Notizie dalla nigeria da PORTE APERTE

VERONA – “Abbattuti ma non sconfitti” (“Crushed but not defeated”) è il titolo di un ampio dossier di Porte Aperte dedicato alla situazione dei cristiani nella Nigeria del nord, disponibile da oggi in versione sintetica anche in italiano.

Lo speciale, che nella versione internazionale conta 48 pagine ed è frutto di un lungo lavoro di documentazione, si ispira fin dal titolo alla nota espressione della seconda lettera di Paolo apostolo ai Corinzi; tabelle e supporti grafici accompagnano il lettore alla scoperta di una nazione spaccata in due: un sud con un’economia e una società stabile e un nord dissestato da insicurezza economica, insicurezza sociale e soprattutto vittima di aggressioni perpetrate da gruppi terroristici o motivate da conflitti etnici e religiosi.

A subire le conseguenze peggiori della situazione creatasi nel nord della Nigeria sono i cristiani, e la violenza su di loro erompe da varie fonti con conseguenze che i numeri sintetizzano in modo crudo e che non lasciano indifferenti. Impossibile quantificare esattamente, per motivi facilmente intuibili, il numero dei cristiani uccisi nella zona, le stime vanno dalle 9 alle 11.500 persone.

Fra il 2000 e il 2014, 1,3 milioni di cristiani hanno abbandonato il loro luogo di residenza e si sono rifugiati in comunità degli Stati nella Middle Belt (Nigeria centrale) o nel sud del Paese; nel 2015 quasi mezzo milione di loro vive tuttora sfollato a causa della violenza legata a Boko Haram, mentre più di 40 mila sono gli sfollati a causa degli attacchi degli allevatori Fulani. Tra il 2000 e il 2014, inoltre, più di 13 mila chiese nel nord della Nigeria sono state abbandonate, chiuse, oppure demolite e date alle fiamme. L’insicurezza e la conseguente forte migrazione hanno rapidamente svuotato le chiese e la partecipazione alla vita comunitaria, così come la vita privata dei cristiani, sono state pesantemente colpite.

Tra i cristiani si sono radicate sensazioni di paura e diffidenza nei confronti dei musulmani e questi stati d’animo – rileva Porte Aperte – potrebbero tradursi in una loro maggior emarginazione sia negli Stati federati del nord dove vige la sharia, sia in quelli della Nigeria centrale.

Open Doors, presente sul campo, ha potuto ascoltare molti cristiani. Ora riferisce che dalle chiese quasi svuotate dalla migrazione, da tante tensioni e conflitti sta arrivando un messaggio forte e determinato: «Molti dicono che il numero di chi persevera nonostante le perdite e i traumi è in aumento, molti sentono di sperimentare in modo crescente la presenza e la vicinanza di Dio e scorgono nella chiesa una maggior solidarietà».
Amare i propri nemici è considerata una grande sfida spirituale che è necessario affrontare, mentre il superamento della reciproca sfiducia e del disprezzo con le controparti musulmane è inteso come una sfida sociale basilare.[gp]

Il report completo (48 pagine in inglese) può essere richiesto a info@porteaperteitalia.org

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