IL RISVEGLIO COMINCIA NELLA FAMIGLIA

di ROY HESSION  –     Il luogo più difficile, il più impegnativo, ma anche il più necessario, se si vuole un risveglio, è costituito dalla famiglia. Migliaia di anni fa, nel più meraviglioso giardino che il mondo abbia mai avuto, vivevano un uomo e una donna. Creati a somiglianza del loro Creatore, essi vivevano per manifestare la bellezza della creazione e per glorificare Dio in ogni momento della giornata. Umilmente essi accettavano di essere umili creature di fronte all’onnipotenza del creatore, umilmente essi si sottomettevano a Lui.

Poiché essi sempre si sottomettevano a Dio, poiché vivevano per Lui e non per se stessi, essi erano umili anche verso se stessi. Questa prima famiglia della storia umana, viveva nell’armonia, nella pace, nell’amore, nell’unità non solo nei riguardi di Dio ma anche verso se stessi. Peccando contro Dio, essi persero anche la pace e l’amore reciproco. Non vivevano più per Dio ma per se stessi. Subentrò l’egoismo; subentrarono sentimenti meschini che fecero perdere alla coppia tutto ciò che di meraviglioso aveva caratterizzato la loro vita. Non più armonia, non più pace, non più amore, non più unità: ora c’erano la discordia e l’odio.

IL RISVEGLIO NELLA FAMIGLIA.  Il peccato, quindi, si verificò per prima nella famiglia. Per questo il risveglio deve cominciare dalla famiglia. Il risveglio è qualcosa di estremamente necessario in tutto il mondo. Bisogna farla finita con il peccato, con la discordia, con l’odio, con l’ipocrisia. E’ necessario che il risveglio cominci nella famiglia.

famigliaCerchiamo, però, prima di fare delle considerazioni sul risveglio. Il risveglio è una nuova vita nei cuori, che comporta una rinascita spirituale nell’individuo. Questa nuova vita però non è umana, ma proviene da Dio: è la vita di Gesù che viene a scorrere nell’uomo. Questa nuova vita si manifesta con un desiderio di armonia, di unità, di pace, di generosità. Unità con Dio ma anche con gli altri uomini. Questa nuova vita deve manifestarsi subito nella famiglia.

Però vediamo che molto diversa è l’esperienza di tante famiglie cristiane: ci sono irritazioni, intolleranze, risentimenti, egoismi. Tutti questi sono elementi che non permettono la manifestazione del risveglio e che danno un’immagine estremamente negativa della vita cristiana. Tutti questi elementi, poi, determinano una frattura tra le persone e Dio, determinano l’impossibilità che Dio faccia scorrere nei cuori umani la sua vita divina.

CHE COSA E’ SBAGLIATO NELLE NOSTRE FAMIGLIE?

Cerchiamo di considerare ciò che è sbagliato nelle nostre famiglie. Quando parliamo di famiglia, ci vogliamo riferire alla relazione che esiste fra marito e moglie, fra genitori e figli, fra fratello e sorella o tra tutti coloro che, in varie circostanze, vivono insieme. La prima cosa che è sbagliata, è la mancanza di apertura dell’uno verso l’altro. Viviamo rinchiusi in noi stessi. Gli altri non sanno ciò che noi veramente siamo e noi facciamo di tutto per nasconderci. Quelli che vivono con noi, in maniera intima, non conoscono quali sono le nostre vere difficoltà, le nostre lotte, i nostri fallimenti perché noi ipocritamente li nascondiamo. Dobbiamo cercare di essere più sinceri ed aperti se si vuole sconfiggere il peccato. Il primo effetto del primo peccato fu che Adamo ed Eva cercarono di nascondersi a Dio. Essi che erano stati così aperti con Dio, che erano trasparenti davanti a Lui, ora, a causa del peccato, volevano nascondersi agli occhi di Dio. Col peccato subentro anche net cuore di Adamo e nel cuore di Èva l’inclinazione dell’uno a non aprirsi più con l’altra e viceversa.

E così, poi, è sempre stato. Chi comincia a nascondersi a Dio, si nasconde anche all’altro. Nasce in lui la disposizione a coprire e a nascondere ciò che veramente è. Si diventa, così, estranei gli uni agli altri e si cade in un terribile isolamento. In questo modo, cominciamo ad assumere atteggiamenti insinceri: abbiamo paura di essere seri perché non desideriamo farci vedere chiusi o al contrario abbiamo paura di essere allegri perché non vogliamo farci vedere tali fra gente poco allegra. Abbiamo paura di mostrare quello che veramente siamo e così passiamo da finzione a finzione. Questo non deve accadere nelle famiglie.

Chi agisce in questo modo, secondo la Sacra Scrittura, cammina nelle tenebre, come è scritto in 1 Giovanni 1:6.

IL FALLIMENTO DELL’AMORE

La seconda cosa che è sbagliata, è costituita dal fallimento, dal venir meno dell’amore reciproco. Anche sul concetto di amore ci sono delle idee che non corrispondono alla verità biblica. Bisogna stare attenti a non considerare l’amore come qualcosa di esclusivamente sentimentale o addirittura come qualcosa di fortemente passionale.

In 1 Corinzi 13, ci viene detto che cosa veramente è l’amore. In esso ha una grande importanza il rispetto per l’altro oltre che la sincerità. Non bisogna mai confondere l’infatuazione, la passionalità con l’amore vero. E’ importante perciò che nelle famiglie ci sia il vero amore. Vediamone le caratteristiche.

L’amore è paziente e dolce. L’amore non è presunzione e non è vano orgoglio. L’amore non deve essere rude e sgraziato, non deve essere egoistico, non deve essere irascibile, deve essere aperto e comprensivo.

Se guardiamo a come noi agiamo nelle famiglie, ci rendiamo conto che agiamo nella maniera opposta.

Siamo spesso impazienti e bruschi pronta brutte risposte e a brutte reazioni.

Invece è importante che marito e mogli« si aprano totalmente, se vogliono realizzare un progresso spirituale. E’ impor tante che i genitori siano anche teneri i comprensivi nei riguardi dei figli. L stessa comprensione deve esserci tra fratelli e sorelle.

Una cosa è molto necessaria: un atteggiamento cortese e civile che deve man festarsi anche nelle piccole cose. E’ molto importante anche la fiducia che dev’essere alimentata dalla sincerità. Un’altra brutta cosa è la presunzione: è giusto soltanto quello che diciamo noi, è buono soltanto quello che facciamo noi. Secondo questa inclinazione, il torto sta sempre dalla parte degli altri. Manifestiamo sempre un’attitudine di superiorità nei confronti degli altri. Attitudine alimentata dal nostro orgoglio. Tutte queste cose alimentano il risentimento l’odio e non fanno assolutamente crescere la pianticella dell’amore.

Bisogna evitare anche il pensare soltanto a noi stessi, l’essere egoisti. Non dobbiamo pensare solo ai nostri interessi e soprattutto non dobbiamo schiacciare gli altri per soddisfarli.

Un altro elemento, molto negativo è rappresentato dall’ira. Ce la prendiamo con tutto il genere umano, siamo pieni di risentimento, siamo inclini a distruggere ciò che non ci sta bene. Nonostante questo, ci permettiamo di dire che nelle nostre case c’è amore. Eppure tutti questi sentimenti si manifestano quotidianamente e noi passivamente li lasciamo venir fuori, dando vita all’odio e non all’amore.

Dobbiamo quindi evitare l’impazienza, l’invidia, la presunzione, l’orgoglio, l’egoismo, l’ira e il risentimento. Tutto questo è peccato. In 1 Giovanni 2:9, è scritto: «Chi dice di essere nella luce e odia il suo fratello, è tuttora nelle tenebre». Tutte queste cose causano tensioni, fratture, discordie, e rendono impossibile instaurare un vero rapporto con Dio

L’UNICA VIA

Ora la domanda è questa: Desidero io una nuova vita, un risveglio nella mia famiglia? E’ il mio cuore profondamente desideroso di questo? Mi sto preparando veramente per fare in modo che si manifesti la nuova vita, la vita di Gesù, nella mia famiglia? Se lo desidero veramente, debbo cercare di fare gli opportuni passi.

Il primo passo è quello di chiamare il peccato per quello che è: peccato. Fatto questo, debbo rivolgermi a Cristo e farlo intervenire nella mia vita per purificarmi (1 Giovanni 1:9).

Quando noi ci rivolgiamo alla Croce, riceviamo amore. Riceviamo anche pazienza e tolleranza. Il prezioso sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni sentimento d’odio e lo Spirito Santo riempie i nostri cuori. In 1 Corinzi 13, non è delineata che la figura di Gesù, vale a dire i suoi doni, ciò che Egli è per noi.

Questo processo può avvenire soltanto se si comincia a estirpare l’odio e la presunzione; solo così siamo lavati dal sangue di Gesù Cristo.

Dobbiamo cercare di fare in modo di camminare seguendo la via di Gesù. Nella nostra famiglia, ci deve essere la determinazione di osservare ciò che Gesù ha detto. Dobbiamo fare in modo che vengano eliminate le reazioni istintive e cattive; dobbiamo eliminare l’egoismo, l’orgoglio, predisponendoci a desiderare la generosità e l’umiltà. Dobbiamo cercare di aprirci all’altro, se vogliamo che Dio si apra a noi e che ci manifesti la sua provvidenza. Ciò non significa che noi dobbiamo accettare le cose cattive dell’altro, anzi dobbiamo fare in modo che l’altro si renda conto che quelle cose sono cattive. Molto probabilmente Dio si vuole servire di noi, e questo può avvenire soltanto se noi siamo umili e ben disposti. Certamente se siamo genitori, non dobbiamo evitare di correggere i nostri figli anche con severità. Ma queste cose bisogna farle con sapienza e senza eccessi. Dobbiamo poi saper manifestare l’amore per i figli.

Soltanto se veramente manifestiamo questa disponibilità, potremo essere riempiti dell’amore divino che ci trasforma e ci fa agire in maniera saggia.

Quando noi ci avviciniamo a Dio con cuore umile e ben disposto verso gli altri, la forza divina penetra nel nostro cuore. Dobbiamo evitare anche la durezza di cuore. Essa ci fa ritenere di non sbagliare. Sbagliano sempre gli altri. L’umiltà di cuore, invece, ci porta a prendere conoscenza che anche noi sbagliamo e ci porta a riconoscere i nostri sbagli.

Dobbiamo ricordarci che se siamo veramente umili, dobbiamo cercare soprattutto di eliminare i nostri sbagli ed errori senza aver di mira anche quelli degli altri. Ognuno deve riconoscere i propri errori. Dio lavora nel cuore di colui che guarda profondamente ai propri sbagli, senza cercare di coinvolgere anche gli altri. Non è certamente facile fare questo perché noi cerchiamo sempre delle attenuanti. Dio, vuole che noi abbiamo questa attitudine. Dio si aspetta che noi ci assumiamo totalmente le nostre responsabilità senza cercare di essere indulgenti nei nostri confronti, senza cercare di giustificarci in qualche modo ricorrendo a scuse e pretesti. Dobbiamo essere pienamente responsabili.

Dio certamente risponderà alle nostre preghiere. Dio risponde sempre alle preghiere che partono dal cuore di una persona che si umilia davanti a Lui e si assume tutte le sue responsabilità. Dobbiamo cercare di camminare nella luce, nella vera trasparenza, sia nei riguardi di Gesù, sia nei riguardi altri, amando sinceramente e ferventamente. Dobbiamo cercare di annientare il peccato, e lo possiamo fare solo ai piedi di Gesù, che ci ha lavati di ogni peccato e che ci ha purificato. Dobbiamo veramente cercare l’unione, quell’unione che Gesù ci ha raccomandato di perseguire.           

 

Da “la Via del calvario”.

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