NON UNIRTI AGLI INFEDELI

di John R. Rice  –  Secondo me non c’è nulla di più importante al mondo per un Cristiano del matrimonio con una persona della medesima fede. Il matrimonio è stato creato da Dio. Esso è un’istituzione santa, stabilita da Dio per il nostro beneficio.

L’unione tra uomo e donna è tanto intima o preziosa nella sua continuità che in ammonio tra una persona credente e non credente non potranno mancare disaccordi dovuti al fatto che i due coniugi hanno scopi e opinioni diverse.

All’inizio l’amore è tanto grande che ognuno dei due coniugi pensa che l’altro sia il compagno ideale della sua vita. Un noto adagio dice a questo proposito che “l’amore è cieco”. Quante fanciulle cristiane hanno sposato uomini che non avevano fede, pensando in fondo al cuore: “Quando saremo sposati non berrà più. Dice che mi ama: che verrà con me in chiesa. È tanto buono e gentile e l’unica cosa di cui ha bisogno è la mia comunità cristiana”. Queste giovani donne hanno scoperto più tardi con raccapriccio di aver sposato un uomo che non voleva saperne di Dio. L’amore per una donna non è sufficiente a trasformare in un Cristiano un uomo che non vuole saperne di Dio. Questi matrimoni non sono in genere né buoni né felici, Non saranno mai veramente felici e completi a meno che Dio, nella sua grazia divina, non aiuti uno dei coniugi a conquistare l’altro. Questo però non accade sempre e anche se accade, avviene dopo anni di avvilimento e di lotte che indeboliscono la fede della persona credente e la trascinano verso il peccato.

2 Corinzi 6:14-16 dice a questo proposito: “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunione c’è fra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia  fra Cristo e Belial? O che v’è v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente come disse Dio: Io abiterò in mezzo camminerò a loro e camminerò tra loro; e sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.”  Non ci può essere unione spirituale tra un fedele e un infedele. “Perché qual comunanza vi è tra la giustizia e l’iniquità?” Non possono avere   molto in comune poiché: “Quale comunione vi è fra la luce e le tenebre?” C’è un’enorme differenza naturale tra la vita, il carattere  e le tendenze di una persona che è salvata e la vita e le tendenze di una persona che è perduta. Uno ama il Signore, l’altro lo evita. Uno è cosciente di aver la salvezza attraverso Cristo, l’altro rifiuta Cristo.

Non ci può essere armonia tra un Cristiano e un uomo che volta la schiena a Cristo. La Bibbia dice anche: “Cosa unisce un fedele con un infedele?” Come possono due coniugi vivere in armonia giorno per giorno quando uno cerca costantemente la pace in Cristo, frequenta i culti e cura la compagnia di altri fedeli, desideroso di cambiare la propria vita in Cristo mentre per l’altro tutte queste sono cose estranee?

LO SPIRITO DI DIO IN NOI

“Quale accordo v’è tra il tempio di Dio e gli idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’iddio vivente. Come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò tra loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo”.

Lo Spirito Santo vive in una persona che è salvata. Questa è la cosa più importante della sua vita. Potete non essere sempre coscienti della sua presenza, ma il fatto rimane che, se credete a Cristo come vostro Salvatore, avete ricevuto una nuova vita da Dio e siete una creatura del Signore, lo Spirito di Dio abita in voi e voi siete il tempio dello Spirito Santo (1 Corinzi 3,16,17).

Se questo tempio viene a trovarsi sotto il controllo di un infedele questo potrà procurare molti avvilimenti. Il matrimonio di un Cristiano con un infedele è contrario alla volontà di Dio. Dio è turbato quando si trova di fronte a tali situazioni e certamente questi matrimoni saranno causa di grande infelicità.

In 1 Corinzi 7,39, le Sacre Scritture ci parlano del matrimonio delle vedove: “La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito, se il marito muore ella è libera di maritarsi a chi vuole, purché sia nel Signore”.

Una vedova può sposarsi nuovamente dopo la morte del marito. Anche in questo caso viene sottolineato quanto abbiamo detto sopra, essa può sposarsi “solo nel Signore”. Tutte le donne, siano esse maritate o nubili, dovrebbero sposarsi solo “nel Signore” se vivono in Gesù Cristo. Nessun credente dovrebbe prendere una decisione contraria a questa regola. Se lo fanno, si troveranno “sotto il loro giogo” che trascinerà con se peccato, preoccupazioni e dolori.

LA STOLTEZZA DI SALOMONE

La triste storia della perdita di fede di Salomone viene riportata nel primo libro dei Re, al cap. 11. Dai versi 1,4 apprendiamo: “Ora

Il re Salomone, oltre la figliuola di Faraone, amò molte donne straniere: delle Moabite, delle Ammonite, delle Idumee, delle Sidonite, delle Hittee, donne appartenenti ai popoli dei quali l’Eterno aveva detto al figliuoli d’Israele: “Non andate da loro e non vengano essi da voi; perché essi certo pervertirebbero il vostro cuore per farvi seguire i loro dei”. A tali donne si unì Salomone nei suoi amori. Ed ebbe settecento principesse per mogli e trecento concubine; e le sue mogli gli pervertirono il cuore; cosicché al tempo della vecchiaia di Salomone, le sue mogli gl’inclinarono il cuore verso altri dei; e il cuore di lui non appartenne tutto quanto all’Eterno, al suo Dio, come aveva fatto il cuore di Davide, suo padre.

Perfino Salomone, l’uomo più saggio che sia mai vissuto, non ha potuto resistere alla tentazione e alle conseguenze che i suoi matrimoni con donne pagane portarono nella sua vita.

Ai tempi di Nehemia, quando una parte degli Israeliti ritornò nel paese dopo la prigionia, molti di essi si erano uniti in matrimonio con donne appartenenti ai popoli pagani tra i quali avevano vissuto. Nehemia fece loro presente la condizione peccaminosa in cui vivevano, citando ad esempio il caso di Salomone e le tragiche conseguenze della sua colpa che ricaddero sul popolo che, pur appartenendo a Dio, non aveva esitato ad unirsi con popoli infedeli.

Se amate il Signore e avete fede nella sua Parola, se avete accettato Gesù Cristo come il vostro Redentore, e siete quindi dei figli di Dio che desiderano vivere secondo i principi stabiliti da vostro Padre celeste, se desiderate inoltre che il vostro matrimonio sia felice e benedetto, non dovreste scegliere un compagno o una compagna che non sia spiritualmente dalla vostra parte. Un tale passo vi procurerebbe senz’altro grandi angoscie e preoccupazioni.

 

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