simili?

E’ impossibile per me spiegare con parole ciò che fu il grido del mio cuore in quel momento e la fiamma di odio contro la malattia che lo Spirito di Dio suscitò in me. Sembrava come se il mio cuore fosse posseduto dalla stessa collera di Dio. Gridammo a Lui, dopo aver telefonato a dei fratelli nella fede di soccorrerci con la preghiera. In meno di un’ora, avemmo la gioia di vedere i segni di vita rinascere sul suo viso. Mia sorella fu completamente guarita e cinque giorni appresso ella venne alla casa di nostro padre per unirsi alla famiglia per un pranzo in comune.

Mia moglie che soffriva indicibilmente da molti anni fu l’ultima dei quattro ad essere toccata dalla potenza guaritrice di Dio. Mi resi conto allora, come mai per l’addietro, della consacrazione alla quale Dio mi chiamava. Giorno dopo giorno, la morte ghermiva la mia compagna; ella era allo stremo delle forze e gli ultimi giorni di vita sembrava fossero arrivati per lei. Un fratello che era nel ministerio era presente. Togliendosi il cappello, egli mi disse, con le lacrime agli occhi: “Vieni a fare qualche passo con me”?  Facemmo quattro passi al chiarore della luna. “Accetta la volontà di Dio”, mi disse allora; ciò che significava, come la maggior parte dei pastori dicono in simili circostanze: “Accetta che tua moglie muoia”.

Pensai ai miei piccoli bambini; pensai a lei che amavo come la mia stessa vita ed una fiamma s’illuminò nel mio cuore. Sentii come se Dio fosse stato insultato da una simile proposta.

Tornato a casa, presi la Bibbia da sopra il caminetto e la lanciai sul tavolo. Se giammai Iddio la fece aprire a qualcuno su un passo di cui egli aveva bisogno, quello fui io! Il libro si aprì al decimo capitolo degli Atti degli Apostoli ed i miei occhi caddero sul verso 38: “Voi sapete come Iddio ha unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazareth; e come Egli è andato attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Dio era con Lui”.

Come una luce questo verso trafisse il mio cuore. “Sotto il dominio del diavolo!” Perciò Dio non era l’autore della malattia! Lessi ancora le parole di Gesù in Luca 13-16: “E costei, che è figliuola d’Abramo, e che Satana aveva tenuta legata per ben diciotto anni, non doveva esser sciolta da questo legame?. Una volta ancora, Gesù attribuiva la malattia al diavolo; compresi come mai per il passato, perché Gesù aveva guarito i malati: Per compiere la volontà del Padre, distruggendo le opere del diavolo (Ebrei 2:14).

Decisi per la fede che quell’opera del diavolo, la distruzione della vita di mia moglie, doveva cessare nel nome di Gesù, perché Cristo è morto, prendendo su di Lui le nostre infermità e caricandosi delle nostre malattie.

Fissammo per le 9,30 l’ora della preghiera d’intercessione per la guarigione di mia moglie, e nuovamente telefonai e telegrafai a dei credenti di unirsi a noi nella preghiera in quell’ora. Alle 9,30 m’inginocchiai davanti al letto, dove giaceva mia moglie e gridai a Dio. La potenza del Signore discese sul suo corpo: la paralisi scomparve ed il cuore riprese a battere normalmente, la respirazione divenne regolare e la temperatura normale. Mentre pregavo, intesi un suono uscire dalle sue labbra non più il debole gemito di sempre ma con voce forte e chiara ella esclamò: “Lodato sia Dio! Sono guarita!”. Nel dire ciò, ella si tolse di dosso le coperte e si mise a sedere sul letto.

La notizia si propagò rapidamente nella città, nello Stato e in tutti gli Stati. I giornali riportarono la notizia. La nostra casa divenne il centro d’inchieste e molti percorsero lunghe di istanze per venire a vedere mia moglie ed ascoltare dalle sue stesse labbra il racconto della sua guarigione. Le lettere arrivarono numerose.

Una luce nuova si era accesa nelle nostre anime. La Chiesa ci aveva fino a quel giorno insegnato che il tempo dei miracoli era passato e per questo insegnamento otto membri della nostra famiglia erano morti. Al presente, ci rendevamo conto che un tale insegnamento non era che menzogna, senza alcun dubbio inventato da satana, e proclamato dalla Chiesa come verità, frodando così all’umanità la pienezza dell’eredità che le è stata acquistata per il sangue di Gesù.

Diversi malati vennero a trovarci ed a dirci: “Se Dio ha guarito voi, Egli può anche guarire altri. Pregate per noi!”. Dio rispose a quelle preghiere e malati in gran numero furono guariti. Sono passati molti anni, ma posso dire che non è trascorso un solo giorno senza che Dio non abbia risposto alla preghiera. I malati sono stati guariti non a dozzine, non a centinaia o a migliaia, ma a dozzine di migliaia. Fu in questo modo che dedicai la mia vita, giorno e notte, a questo ministero della guarigione Divina.

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