L’evangelizzazione comincia nella propria casa

di Ruth Steelberg Carter  –  Qualcuno ha detto che «la sola religione che vale è quella praticata in casa» e questo è vero anche per l’evangelizzazione. Quando il Signor Gesù dette ai Suoi seguaci l’ordine di esserGli testimoni, Egli disse loro di cominciare da dove si trovavano, cioè da Gerusalemme. (Atti 1 :8).

La casa è come un fiume che, sebbene piccolo all’inizio, si gonfia nello scorrere fino a diventare una forza potente che può fare del bene o del male. L’evangelizzazione che comincia nella propria casa si moltiplica, come un seme piantato nella terra che produce un raccolto abbondante del trenta, del sessanta o anche del cento.

La casa è certamente la sorgente naturale dell’evangelizzazione, la sorgente degli sforzi sinceri per diffondere l’evangelo.

L’evangelizzazione nella casa fu insegnata ad Israele dal principio. Quando Dio disse a Mosè di condurre il Suo popolo fuori di Egitto, gli diede comandamenti, statuti e leggi. Fece chiaramente comprendere che la casa doveva essere il principale centro di istruzione. (Deut. 6:4-9). Le antiche famiglie ebraiche erano più unite e più stabili, e ciò quale risultato di una idea e di una educazione religiosa promosse nella vita familiare.

I tuoi familiari, i tuoi vicini ed i tuoi amici cosa vedono nella tua casa? Vedono solo il mobilio, il cibo e le abitudini inerenti alle necessità della vita o vedono un modo di vivere spirituale? Vedono l’amore e la comprensione mostrati dai membri della famiglia gli uni per gli altri? Vedono i santi principi vissuti da ognuno?

Vi è l’abitudine di riunirsi attorno alla Bibbia, di leggerla insieme e poi d’inginocchiarsi per pregare? Oppure la famiglia si riunisce abitualmente attorno al televisore? Vi è la disciplina che fa sì che ognuno assolva le proprie responsabilità incluse le faccende domestiche e i compiti di scuola, oppure ciascuno fa quello che gli pare senza riguardo per i sentimenti altrui?

Padri voi avete delle opportunità meravigliose, mentre i figli sono piccoli. Essi vi guardano per avere consiglio ed amicizia. Copiano le vostre azioni ed i vostri atteggiamenti. Ma una volta che saranno cresciuti non avrete più su loro l’influenza di ora, quindi sappiatela usare!

Mamme, quale ministerio è il vostro! Forse un giorno avete desiderato di essere missionarie, ma non avete bisogno di lasciare la casa per diveltarlo. Voi potete insegnare ai vostri figli a conoscere il Signore ed a servirLo. Pensate a Timoteo il quale doveva la propria istruzione cristiana a sua madre Eunice ed a sua nonna Loide. Esse amavano la Parola di Dio ed insegnarono a Timoteo ad amarla. Pensate a Giovanni Marco il «prodotto» di una casa dove si tenevano riunioni di preghiera come quella durante la prigionia di Pietro.

Nella famiglia di Andrew Murray, del Sud Africa, furono allevati undici figli. Cinque dei maschi divennero pastori e quattro delle femmine mogli di pastori. Nella generazione seguente vi fu un record ancora più meraviglioso, infatti dieci nipoti divennero pastori e tredici missionari. Il segreto di questa eccezionale contribuzione alla chiesa fu il risultato di una vita cristiana vissuta in famiglia.

L’Evangelizzazione nella propria casa è un altro dei privilegi che noi abbiamo. Un numero crescente di casalinghe si stanno interessando agli studi biblici tenuti in casa. Se noi siamo disposti a dividere la nostra casa con gli altri, a invitare amici e vicini per avere comunione cristiana i risultati di ciò potranno estendersi largamente.

Nei primi giorni del movimento pentecostale era cosa comune, per i credenti, specialmente coloro che erano stati riempiti di Spirito Santo, di avere un tale peso per gli amici ed i vicini da invitarli nelle loro case per riunioni familiari. È buono che questa usanza torni a rivivere oggi. È proprio scritturale — in Atti 5 :42 leggiamo che «Ogni giorno nel tempio e per le case, non ristavano d’insegnare e di annunziare la buona novella che Gesù è il Cristo». Essi continuamente «…rompevano il pane nelle case» (Atti 2:46).

Fu in una riunione familiare nella nostra casa, quando non ero che una piccola bambina, che ebbi la mia prima esperienza con Dio. Posso ancora ricordare l’angolo in cui ero inginocchiata mentre piangevo davanti al Signore chiedendoGli che mi liberasse dal difetto che avevo di piangere con facilità. Egli ascoltò quella bambina di cinque anni e ricordo che mi aiutò a non piangere per una settimana intera. Stiamo dando oggi ai nostri figli opportunità per esperienze simili?

Alcuni aprono la propria casa ai giovani per incontri dopo i culti; e chi può dire la benedetta influenza che questo mezzo di evangelizzazione può avere nella loro vita?

Altri riuniscono bambini del vicinato per far loro trascorrere un’ora felice ed avviene che ragazzi e ragazze incontrano Cristo come loro personale Salvatore.

L’evangelizzazione che parte dalla casa sarà il risultato naturale e una fonte di vita per tante anime bisognose di salvezza.

Diceva Giorgio Fox: «Ogni quacquero dovrebbe far sentire la sua influenza per dieci miglia intorno».

Ogni persona nata di nuovo il cui cuore è pieno dell’amore di Cristo può evangelizzare nelle case dei vicini, specialmente dove vi sono dei bisogni, col testimoniare di ciò che il Vangelo ha compiuto nella sua vita. Egli può bussare alle porte e partecipare ad altre famiglie le benedizioni dell’Evangelo che hanno santificato la sua vita familiare.

Quando l’evangelizzazione muore nella casa, muore anche nella chiesa e quando la chiesa cessa di evangelizzare la nazione è condannata. Ma: finché ci saranno case in cui le lampade sono accese e si prega, in cui Dio è onorato e la Sua Parola scritta è lodata, anche se un popolo vacilla nella oscurità e le nazioni brancolano, con Dio stesso che sostiene queste case noi abbiamo una speranza sicura.

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