USO E ABUSO DELLA LINGUA. (Quello che esce dalla bocca fa vedere quello che è nel cuore)

di DEREK PRINCE   –    La Bibbia ha molto da dire sull’uso della lingua, sulle labbra, sulla bocca, sulle parole e sul linguaggio.
Dio ha creato l’uomo secondo la Sua propria immagine. Ha dato all’uomo la capacità di parlare e farsi comprendere, esprimendosi con parole e con frasi.
Quando Dio diede all’uomo questa capacità, gli trasmise anche una parte della Sua autorità e della Sua creatività. E’ stata infatti la PAROLA di Dio che ha creato tutto ciò che è vivente.
Il Salmo 33:6 afferma infatti: «I cieli furon fatti dalla parola dell’Eterno, e tutto il loro esercito dal soffio della Sua bocca».
Nella lettera agli Ebrei 11:3, leggiamo: «Per fede intendiamo che i monti sono stati formati dalla parola di Dio; cosicché le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti».
La forza della parola ha grande influenza sul nostro comportamento.
E’ bene quindi considerare questo argomento molto seriamente.
Nella lettera a Giacomo troviamo molte citazioni sulla lingua. Vogliamo citarne una: «Se uno pensa di essere religioso e non tiene a freno la sua lingua ma seduce il cuor suo, la religione di quel tale è vana» (1:26).
Non vorrei essere negativo o erigermi a giudice, ma questo verso ci dice molto chiaramente che una gran parte del nostro servizio rischia di essere nulla anche se ci diamo da fare per servire il Signore.
La Parola di Dio dice infatti: «Se non tieni la lingua sotto controllo, il tuo servizio non ha nessun valore».
Vogliamo identificare alcuni settori concreti che possono esser fonte di problemi.
Dopo aver esposto questi sette punti, cercheremo di venirvi in aiuto.

1. Parlare troppo
«Nella moltitudine della parole non manca la colpa ma chi frena le sue labbra è prudente» (Proverbi 10:19).
«Non essere precipitoso nel parlare poiché colla moltitudine delle occupazioni vengono i sogni, e colla moltitudine delle parole i ragionamenti insensati»(Ecclesiaste 5:2).
«Chi parla molto rivela ciò che è poiché dove ci sono molte parole là regna la stoltezza».
Gesù dice: «Dall’abbondanza del cuore parla la bocca».
Una lingua che si muove troppo indica un cuore in subbuglio.
Un uomo che non sa tenersi a freno non ha pace anche se parla molto della pace e della gioia. Dimostra la sua inquietudine parlando continuamente.

2. Parole superflue
Gesù Cristo dice in Matteo 12:36: «Ora Io vi dico che d’ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio».
In Matteo 5:37 Gesù afferma: «Sia il vostro parlare: si, si, no, no, poiché il più viene dal maligno».
Questo può aiutarci a comprendere che Dio dà grande importanza alle nostre parole.
Le nostre parole devono rispecchiare la verità ed essere edificanti.

3. Chiacchiere e calunnie
Le chiacchiere e le calunnie sono cose cattive.
Si tratta di una cosa molto seria che non dobbiamo prendere alla leggera anche se gli altri non ci badano.
E’ un pericolo nel quale tutti possono incappare.
A questo proposito la Bibbia ci dice: «Non andrai qua e là facendo il diffamatore fra il tuo popolo, né ti presenterai ad attestare il falso a danno della vita del tuo prossimo» (Levitico 19:16).
«Le parole del maldicente sono come ghiottonerie, e penetrano fino nell’intimo delle viscere» (Proverbi 18:8).
Sei conscio del fatto che si può uccidere una persona con le sole parole?
Conosco dei pastori le cui vite sono state distrutte dalla vergogna provata a causa di calunnie pronunciate contro di loro da malelingue.
In Geremia 18:8, i nemici del profeta dicono: «Venite, ordiamo macchinazioni contro Geremia. Venite, colpiamolo con la lingua, e non diamo retta ad alcuna delle sua parole».
Molti servitori di Dio sono stati grandemente danneggiati a causa delle chiacchiere che sono state fatte sul loro conto, essi avrebbero avuto invece bisogno di preghiere.

4. Bugie
«Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio; gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corrono frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli» (Proverbi 6:16-19).
Di queste cose che Dio odia, tre si riferiscono alla lingua:
§ la lingua bugiarda,
§ il falso testimonio che proferisce menzogne
§ e chi semina discordie tra i fratelli.
Ciò trova conferma in Proverbi 12:22: «Le labbra bugiarde sono un abominio per l’Eterno».
La parola «abominio» è l’espressione più forte usata per indicare il profondo ribrezzo provato da Dio.
La seconda parte del verso ci dice invece che: «quelli che agiscono con sincerità gli sono graditi».
Nell’Apocalisse c’è un triplice ammonimento riguardante i pericoli della menzogna (Apocalisse 21:8): «ma quanto ai codardi, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda».
La Parola di Dio dice che tutti i bugiardi finiranno nelle fiamme dell’inferno.
E’ giunto quindi il momento di chiedere perdono a Dio per queste colpe e di purificare la propria vita.
Questa via i aperta per ognuno di noi.

5. L’adulazione
Credo che la maggior parte delle persone non si rendano conto dei grandi pericolo dell’adulazione.
Dio non può certamente accettare parole che non sono in armonia con i nostri pensieri.
Io apprezzo moltissimo la riconoscenza sincera e le parole d lode, quando sono meritate, tuttavia bisogna andar cauti perchè molti sono caduti nella trappola tesa dall’adulazione.
Cono sono degli uomini che sono stati tanto adulati da rimanere vittima dei loro adulatori, essi hanno finito per perdere la loro posizione di lavoro.
«Salva, o Eterno, poiché l’uomo pio vien meno, e i fedeli vengono a mancare tra figliuoli degli uomini» (Salmo 12:2-4).
Queste parole sono chiare e noi tutti sappiamo che tra i Cristiani c’è molta disonestà, molte belle parole sono dette per servir uno scopo e senza sincerità.
Guardati d coloro che ti adulano a fai attenzione quello che dici agli altri.

6. Discorsi incontrollati
«Hai tu visto un uomo precipitoso nel su parlare? C’è più da sperare da uno stolto che da lui» (Proverbi 29:20).
Ecco un’affermazione audace.
Non portarti in giro i tuoi sentimenti sulla lingua, questo ti procurerà solo gravi problemi.
Impara a controllarti.
Nel salmo 106 troviamo descritta la tragica situazione di Mosè che si era lasciato trascinare dall’ira ed aveva perso il diritto di guidare il popolo di Dio nella terra promessa.
I versi 32 e 33 ci fanno comprende che le sue parole non erano state ispirate Dio. «Lo provocarono ad ira anche al acque di Meriba, e ne venne del male Mosè per causa loro; perchè inasprirono suo spirito, ed egli parlò sconsigliatamente con le sue labbra».
Gli Israeliti mormorarono perchè non avevano acqua e Dio disse a Mosè: «Chiama il popolo a raccolta a parla alla roccia e l’acqua sgorgherà».
Mosè aveva già visto una volta l’acqua sgorgare da una roccia dopo che aveva percosso la pietra con il suo bastone. Siccome in quel momento era adirato contro la gente, usò nuovamente il bastone invece che parlare alla roccia, come aveva detto il Signore.
Il suo gesto fu sconsiderato e fu un gesto di disobbedienza contro Dio, come se lui e Aaron avessero la capacità di far sgorgare acqua dal deserto.
«Ora ascoltate, ribelli, disse Mosè, vi farem noi uscire dell’acqua da questo sasso? »
Dio venne in aiuto a Mosè malgrado la sua disobbedienza e l’acqua uscì ma, gli negò il diritto di condurre il suo popolo nella terra di Canaan.
Mosè infatti aveva parlato agli uomini invece che parlare alla roccia che si era limitato a percuotere col bastone.
Quante volte parliamo in modo sconsiderato quando il nostro cuore è amareggiato?
Al Signore questi discorsi non piacciono affatto.

7. Discorsi negativi non edificanti
I discorsi negativi fanno parte della conversazione «per bene» di molti Cristiani.
Nella maggior parte dei casi questi discorsi non vengono nemmeno riconosciuti come peccaminosi.
«Io non ho fede».
«Non credo di riuscire a mettere assieme la somma di denaro che mi occorre».
«Sono certo di aver bisogno di un’operazione».
Queste parole possono essere cortesi, rispettabili e perfino avere un sapore di modestia ma spesso Dio non si compiace di questi discorsi.
Molti di noi si scavano la fossa con la loro propria bocca.
Essi riescono a convincere se stessi, attraverso discorsi negativi, di cose che forse non accadrebbero mai se non ne parlassero continuamente, chiamandole in vita.
Questi discorsi sono ben lontani dalla volontà di Dio.
Un chiaro esempio ci viene dato dal rapporto fatto dalle spie mandate ad esplorare il paese di Canaan al capitolo 13 di Numeri.
I dodici prescelti si trovarono nella medesima località e nelle medesime circostanze.
Erano tutti cresciuti assieme ed avevano ricevuto la stessa educazione.
Dieci tornarono dicendo: «Il paese è buono ma il popolo è potente, le città sono fortificate e grandissime e ci sono anche dei giganti. Di fronte a loro avevamo la sensazione di essere come delle cavallette».
Due uomini tornarono invece con un rapporto positivo: «E’ un paese meraviglioso, entriamo ed occupiamolo, abbiamo la capacità di farlo».
Questi atteggiamenti diversi appaiono chiari nel versi 30 e 31.
«E Caleb calmò il popolo che mormorava contro Mosè e disse: Saliamo pure e conquistiamo il paese; poiché possiamo benissimo soggiogarlo. Ma gli uomini ch’erano andati con lui, dissero: Non siamo capaci di salire contro questo popolo; perchè è più forte di noi».
Giosuè e Caleb dicevano : «Possiamo», gli altri dieci dicevano invece: «Non possiamo».
Con queste parole ognuno di essi ha suggellato il proprio destino.
Quelli che dissero: «Non possiamo! » non furono in grado di farlo. Quelli che dissero: «Possiamo! » ne ebbero anche la capacità.
Quello che dissero accadde veramente.
Questa esperienza possiamo farla anche noi di continuo.

Le soluzioni divine
Arriviamo ora alle soluzioni che Dio ci offre per i problemi che abbiamo esposto.

1. Riconosci l’abuso della lingua come un problema proveniente dal cuore
Nel capitolo 12 di Matteo è infatti spiegato che questo problema ha le sue radici nel cuore stesso. Giacomo 3:10-12 aggiunge: «Dalla medesima bocca procede benedizione e maledizione. Fratelli miei, questo non dev’essere. La fonte getta essa dalla medesima apertura il dolce e l’amaro? Può, fratelli miei, un fico fare ulive, o la vite fichi? »
Il cuore è nuovamente paragonato ad un albero e le parole sono paragonate al frutto.
In Proverbi 4:23 leggiamo: «Custodisci il tuo cuore più d’ogni altra cosa, poiché da esso procedono le sorgenti della vita».
Quello che esce dalla tua bocca esce anche dal tuo cuore.
La tua bocca è quindi il barometro del tuo cuore.

2. Riconosci i tuoi peccati e lascia che Dio ti purifichi
Molte persone si rifiutano di considerare come «peccato» l’abuso della lingua.
Ogni cattivo discorso è però peccaminoso.
Se ci sbarazziamo di questo tipo di peccato incominceremo a vedere risultati.
Fin tanto che saremo tolleranti e che troveremo mille scuse per questi peccati o che fingeremo addirittura di ignorarli, non ci sarà alcun cambiamento.
In i Giovanni 1:9 leggiamo: «Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità».
Dio ha sempre un mezzo per risolvere i nostri problemi. Chi però non è pronto a confessare le proprie colpe davanti a Dio, chi non chiede perdono e non accetta l’opera di purificazione divina, rifiuta anche categoricamente ogni aiuto da parte del Signore.

3. Resisti in male, affida a Dio la tua vita!
A questo punto è necessario prendere due decisioni.
Paolo dice in Romani 6:12-13 che per prima cosa bisogna resistere al diavolo e non offrirgli l’occasione di usare le nostre membra per scopi ingiusti.
Non permettere al diavolo di servirsi delle tue mani e dei tuoi piedi, ma sopratutto non permettergli di far uso della tua lingua.
Gesù è morto per liberarti da ogni tipo di peccato, anche da quelli commessi con la lingua.
Non abbandonare dunque la tua lingua in balia di satana.
Offri a Dio la tua vita e metti a sua disposizione ogni parte del tuo corpo, affinché essa possa servire alla causa della giustizia in obbedienza a Dio.
Parla apertamente con Dio e digli che metti la tua lingua a sua disposizione affinché essa divenga uno strumento di giustizia.
Il Signore esaudirà la tua preghiera e i tuoi discorsi diverranno fonte di benedizione.

4. Pensa al perchè hai ricevuto una lingua
Se non sai perchè hai la lingua, non potrai nemmeno comprendere quello che Dio ha offerto all’umanità.
Perchè dunque Dio ha messo una lingua nella tua bocca?
Il Salmo 16:9 ci dà questa spiegazione: «Perciò il mio cuore si rallegra e l’anima mia festeggia».
Quale significato aveva per Davide l’espressione «l’anima mia»?
Troviamo la risposta nel libro degli Atti 2:26 dove Pietro cita questo verso e aggiunge: «Perciò si è rallegrato il mio cuore e ha giubilato la mia lingua».
La lingua ti è stata data per lodare Dio con le tue parole.
Quando comprendiamo questa verità e ce ne rendiamo conto, la nostra vita cambia totalmente.
Pensiamo alla grande meraviglia di poterci esprimere attraverso la parola.

5. Prendi la decisione di lodare il Signore
Siamo noi che dobbiamo prendere la decisione di dare lode a Dio. Per tal motivo Davide dice: «Io benedirò l’Eterno in ogni tempo, la Sua lode sarà continuamente nella mia bocca».
Consideriamo la situazione in cui Davide si trovava al momento in cui prese questa decisione.
Si trovava di fronte al re dei Filistei.
Era fuggito per mettersi in salvo e si finse pazzo.
Quando il re lo mandò via ed egli se ne andò, prese questa decisione: «Io benedirò l’Eterno in ogni tempo, la Sua lode sarà di continuo nella mia bocca. L’anima mia si glorierà nell’Eterno, gli umili l’udranno e si rallegreranno. Magnificate meco l’Eterno, ed esaltiamo il Suo Nome tutti insieme» (Salmo 34:1-4).
Mi auguro che ognuno di voi possa prendere questa bella decisione: «Io benedirò l’Eterno in ogni tempo, la Sua lode sarà di continuo nella mia bocca».
Se la lode diventerà per noi un’abitudine, troveremo anche altri che loderanno il Signore assieme a noi.

6. Pensa che Cristo intercede per te davanti a Dio
E’ questo un fatto di grande importanza che ha conseguenze profonde: Gesù è il nostro Sommo Sacerdote, Egli intercede per noi. Rivolgiamoci quindi a Lui.
Le parole che dici a Gesù delimitano le possibilità che Dio può mettere a tua disposizione su questa terra.
Dovremmo far tesoro di ogni occasione che ci viene offerta di parlare con Lui e di approfondire il nostro rapporto con Dio.
Ebrei 3:1: «Perciò, fratelli santi, che siete partecipi d’una celeste vocazione, considerate Gesù, l’Apostolo e il Sommo Sacerdote della nostra professione di fede».
Egli ci rappresenta davanti a Dio.
Ebrei 10:21-23:«…avendo noi un gran Sacerdote sopra la casa di Dio… accostiamoci di vero cuore … Riteniamo fermamente la confessione della nostra speranza, senza vacillare, perchè fedele è Colui che ha fatte le promesse».
Non aver paura di ripetere la tua confessione.
E’ chiaro che, a questo punto è anche necessario parlare della nostra confessione di fede agli uomini. Anche in questo caso le nostre parole sono importantissime.
«Chiunque adunque Mi riconoscerà tra gli uomini, anch’Io riconoscerò lui davanti al Padre Mio che è nei cieli. Ma chiunque Mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’Io rinnegherò lui davanti al Padre Mio che è nei cieli» (Matteo 10:32-3 3).

7. Segui le Istruzioni della Bibbia per la vita nella comunità
In una comunità cristiana i discorsi e i commenti che vengono fatti sui vari membri della comunità stessa sono di grandissima importanza. Essi sono soggetti ad un ordine ed una disciplina particolare.
Se seguirai le istruzioni della Bibbia non ti azzarderai certo a fare pettegolezzi.
Sarebbe infatti molto imbarazzante per te se fossi costretto a scusarti presso la persona che è stata oggetto delle tue chiacchiere.
Se rifiuti di scusarti la tua situazione sarà ancor peggiore.
E’ meraviglioso vedere come Dio ha provveduto nella sua Parola anche per i buoni rapporti tra i membri di una comunità. Dio cerca sempre di darci il meglio e, se abbiamo peccato, ci indicherà una via per ristabilire i nostri buoni rapporti col prossimo.
Matteo 18:15-17: «Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, và e riprendilo fra te e lui solo. Se t’ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello; ma se non t’ascolta prendi teco ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni. E se rifiuta d’ascoltarti, dillo alla chiesa; e se rifiuta d ‘ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano».
Come membri di una comunità dobbiamo attenerci a queste regole.
Due cose devono venir prese in considerazione.
Se qualcuno ha peccato contro di me, devo andare da lui.
Nella maggior parte dei casi questo rimetterà le cose in ordine.
C’è però un altro caso dove molti commettono errori.
Se qualcuno viene da te e ti dice: «Sai cosa mi ha detto il fratello tal dei tali? Sai come mi ha trattato?» devi subito replicare: «Hai parlato con questo fratello?»
Se la risposta è «No», digli pure: «Allora vai a parlare con quella persona».
Questo è un modo di comportarsi disciplinatamente.
Se agisci in modo diverso ti rendi complice di un’azione non giusta. Porterai quindi la tua parte di colpa se quest’azione romperà l’unità e l’armonia della chiesa.
La maggior parte di noi cade facilmente in questa trappola.
«Il vento del nord porta la pioggia, e la lingua che sparla di nascosto, fa oscurare il viso» (Proverbi 25:23).

Non tollerare alcun tipo di chiacchiera in tua presenza, chiudi la porta ad ogni pettegolezzo.
Sii inflessibile a questo riguardo.
Non dimostrarti accondiscendente verso nessun pettegolo.
Se le persone che frequentano la tua casa hanno la brutta abitudine di sparlare degli altri, fa loro chiaramente sapere che il tuo soggiorno non è un raccoglitore di spazzatura.
Se vogliono proprio far pettegolezzi, possono andare da qualche altra parte.
Se ti rendi conto di aver peccato con la tua lingua, non esitare di far uso delle sette soluzioni che ti sono state date e confessa il tuo peccato di fronte a Dio.
Se hai offeso qualcuno, chiedi scusa.
Chiedi a Dio di purificarti e accetta con gratitudine questa purificazione.

 

Fonte: “L’Araldo della Sua venuta”

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