IL RISVEGLIO

 INTRODUZIONE:

 Ogni risveglio rappresenta l’affermazione di tutti gli elementi della vita spirituale:

a) RIGENERAZIONE;
b) SANTIFICAZIONE;
c) VITA CARISMATICA;
d) AMORE;
e)  SERVIZIO;
f)  FEDE;
g) SPERANZA;
h) ESPERIENZE SPIRITUALI.

Ogni risveglio segue una parabola ascensionale e purtroppo discensionale. Sembra paradossale, ma la parabola ascensionale, si manifesta sotto la spinta delle prime insidie che generalmente hanno lo stesso carattere per tutte, e quella discensionale viene favorita da elementi che sembrerebbero favorevoli;

1)  Elementi di prova:

a)   Derisione e scherno (Nehemia 4:3; Atti 2:13);

b)   Persecuzione (Atti 5:40);

c)    Dispute ed eresie (Atti 15:1; l Giovanni 2:19).

2)  Elemento di rovina:

a)   Il successo che umanizza (Apocalisse 3:17);

         Nota: Tutto trasferito dallo spirituale al carnale.

b)   L’indifferenza che disperde il calore (Apocalisse 3:15);

    Nota: Attuazione di Proverbi 24:30-31.

c)    L’orgoglio che esclude il Signore (Apocalisse 3:20).

Nota: La Chiesa esiste come “istituzione”, anzi si impone anche nella società profana e religiosa:

I- Ha riconoscimenti e plausi;

II- È organizzata;

III- Ha il suo potere, il suo patrimonio;

IV- È perfezionata culturalmente;

V- Ha disciplinato la liturgia.

MA NON HA PIÙ IL SIGNORE!!

 

3)  Trasformazione:

a)   Rimane un nome (Apocalisse 3:1);

b)   Le opere sono incompiute (Apocalisse 3:2);

c)    Prive della sostanza (Apocalisse 2:4; l Corinzi 13:1-3);

d)   Affogate dalle sollecitudini (l Corinzi 7:30-31):

I- Dove sono più i culti affollati?

II Dove sono le veglie in preghiera?

III- Dove la ricerca delle benedizioni?

IV- Dove le assistenze e le comunioni?

V- Dove il servizio e le testimonianze?

VI- Dove la vita devozionale?

 

RISVEGLIO DEL RISVEGLIO

 INTRODUZIONE:

Da movimenti di risveglio caduti in letargo sono nati altri movimenti di risveglio. Anche se il fenomeno non coinvolge tutto il movimento, rimane ugualmente come un punto di riferimento che ci dimostra che è sempre possibile “dissociarsi” da una crisi generale.

a)   Per coloro che “odono” ed “ascoltano” il messaggio (II Cronache 15:1-2, 9);

Nota: Il messaggio è raccolto oltre i confini perché è per tutti.

b)   E riconoscono di trovarsi nell’ombra della morte (Efesi 5:14; Salmo 13:3);

Nota: Purtroppo non sono molti colore che riconoscono il rapporto sonno/morte.

c)    E si lasciano totalmente svegliare (Isaia 52:1).

Nota: Il “risvegliati, risvegliati” (anche Isaia 51.9, 17) non è soltanto per raggiungere l’anima e lo spirito, ma anche per scuotere la debolezza della carne (Matteo 26:41), non soltanto nel Getsemani, ma anche nel deserto di Beer-Sceba ed anche un profeta come Elia può tornare ad addormentarsi dopo il primo trillo (l Re 19:6).

È una esperienza che conosciamo anche a livello umano:

I- Svegli, nel dormiveglia;

II- Sveglie a ripetizione;

III- Perché non entriamo nel cosciente a metà.

Esperienza religiosa di dormiveglia.

I- Emozioni passeggere,

II- Campagne che hanno effetti di una settimana;

III- Perfino guarigioni e battesimi che si dissolvono.

d) Cioè si lascia penetrare e risvegliare dalla Parola, applicata dallo Spirito   

    (Ebrei 4:12; Giovanni 16:8);

Nota: Non sono i grandi mezzi, le campagne spettacolari, i metodi  psicologici che suscitano il risveglio, ma è la Parola, come spada dello Spirito che:

I- raggiunge i confini;

    II- arriva nella parte più intima della vita organica e sensitiva;

    III- e giunge nelle sfere della psiche: pensiero, sentimenti.

Non è solo udire, ma ascoltare come è ricordato  sette volte nell’Apocalisse.

Non è solo udire, ma levarsi, come è raccomandato dal Cantico dei cantici (cap.5 versi 2, 3). Non è solo volersi alzare, ma alzarsi subito (Ebrei 4:7).

e) Quindi risveglio ed alimento divino sono collegati

     (l Re 19:8; Giovanni 7:37,38).

Nota: La testimonianza di Elia, ci dice che bisogna mangiare   “copiosamente” quello che viene inviato da Dio (Salmo 81:10; Isaia 55:1) e questo deve rendere il fedele “vigoroso e traboccante”: una sorgente di fiumi. Il Risveglio è manifestazione pluriforme della grazia: santità, potenza, amore e servizio….

 

RISVEGLIATI E RIVESTITI.

 

a)   Colui che ha dormito si è spogliato (Apocalisse 3:17);

b) Prima di tutto si deve rivestire di forza (Atti 1:8; Efesi 6:10);

Nota: abbiamo qui due diverse articolazioni:

1- Potenza per essere testimoni: parola, franchezza, autorità, segni;
2- Potenza per combattere: verità, giustizia, fede parola.

In ambedue i  casi, non è l’armatura di Saul, non è la forza del mondo, della carne, ma il rivestimento della vera vita spirituale.

c) Ma deve anche indossare le più splendenti vesti (Colossesi 3:12; Galati 3:27; Efesi 4:24)

Nota: L’Apocalisse ci dichiara che la Sposa è vestita di lino “fino, risplendente e puro” (Apocalisse 19:8) e questo è il risultato della vita di un popolo fedele a Dio.

d)   In forma poetica: Cantico dei cantici 3:6 “…d’ogni aroma”. Beatitudini e frutto dello Spirito:

BEATITUDINI

FRUTTO DELLO SPIRITO

Semplici

Amore

Puri di cuore Fedeltà
Affamati Dolcezza
Misericordiosi Longanimità
Mansueti Benignità
Pacifici Bontà
Cordoglio Allegrezza
Perseguitati Pace
Oltraggiati Temperanza
I commenti sono chiusi.

Post meno recenti

IL RUOLO DELLA BIBBIA NELLA CHIESA (e nella vita del credente)

La Bibbia non è una collezione di scritti umani, o solo un capolavoro letterario. Non possiamo accogliere nemmeno la teoria che la Bibbia “contiene” la Parola di Dio, ma affermiamo e crediamo che la Bibbia è l’infallibile, ispirata ed efficace Parola di Dio. Abraham Lincoln un giorno disse: “io credo che la Bibbia sia il miglior dono che Dio abbia fatto agli uomini. LA PAROLA NEL MINISTERIO DI CRISTO …
Leggi Tutto

CULTI FREQUENTI E VIVI

–   di Roberto Bracco.   –    È triste la vita di quei fedeli i quali, a causa di circostanze particolari, sono costretti a vivere soli, lontani da altri fedeli, privi del conforto che si riceve nella comunione fraterna e nella celebrazione dei culti. Molto più triste, però, è la vita di quei fedeli che pure non essendo soli, vivono come se lo fossero. Mi riferisco qui a coloro che trascurano …
Leggi Tutto

COSA SIGNIFICA ESSERE UN SERVO

di Brian L. Harbour  –  Dopo la conversione, molti credenti si chiedono: “E adesso? Ora che sono stato riscattato dalla schiavitù di Satana e liberato dal peso dei miei peccati, cosa devo fare?”. Nell’introduzione della sua epistola a Tito, Paolo dà una risposta a questo interrogativo coll’appellativo che applicava a sé stesso. Lui si definiva: “Servo di Gesù Cristo”. Diverse parole greche hanno il significato di servo. “Diaconos” …
Leggi Tutto

ESPERIENZE: ESSERE RIPIENI DELLO SPIRITO SANTO

di SMITH WIGGLRSWORTH – Prima di parlare della dottrina parliamo delle esperienze. All’epoca in cui il numero dei discepoli cominciava ad aumentare, gli apostoli presero la decisione di non occuparsi più del servizio delle tavole, per potersi consacrare totalmente alla preghiera e al ministerio della Parola. E’ importante che tutti i ministri di Dio siano continuamente in preghiera e si nutrono costantemente delle verità della Scrittura. Nessuno può …
Leggi Tutto

C'E' POTENZA NEL SANGUE DI GESU'

di Charles Greeneway  –  Ricordo nel 1945, quando giacevo in una capanna di fango in Africa. Avevo la febbre nera, ed era un tempo in cui si poteva morire di quella malattia. Ho contato 124 tombe di missionari che non avevano raggiunto i quarant’anni. Ho seppellito i miei amici, ho dovuto imbracciare un fucile per poter difendere il loro corpo esanime dagli animali feroci perché al mattino potessimo …
Leggi Tutto

coming-in-the-clouds

Dopo la prima venuta di Cristo come messia sofferente, attendiamo la seconda venuta di Cristo come messia glorioso e potente. Questo straordinario evento s’approssima sempre di più. Prepariamoci! Più sorprendente delle scene della Pentecoste — Più potente della caduta di Gerusalemme — Più significante dello Spirito che risiede in noi — Più meraviglioso della conversione di un peccatore — Più desiderato della nostra partenza per il Cielo — …
Leggi Tutto

CORPO E SANGUE: IL SIGNIFICATO DELLA CENA DEL SIGNORE

«Il calice della benedizione che benediciamo, non è la comunione col sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è la comunione col corpo di Cristo? Siccome vi è un unico pane, noi, che siano molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell’unico pane» (1 Corinzi 10:16-17). L’Apostolo Paolo sentì la necessità di chiarire ai Corinzi il significato della Cela del Signore, che era, oltre al battesimo, l’unico …
Leggi Tutto

Dai nostri Culti