GRANDI INNI: “Trought it all” di Andrae Crouch

 

IN MEMORIA DI ANDRAE CROUCH   –  Giovedì scorso si è fermato il cuore del leggendario cantante evangelico, 72 anni di cui 50 trascorsi nel mondo della musica cristiana. Era stato trasportato in ospedale lo scorso 3 gennaioper le complicazioni a uno stato di salute già compromesso da diabete e cancro. Riproponiamo una delle sue tante canzoni con la storia della sua vita.      

 

Andrae Crouch è sinonimo di musica Gospel. Egli ha composto molti meravigliosi cantici nel tempo. Cantici come “My Tribute” (A Dio sia la gloria),  “Soon and very soon” (Presto molto presto), “Trought it all” (Atttraverso tutto ciò), “The Blood Will Never Lose Its Power” e tantissimi altri. Pochi artisti hanno prodotto quanto o più di  lui nel corso degli ultimi due o tre decenni.

Andrae Crouch ha registrato 15 album e venduto milioni di copie, ha vinto ben nove Grammy Awards, ha collaborato con artisti famosissimi, ha avuto una nomination  per l’Academy Award, e ha contribuito con decine di cantici per gli  innari delle chiese. Non male  se consideriamo  che non ha avuto una formale formazione musicale, che non sa leggere la musica, che da ragazzo ha dovuto superare l’handicap della balbuzie, e che continua a lottare con la dislessia. Eppure, Crouch sostiene che i testi che ha scritto 25 anni fa, sono attuali e veri oggi come lo erano allora: Through it all, I’ve learned to trust in Jesus, I’ve learned to trust in God… (Attraverso tutto ciò, ho imparato a confidare in Gesù, ho imparato ad avere fiducia in Dio…)

IL TESTO DI “TROUGHT IT ALL” (TRADOTTO): Sono passato per molte sofferenze e  lacrime, ho avuto tanti punti interrogativi per il mio futuro, ci sono stati tempi di dubbio tra ciò che è giusto o sbagliato, Ma in ogni situazione, Dio mi ha dato la Sua benedetta consolazione, e le prove mi hanno reso più forte in Lui. Tramite tutto ciò, nonostante tutto, io ho imparato ad avere fiducia in Gesù, ho imparato a confidare in Dio, attraverso tutto ciò, ho imparato a dipendere dalla Sua Parola. Sono stato in tanti posti, ho visto tanti visi, ma a volte mi sono sentito così solo… ma nella mia solitudine, in queste preziose ore di solitudine, Gesù mi ha fatto conoscere che appartengo a Lui. Voglio ringraziare Dio per le montagne, e lo ringrazio per le Valli, lo ringrazio per le tempeste che mi ha fatto affrontare. Ma se non avessi mai avuto problemi, non saprei che Dio può risolverli, non avrei mai saputo ciò che la fede in Dio può far. Sono passato per molte sofferenze e  lacrime

Le parole di “Through it All” sono particolarmente significative considerando che Andrae perse prima sua madre, poi subito dopo il padre, e poi anche suo fratello. Morirono tutti nell’arco di due anni. “Probabilmente il periodo più duro della mia vita”, sospira il Pastore Crouch. “Molte delle canzoni che ho scritto mi parlano sia del mio passato, sia del processo di come attraversare  le avversità. “Through It All”, in particolare,  dice che nella vita si passa per un mucchio di esperienze, e bisogna imparare a confidare in Gesù”.

Eppure, con i suoi familiari morti in così poco tempo,  Crouch ammette di aver avuto a volte difficoltà a confidare in Gesù, sentendosi invece in collera con Dio. Così un giorno, mentre pregava, Crouch spandeva la sua anima davanti a Dio, come Davide scrive in un salmo, con molta onestà su come si sentiva e come soffriva per la perdita subita. “Ho pensato che stavo per crollare” racconta Crouch. “Ho detto: “Signore, hai preso mia madre! Così all’improvviso che il mio cuore è veramente addolorato.” Ma mentre pregava Crouch sentiva fortemente che Dio lo  incoraggiava a lodarlo. Poteva quasi sentire la voce di Dio dire: “Tu hai scritto tanti cantici che io ti ho dato su come lodarmi e  adorarmi nelle circostanze. Non per le circostanze ma nelle circostanze”.

Crouch ammette che inizialmente la sua reazione fu quella di un bambino petulante: “Non posso lodarti per tutto questo. Non posso farlo. Non mi sento di farlo.” Ma dopo una lotta interiore durata circa una mezz’ora, finalmente si arrese. “Ho cominciato a dire, “Grazie Gesù”, e “Lode a te, Gesù”. E poi sentii la forza come una fonte zampillante venire in me. La gioia del Signore venne in quella stanza e riempì la mia anima. E per almeno quattro ore stavo saltando e lodando Dio“.

Attraverso questa esperienza, dice Crouch, ho imparato una lezione preziosa. “Se per  qualsiasi motivo viene la depressione, impara a lodarlo. So che ho scritto molte  canzoni che parlano di questo, ma è la mia esperienza personale. E’ incredibile  la potenza della lode.” Ho avuto tanti interrogativi per il domani … Ci sono stati momenti che non sapevo cosa era giusto o sbagliato… Dopo decenni nel ministero, sembrerebbe naturale per Andrae Crouch di guardare indietro invece che avanti, per ricordare il passato e cominciare a prendersela comoda.

Ma Crouch rimane focalizzato sul futuro, il futuro della sua chiesa, la sua musica, e il suo impegno verso le persone della sua comunità. Egli ha  ancora domande su ciò che il domani porterà, e ciò che Dio vorrà da lui nei giorni che verranno. “Vedo solo una parte del quadro”, dice Crouch. “Chiedo a Dio ogni giorno quello che devo fare e come devo farlo. Essendo pastore di una chiesa, si deve sapere tutto riguardo alla chiesa. E io invece non so nulla!” Non è facile guidare una congregazione di 900 persone nelle realtà spirituali più profonde, raggiungere i membri delle gang locali e le famiglie nella loro comunità, presiedere funerali e matrimoni, e mantenere la presenza nella musica cristiana contemporanea.

Può essere schiacciante, e Crouch dice chiaramente che a volte si sente come Salomone, quando succedette nel regno a suo padre. Crouch, ha scritto un nuovo cantico dal titolo: “La mattina presto”: Ho bisogno del tuo direzione, ho bisogno della tua protezione.  Tutto ciò che chiedo, tutto ciò che chiedo è che tu dirigi il mio cammino.      “Non voglio muovermi senza la guida di Dio. Ho bisogno di Lui ogni giorno della mia vita per essere guidato.”

Per Crouch, parte della guida di Dio consiste nel raggiungere le persone che vivono nei bassifondi della città dove egli pastura. Per rendere possibile questo, si è trasferito dalla sua spaziosa casa in Woodland Hills, California, ed è andato ad abitare nella casa di  suo padre, una casa con due camere a circa otto isolati dalla chiesa. Egli dedica molto tempo lì, e molte volte preferisce dormire sul divano del suo ufficio nella chiesa stessa. Raggiungere le persone include anche condividere la sua musica con la comunità della sua chiesa.

Così di tanto in tanto carica un impianto voci, una tastiera, altri  cantanti insieme a lui, su un camion e guida lungo la strada di un parco nelle vicinanze della chiesa. Lì, Andrae offre alla folla che in breve si raduna un concerto gratuito seguito da un messaggio evangelistico e una chiamata all’altare. Poi, tutti sono invitati ad andare venire in chiesa per saperne di più su ciò che significa la fede in Gesù. “La mia emozione più grande è vedere qualcuno salvato. Vedere effettivamente qualcuno pentirsi e guardare come lo Spirito di Dio invade tutto il suo essere. Tutto in lui viene trasformato.  Sembra come se all’improvviso riceva l’ossigeno! E allora so che ne vale la pena.Ma in ogni situazione, Dio mi ha dato benedetta consolazione.

Vedere le persone trasformate dalla potenza salvifica di Dio non è la sola benedizione che Crouch conta nella sua vita. In realtà, egli vede la benedizione di Dio in ogni situazione che si presenta, anche in quelle più difficili. Quando era più giovane, spesso ha dovuto affrontare  atteggiamenti razzisti mentre cercava di ministrare con la musica. Una volta andò a cantare in una chiesa con il coro Teen Challenge. Il pastore aveva programmato di ospitare Crouch in un albergo, ma quando vide che Crouch era nero, cambiò i suoi piani, dicendo a Crouch che sarebbe stato ospitato nella casa di un membro della chiesa. Tutto bene fino a quando arrivarono a casa del membro della chiesa, una piccola fattoria appena fuori città. A Crouch non fu permesso di entrare nella casa, e fu condotto in una specie di granaio, dove un appartamento di fortuna era stato preparato. Ancora incredulo, Crouch ricorda, “Era un pollaio! Ho guardato in quella che doveva essere la cucina e intorno ai bicchieri c’erano intorno le tracce lasciate da un piccolo topo… Ho guardato nella doccia e c’erano scarafaggi nello scarico.

Non appena il pastore andò via,  Andrae fece la stessa cosa, e andò a trovare un amico che lo ospitò in un ambiente certamente più pulito. Qualche anno dopo, durante un tour in Texas,  andò in una chiesa a Fort Worth. Con entusiasmo fu presentato come l’autore di “Through It All e My Tribute”. Ma mentre saliva sul palco, il pubblico rimase scioccato nello scoprire che era nero. Così scioccato al punto che, le prime quattro file semplicemente si alzarono e lasciarono il concerto.

Crouch ora ride mentre racconta queste storie, e subito ribadisce: “Sai, Dio ci ha portato attraverso queste cose. Sono fortunato. Alcune persone semplicemente non hanno vissuto questo genere di esperienze, e non sanno ciò che Dio può fare attraverso queste cose”. Attraverso tutto ciò. Crouch non andò più portato in un pollaio, ma lui ricorda ancora la fedeltà di Dio in quei tempi e negli anni che ne sono seguiti. Riflettendo sulla sua fenomenale carriera e le proporzioni dell’impatto che ha avuto la sua musica, Crouch non può che scuotere la testa e commentare: “Io non penso di essere ancora “arrivato”. Penso che ci siano ancora diverse altre cose nelle quali e attraverso le quali Dio mi sta portando.

Negli ultimi 9 anni, Andrae è stato afflitto da 4 diverse forme di cancro. Il Signore lo ha sempre liberato. Ha anche sviluppato insufficienza cardiaca congenita qualche anno fa. Ricoverato in ospedale la mattina, si è ristabilizzato nel pomeriggio…, aveva un concerto nel week-end. Infine da a se stesso lo stesso consiglio che darebbe  a coloro che sono sotto la sua cura pastorale. “Basta essere fedele a Dio e lui ti benedirà. Basta essere fedele a Dio e amarlo con tutto il cuore. Questo è davvero tutto ciò che posso dire.”

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