TUTTI GLI OSTACOLI AL RISVEGLIO NELLA CHIESA SONO DOVUTI AL PECCATO

di JONATHAN GOFORTH  –  Missionario Presbiteriano in Manciuria e in Cina 1888-1935.  

Al ritorno in Cina nell’autunno del 1901, dopo essermi ripreso dagli effetti sconvolgenti della rivolta dei Boxer, (La Rivolta dei Boxer fu una ribellione sollevata in Cina da un grande numero di organizzazioni cinesi popolari, contro l’influenza straniera colonialista. N.d.t.) cominciai a sperimentare una crescente insoddisfazione per i risultati del mio lavoro missionario. Nei primi anni pionieristici incoraggiavo me stesso con la certezza che un tempo di semina precede sempre un tempo di raccolta, ed ero, quindi, contento di persistere in quell’apparentemente futile lotta.

Ma tredici anni erano passati e il raccolto sembrava più lontano che mai. Ero sicuro che ci fosse qualcosa di più grande davanti a me, se solo avessi la visione giusta di capire cosa fosse, e la fede per afferrarlo. Irrequieto e scontento, mi impegnai in uno studio più intenso delle Scritture. Ogni passaggio che portava a considerare il prezzo, o la strada per ricevere potenza, divenne respiro e vita per me. C’erano alcuni libri sul risveglio nella mia biblioteca. Li ho letto più e più volte. Al punto che divennero un peso tale per la mia mente, che mia moglie cominciò a temere che non riuscissi a sopportare tale peso. Di grande ispirazione per me sono state le relazioni sul risveglio del Galles del 1904-1905, per mi misero a conoscenza che i risvegli non erano  qualcosa che riguardasse solo il passato. Nel tardo autunno del 1905 un trattato contenente estratti dell’autobiografia di Charles G. Finney e “Lezioni sul Risveglio” mi furono inviati da un mio amico in India. E questo fu quel qualcosa finale che mi infiammò!

Raccolti Spirituali

Nella prima pagina c’era una affermazione di cosa accadrebbe se un agricoltore pregasse per un buon raccolto senza rispettare le leggi della natura, così come per i cristiani  aspettarsi un grande raduno di anime semplicemente pregando per questo, ma senza preoccuparsi di adempiere le leggi che disciplinano la raccolta spirituale. “Se Finney dice il vero”, promisi , “voglio scoprire quali sono queste leggi ed adempierle, non importa a quale prezzo!”

Più in là un fratello missionario mi presto tutta l’opera “Autobiografia di Finney.” E’ impossibile calcolare tutto quel libro significò per me. Ora cominciavo a vedere commozione nei cuori delle persone, tanto che un evangelista del luogo disse con un timido sussurro: “Le persone vengono toccate proprio come lo erano dal sermone di Pietro a Pentecoste. “

Durante una riunione, parlai su “Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce”; la convinzione sembrava dipinta sul volto di ognuno e quando rivolsi l’appello, tutto il pubblico si alzò in piedi come un solo uomo gridando: “Vogliamo seguire questo Gesù che è morto per noi.”

In questo periodo il nostro Segretario per le Missioni Estere mi chiese di visitare il risveglio in Corea. Testimoniare come il Signore operava nel risveglio coreano era di incalcolabile importanza nella mia vita perché mi toccai con mano le infinite possibilità del metodo di risveglio. La Corea mi fece sentire, come fece con molti altri, che il Risveglio era il piano di Dio per infiammare il mondo.

I missionari in Corea erano persone comuni. Non ho notato nessuna eminente persona tra loro. Era nella preghiera che erano differenti. Non sono mai stato così consapevole della Divina Presenza come lo ero in questi incontri di preghiera coreani. Quei missionari sembravano portarci, in preghiera, fino al Trono di Dio. Una delle sensazioni che avevo è che stavano in comunione faccia a faccia con Dio.

Ciò che mi impressionava era la natura pratica del risveglio. Non era una folata selvaggia di “entusiasmo religioso” che poi moriva sulle ali dello stesso vento che l’aveva portata. C’erano le solite manifestazioni esteriori che accompagnano le miracolose effusioni del potere spirituale. Ma oltre a questo, ci sono state decine di migliaia di uomini e donne coreani la cui vita fu completamente trasformata dalla potenza divina.

Tutti sembravano quasi pateticamente zelanti di diffondere la “buona novella”. Anche i ragazzini correvano verso le persone per strada e le esortavano ad accettare Cristo come loro Salvatore. Ovunque vedevo un’evidente santa devozione per la Parola di Dio. Ognuno sembrava portasse con se una Bibbia. E tutto era permeato da quel meraviglioso spirito di preghiera.

Al mio ritorno in Cina, mi fu chiesto dai missionari di Kikunsghan di raccontare loro la storia del Risveglio coreano. La domenica sera, mentre mi accingevo a terminare il mio resoconto sullo spargimento dello Spirito Santo nelle chiese della Corea, sembrava che l’immobilità della morte pervadesse l’assemblea. I singhiozzi repressi cominciarono a udirsi di qua e di là. In poco tempo i missionari erano in piedi e in lacrime  confessando i loro peccati l’un l’altro.

Una conferenza di preparazione e indirizzo era stata programmata per la settimana seguente. Ma quando i missionari si incontrarono il Lunedi mattina decisero di mettere da parte ogni programma e continuare nella preghiera, fino a quando il Signore ci avesse dato indicazioni su come muoverci. Non ho mai passato giorni più meravigliosi tra i miei fratelli missionari in Cina.

Il risveglio è l’inizio di una nuova obbedienza verso Dio.

Nell’autunno del 1906, mi preparavo a partire per vedere cosa si poteva fare per far rivivere le stazioni missionaria esterne. C’era una questione, tuttavia, tra me e un fratello missionario che doveva essere risolta. Sinceramente sentivo di aver ragione. Tuttavia sentivo che il Signore voleva che risolvessi la questione nella giusta maniera. Ma io sostenevo con il Signore che la colpa era dell’altro missionario, non mia, e che era a lui che venire da me, non io  andare da lui. Ma la pressione continuava fino a quando gridai al Signore, dicendo: , “Egli deve venire nel mio studio e in lacrime confessare la sua colpa. Non pensi che si risolverebbe il problema?”

“Ipocrita!” Mi sembrava sentirlo dire: “Lo sai che vi state amando l’un l’altro come fratelli, come io vi ho comandato di fare.” Comunque io non volevo cedere.

Poi arrivò la parola definitiva da parte del Signore: “Se non aggiustate questa cosa prima di partire per questo  viaggio, puoi aspettarti di fallire, perché io non posso venire con te.” Questo mi portò ad umiliarmi.  Io non volevo andare ad affrontare un viaggio così difficile senza il Suo aiuto.

La sera prima di partire ho guidato un incontro di preghiera per i cristiani cinesi. Per tutto il tragitto fino alla chiesa la pressione continuava: “Vai e aggiusta questa cosa, in modo che io possa venire con te.” Ancora non cedevo. Cominciò la riunione. Era tutto a posto, mentre cantavano, e durante la lettura della Scrittura. Ma non appena aprì la mia bocca in preghiera entrai in confusione, e per tutto il tempo lo Spirito continuava a dire: “Ipocrita! Perché non aggiusti questa cosa” Ero ancora più turbato mentre iniziai un breve discorso sulla preghiera. Infine, quando a metà del mio discorso, il fardello diventò assolutamente insopportabile e mi ha dato. “Signore,” promisi nel mio cuore “, non appena questa riunione è finita, andrò e farò la cosa giusta”.

Istantaneamente qualcosa nell’uditorio sembrò spezzarsi. In un momento tutta l’atmosfera cambiò. Uno dopo l’altro si alzarono in piedi a pregare, per poi mettersi giù piangendo. Per quasi 20 anni noi missionari avevano desiderato di vedere una lacrima di pentimento scivolare giù da una guancia cinese.

Era tarda notte quando la riunione terminò. Appena potei mi affrettai verso la casa del mio fratello missionario … la difficoltà fu risolta, e perché ero stato guidato dallo Spirito e avevo obbedito al Signore, le benedizioni del mio tour nelle stazioni esterne superarono di gran lunga ogni mia più ottimistica aspettativa. In ogni posto lo Spirito di giudizio si manifestò. I torti furono riparati, le offese e le situazioni  distorte risanate. In una stazione, potevo solo trascorrere una serata, ma quella sera tutta l’adunanza era spezzata davanti al Signore …. grandi ondate di preghiera si muovevano sulla congregazione. Qualcuno gridava: “Pregate per il mio gruppo, siamo così freddi, così morti.” Oppure, qualcun’altro chiedeva preghiere per i suoi familiari non salvati e supplicava gli altri credenti ad unirsi a lui nella preghiera. Immediatamente diversi rispondevano all’invito.

Ostacoli al Risveglio.

Non possiamo sottolineare mai abbastanza la nostra convinzione che tutti gli ostacoli al risveglio nella Chiesa sono dovute al peccato!  Il fatto sconvolgente è che ogni peccato riscontrato fuori dalla Chiesa si trova anche all’interno della Chiesa, anche se forse in misura minore.

Si tratta di peccato in singoli membri della Chiesa, sia a casa che sul posto di lavoro, che addolora e rattrista lo Spirito Santo! Immagino che perderemmo gran parte della nostra auto-giustizia, se scoprissimo che l’orgoglio, la gelosia, l’invidia, l’avidità, il cattivo temperamento, la maldicenza, il pettegolezzo, le buffonerie, e tutti i loro parenti sono odiosi agli occhi di Dio, quanto quelli così chiamati peccati grossolani.

La sporcizia nelle chiese e ogni tipo di peccato, possono essere spazzati via solo dal fuoco e dal giudizio dello Spirito santo. Considerata l’importanza che viene data alla confessione di peccato in questo articolo, forse dovrei semplificare le mie opinioni su questo soggetto.

Abbiamo la forte sensazione che i peccati commessi prima della conversione sono sotto il sangue del Figlio di Dio e mai più devono essere confessati. Facendolo porteremmo disonore sul sacrificio di Cristo al Calvario. Siamo convinti che per quanto riguarda il peccato nascosto, che è il peccato che è conosciuto solo dall’anima interessata e da Dio, di regola confessarlo all’altare privato è sufficiente a garantire il perdono e la purificazione. Eppure ci sono momenti in cui riconoscere in segreto il peccato nascosto non è sufficiente e la confessione pubblica è l’unico modo per garantire sollievo … quanto al peccato contro un individuo, la Scrittura è abbastanza chiara: “Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire la tua offerta” (Matteo 5:22,24). E’ inutile pregare se siamo coscienti di aver ferito qualcuno. Dobbiamo fare ammenda verso la persona offesa prima che osiamo avvicinarci all’altare di Dio  sia in privato che in pubblico. Sono sicuro che il risveglio scoppierebbe nella maggior parte delle chiese, se si facesse questo.  

Poi ancora, per quanto riguarda i peccati pubblici, l’esperienza ci dimostra che quelli possono essere spazzati via solo con una confessione pubblica.

E’ vero, ciò equivale a una crocifissione, ma con la nostra volontaria disobbedienza, abbiamo apertamente disonorato il Signore della gloria, ed è il prezzo che si deve pagare se vogliamo vedere il risveglio spandersi attraverso le nostre chiese.

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