L’AMORE È BENIGNO

di DAVID SKELTON  –  L’ amore è paziente, è benigno. 1 Corinzi 13:4   –   L’amore non è solo passivo che sopporta ogni attacco, ma è anche attivo e fa opere benigne. Matthew Henry, commentando «L’amore è benigno» dice: «Esso è pronto a fare il bene, cerca di essere utile, non coglie solamente l’opportunità quando gli si presenta, ma la cerca».

L’amore sarà sempre pronto ad agire. Questo è meravigliosamente illustrato nella storia del Buon Samaritano scritta al capitolo 10 del Vangelo di S. Luca. Un uomo è stato depredato, ferito e lasciato mezzo morto sulla via dai ladri. Un sacerdote ed un levita gli sono passati vicino e senza dubbio hanno inteso compassione per lui, ma non hanno fatto nulla per sollevarlo dal suo stato. Il buon samaritano ha avuto un’attitudine diversa. Egli non ha visto solamente il bisogno, ha fatto agire anche l’amore. Notiamo quanto ha fatto. Ha curato le sue ferite, lo ha posto nella sua cavalcatura, lo ha condotto in albergo per essere curato, pagando le spese di tasca sua. Nulla è troppo fastidioso per il vero amore. Il vero amore agisce!

La Bibbia insegna che vi sono tempi in cui la comprensione ed anche la preghiera non sono sufficienti. Giacomo nella sua epistola dice: «Or, se un fratello o una sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro: “Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi”, ma non date loro le cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?» (Giacomo 2:14-15).

Il vero amore è pratico. 1 Giovanni 3:17: «Ora, se uno ha dei beni di questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?». Qualcuno ha detto: «La benignità ha convertito più peccatori dello zelo, dell’eloquenza o dell’insegnamento». Quattro giovani discutevano i meriti delle varie traduzioni della Bibbia, quando ad uno fu chiesto quale fosse la traduzione della Bibbia che riteneva migliore, questi rispose: «A me piace la traduzione di mia madre». Gli altri tre del gruppo incuriositi vollero sapere cosa intendesse dire. «Si», rispose, «mia madre ha tradotto la Bibbia nella vita di ogni giorno, ed è la traduzione più convincente che io abbia mai vista». L’amore traduce la Bibbia nella vita quotidiana.

Il più grande esempio d’amore in azione è nella vita e nel ministerio di Gesù. La Bibbia in Atti 10:38 dice che Egli: «è andato attorno facendo del bene». Egli non ha solo visto il bisogno umano, ma il Suo amore ha agito per andare incontro al bisogno umano. In Matteo 14:14 leggiamo che Gesù si mosse a compassione quando vide la moltitudine affamata. Egli non solo ebbe compassione, ma il Suo amore agì sostenendo la moltitudine con i pani ed i pesci della moltiplicazione. Consideriamo alcuni modi in cui l’amore attivo di Cristo sopperisce al bisogno dell’uomo.

L’AMORE RAGGIUNGE IL PECCATORE

La Sua benignità ha raggiunto il peccatore. In Luca 5:30 leggiamo dell’accusa contro a Gesù ed ai discepoli fatta dagli Scribi e dai Farisei: «Perché mangiate e bevete coi pubblicani e coi peccatori?». La risposta di Gesù fu: «Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a ravvedimento». Gesù ha odiato il peccato, ma ha amato i peccatori. La benignità di Gesù ha raggiunto i peccatori. Notare ancora quanto Egli è stato benigno con la donna colta in adulterio. Egli non ha condonato il peccato della donna, ma per la sua benignità ha messo in fuga gli accusatori.

«Chi di voi è senza peccato scagli il primo la pietra contro di lei», come si è intesa sollevata la donna, quando i suoi accusatori si sono allontanati! Gesù, Colui che è senza peccato, avrebbe potuto scagliare lui la prima pietra, ma le disse «Neppure io ti condanno, va e non peccar più». Queste parole sono suonate come musica per la donna colpevole.

Nell’ora della sua grande sofferenza Gesù ha mostrato amore attivo per il ladrone, dicendogli: «e Io ti dico in Verità che oggi tu sarai meco in paradiso». La benignità di Gesù è sempre protesa per raggiungere il peccatore.

L’AMORE RAGGIUNGE L’EMARGINATO SOCIALE

L’amore raggiunge l’emarginato. In Matteo 8 leggiamo il racconto del lebbroso guarito da Gesù. La sua malattia lo aveva emarginato socialmente. Tagliato fuori dalla famiglia e dagli amici; ma non lo aveva tagliato fuori dalla benignità di Gesù. In risposta al grido dell’uomo, Egli lo ha toccato guarendolo dalla lebbra. In Luca 8:26 leggiamo delle tragiche circostanze in cui l’indemoniato di Gerasa viveva tra le tombe. La sua condizione lo aveva reso un emarginato sociale. La benignità di Gesù lo ha raggiunto. Il Figliuolo di Dio ha avuto ragione dell’indemoniato e lo ha guarito. La benignità di Gesù non conosce limiti. Leggere Matteo 15:28.

L’AMORE RAGGIUNGE IL MALATO

La sua benignità raggiunge l’infermo. Leggiamo molti fatti entusiasmanti nel Vangelo di come l’amore di Gesù ha raggiunto gli infermi e li ha guariti. Gesù «è andato attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, per-ché Iddio era con Lui» Atti 10.38.

L’AMORE RAGGIUNGE IL TRISTE

La sua benignità raggiunge il triste. Luca 7:12, 13. «E come fu presso alla porta della città, ecco che si portava a seppellire un morto, figliuolo unico di sua madre; e questa era vedova; e gran moltitudine della città era con lei». Notare la reazione di Gesù. «E il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: Non piangere!». La donna sarà rimasta sorpresa. Aveva perduto il marito ed ora l’unico figlio le era morto. La benignità di Gesù la raggiunse ed Egli le risuscitò il figlio dalla morte. Il dolore della vedova si trasformò in letizia grazie al Salvatore. Il suo singhiozzo si trasformò in canto!

La benignità di Gesù raggiunge ogni persona con ogni particolare bisogno. Quale grande esempio ci ha lasciato! «Quale egli è, tali siamo noi in questo mondo» 1 Giov. 4:17. Dobbiamo cercare di essere simili al Salvatore. La Scrittura ci esorta ad essere benigni. «Siate invece gli uni verso gli altri benigni.» Efesi 4:32. L’apostolo Pietro in 2 Pietro 1:7 ci esorta ad avere amore fraterno. Una traduzione della Bibbia così presenta 1 Giovanni 3:18: «Cessiamo di dire che amiamo il popolo, amiamolo realmente e mostriamo questo amore con le nostre azioni». Dobbiamo tradurre in atto l’amore! Come possiamo farlo?

AMARE I SANTI

Possiamo tradurre in atto l’amore per i santi. Galati 6:10 dice: «Così dunque, secondo che ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti».

Mostriamo benignità verso i credenti colti dal dolore. «Piangete con coloro che piangono». «Portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo». Qualcuno ha detto: «Un peso condiviso è mezzo peso». Una parola gentile può sollevare l’animo nel momento del dolore. Ricordo che quando mi trovai nel profondo dolore, fui grandemente sollevato dalla comprensione dei santi. Possa Iddio darci compassione verso coloro che soffrono.

Mostriamo benignità verso i credenti che cadono. «Fratelli, quand’anche uno sia. stato colto in qualche fallo, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. E bada bene a te stesso, che talora anche tu non sii tentato» Galati 6:1. Fu la benignità di Gesù che sollevò Pietro da caduta. Una parola d’amore può rinforzare il credente vacillante. La Bibbia insegna a pregare gli uni per gli altri. Non siamo critici verso coloro che vengono meno, ma manifestiamo loro lo spirito del Salvatore. Il salmista scrive: «… la tua benignità m’ha fatto grande …» Salmo 18:35. Quanto sono state benigne le mani del Signore verso di noi; Mostriamo anche noi la stessa disposizione di animo verso coloro che vacillano nell’esperienza cristiana.

Mostriamo benignità verso il credente ostinato. Uno dei significati di «o- stinato» è «testa dura». Tutti abbiamo incontrato questo tipo di santi! La benignità può fondere il più duro. Mostriamo un vero spirito di benignità verso i santi.

AMARE I PECCATORI

Mostriamo amore verso il peccatore. Qualcuno ha detto, «Se vuoi l’attenzione del mondo, metti in atto il tuo credo». La benignità può conquistare il peccatore a Cristo.

Vi sono peccatori nel mondo che attendono un solo atto di gentilezza. Mettiamo nella nostra vita quotidiana l’amore in atto! Giovanni Wesley aveva una regola per la sua vita quotidiana: «Fai tutto il bene che puoi, con tutti i mezzi che hai, in tutti i modi che puoi, in ogni luogo che puoi, fino a quando lo puoi». Il mondo sarebbe sicuramente migliorò se tutti mettessero in atto questa regola quotidianamente! Il dott. Chalmers ha scritto: «Scrivi il tuo nome in gentilezza, amore e misericordia nei cuori di migliaia di persone con le quali entri in contatto anno dopo anno e tu non sarai dimenticato». Sulla tomba di un grande generale è scritto: «In ogni tempo ed in ogni luogo ha dato la sua forza al debole, la sua sostanza al povero, la sua simpatia al sofferente, il suo cuore a Dio».

Possa ciascun di noi essere ricordato per le sue opere di benignità.

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