L’ANTICRISTO

666-2di HENK SCHOUTEN  –   Molti cristiani si raffigurano l’Anticristo come il «superuomo» degli ultimi tempi ma la Bibbia lo mostra anche sotto un altro aspetto, raramente percepito dai cristiani.   –   Ci sarebbe molto da dire sull’Anticristo. Non appena si nomina questa parola, tutti vogliono sentire. Soprattutto le speculazioni su tale figura sono molto diffuse. Il numero 666 e altre caratteristiche e proprietà di questo personaggio colpiscono, soprattutto se si pensa a una figura ambigua.

Poi si comincia a sperimentare con le lettere del nome di questa e quella persona, e con il loro valore numerico. Forse in questo modo si può «degradare» qualcuno, chiamandolo Anticristo, ma non si può fare di uno qualsiasi la bestia di Apocalisse 13 ovvero un dittatore mondiale. Si parla davvero di «superuomo» degli ultimi tempi, o dobbiamo pensare ad altri particolari? Il termine «Anticristo» viene nominato un paio di volte nella Bibbia, nella prima e nella seconda epistola di Giovanni (1 Giovanni 2:18-22; 4,3; 2 Giov. 1:7).

Significativo per l’Anticristo è il fatto che egli nega il Padre e il Figlio, nonché la venuta di Cristo come uomo. Questa negazione del Figlio di Dio è di portata maggiore, poiché la Scrittura ci insegna: «Chiunque nega il Figlio, non ha neppure il Padre» (1 Giovanni 2:23), poiché il Padre si è rivelato nel Figlio. È chiaro che qui si parla dell’essenziale, del cuore dell’Evangelo. Se leggiamo ancora in Giovanni, ci accorgiamo che l’Anticristo sarà preceduto da tanti anticristi (1 Giov. 2:18).

Di quali persone si tratta quando si parla di questi anticristi? Si parla di per¬sone che lasciano la chiesa di Gesù, ma in realtà non vi hanno mai fatto parte (1 Giov. 2:19). Queste persone non si sentono più a loro agio in chiesa e perciò la lasciano di propria volontà. Coloro che non vi fanno parte, vi si separano anche se non è sempre così. A volte, anche come veri cristiani, ci si deve separare da un gruppo crescente di anticristiani. È davvero sconvolgente che Giovanni intenda per anticristi dei cristiani apostati. Ecco perché l’Anticristo diviene un problema «cristiano». Egli e i suoi predecessori derivano dalla chiesa di Gesù. Si semplifica troppo se si dichiara Anticristo un pagano empio o un ebreo empio. Così, qualcosa viene trascurato nei calcoli e nelle speculazioni sulla persona dell’Anticristo.

Quando i turchi si trovarono alle porte di Vienna, i cristiani di allora dissero che l’Anticristo era il regno Osmanico. Ai tempi dell’Inquisizione, l’Anticristo era il Papa, sebbene la chiesa cattolica romana confessi  la deità e la venuta come uomo di

 

Gesù Cristo. Anche Napoleone e Hitler sono stati definiti anticristi. Ai nostri tempi si fanno spesso simili riflessioni rispetto all’IsIam. Non si può dubitare del fatto che l’IsIam abbia dei tratti anticristiani, ma dobbiamo stare attenti con le nostre valutazioni. Una caratteristica importante dellAnticristo è, come già citato, la negazione del Padre e del Figlio, nonché la venuta di Cristo come uomo. Questi elementi fanno parte del cuore della dottrina cristiana, e quindi non possono essere assolutamente considerati come secondari.

La negazione del Padre e del Figlio allontana dalla vera fede, poiché non è possibile restare nella verità. Dobbiamo comunque sottolineare che questa separazione non avviene di solito in modo spontaneo e diretto, ma questi anticristi spruzzano il loro veleno per lungo tempo nella chiesa di Gesù. Questo veleno ci circonda da ogni parte. In molte scuole, Cristo viene messo al pari di Gandhi, Buddha e Krishna. Si parla di un simbolo cristologico e un mito cristologico ma non di Cristo, l’Unto di Dio, il Signore dei signori e Re dei re. Anche la venuta come uomo di Cristo viene trascurata. La morte sulla croce e la risurrezione, così come il ritorno di Cristo vengono a volte citati solo ai margini. Molti teologi e pastori rinunciano tuttavia alle verità di base del cristianesimo, senza le quali la fede cristiana è impossibile.

Alla domanda riguardante la venuta in forma umana e la deità di Cristo dobbiamo quindi essere intolleranti e prendere una posizione chiara. Chi rifiuta questi fatti, potrà fare quanti discorsi religiosi vuole, ma appartiene allo spirito dell’Anticristo. Non si tratta di miscredenti, ma di persone che si definiscono cristiane, pur essendo profondamente anticristiane. Qui non possiamo far valere altre opinioni. Ecco perché non saremo mai abbastanza radicali rispetto a tale questione.

Se riflettiamo in tal modo sull’essere dell’anticristo, ci accorgeremo con orrore che esso è una realtà minacciosa della chiesa di Gesù piuttosto che un sensazionale «superuomo» degli ultimi tempi.

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