ABBIAMO BISOGNO DI UN RISVEGLIO DELLA PENTECOSTE

folladi J. FLOYD WILLIAMS   –  I primi cristiani che fidavano interamente nella potenza dello Spirito Santo videro risultati meravigliosi e furono invincibili. L’idolatria fu frantumata; i templi pagani si svuotarono; moltiplicate centinaia e migliaia di persone si convertirono a Cristo. Nel breve lasso di pochi mesi l’onda della vittoria raggiunse Roma, tanto che finalmente nelle corti imperiali di Cesare vi erano di quelli che erano fedeli al Nazareno crocifisso.

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Basta un’occhiata per riconoscere la differenza fra i gloriosi successi della Chiesa Primitiva ed i nostri magri trionfi. La popolazione del mondo aumenta a grandi sbalzi, ciò nonostante in linea generale la Chiesa è stazionaria. Non vogliamo denigrare le ventine e le centinaia di persone che sono vinte a Cristo ogni giorno. Pure, quando pensiamo alle vaste masse che sono attorno a noi e che vivono e muoiono senza speranza, dobbiamo piangere perché così poche persone sono condotte a Cristo. Possediamo migliaia di ministri di culto validi e ben educati ed una grande armata di laici consacrati che operano per la salvezza del mondo. Possediamo solidi macchinari in azione nelle nostre chiese; ma se confrontiamo i rapidi passi della civilizzazione con il lento progresso del Vangelo, non possiamo non vedere che qualcosa di sbagliato deve pur esserci.

Non credo che ciò sia dovuto alla pigrizia della Chiesa, perché non vi è mai stata così tanta attività, e molta di questa attività è seria e sincera. Pure la Chiesa non riesce a
conquistare il mondo.

La domanda bruciante è: Che cosa si può fare?

Alcuni vorrebbero farci credere che vi è necessità di sermoni più intellettuali, perché oggi che l’istruzione è progredita, i ministri dovrebbero leggere i migliori libri disponibili e tenersi aggiornati sui movimenti letterari in modo da potersi esprimere fluentemente su ogni argomento.

Altri vorrebbero far rilevare la svolta che ha subito la cultura ai giorni nostri. Mentre altri ancora vorrebbero che adottassimo più musica classica e liturgia; al contrario di quelli che vorrebbero che si scegliessero solo cantici moderni e che si mettesse da un lato ogni forma di cerimoniale.

Che cos’é questo grande qualche cosa di cui sentiamo la mancanza? Sono perfettamente convinto che la Chiesa riacquisterebbe la sua bellezza e robustezza se tornasse a respirare la sua aria nativa, cioè il soffio dello Spirito Santo.

Abbiamo bisogno di un risveglio della Pentecoste!

La Chiesa è soprannaturale nelle sue origini e nel suo destino e può solo perpetuarsi nella potenza soprannaturale dello Spirito. Egli è qui, sulla terra per portare a compimento attraverso i credenti il programma tracciato da Cristo. Se ci fermiamo un momento per analizzare le cose, ci rendiamo conto che nel regno di Dio sulla terra niente può dirsi veramente fatto, se Egli non lo ha adempiuto.

Solo se torneremo alla meravigliosa potenza e opera dello Spirito Santo, solo se permetteremo che i nostri programmi, schemi, e piani finanziari siano diretti da Lui, potremo essere usati per la salvezza degli uomini. Le condizioni che prevalgono nei nostri giorni ci dicono che stiamo vivendo nell’età della Chiesa di Laodicea. Vi sono molteplici evidenze di debolezze e decadenze morali. Appare chiaro che ci troviamo lungo un corso irreversibile di autodistruzione.

Mentre queste condizioni prevalgono, molte chiese vivono nel lusso, ignorando i bisogni del genere umano. La Chiesa si arricchisce di beni, proprietà, edifici scolastici. Non ci riporta tutto questo l’eco delle parole rivolte alla Chiesa di Laodicea: «Ricco e arricchito»? E’ possibile che la Chiesa si preoccupi di costruzioni e programmi vari, mentre il mondo silenziosamente scivola nell’eternità senza Dio?


Nella nostra nazione la moralità è sempre più bassa; i films e i teatri sono sempre più pornografici. Un produttore cinematografico si vantava di aver prodotto un film in quattro giorni ad un dato costo e di avere incassato con quel film cinquanta volte la spesa. Il produttore affermava che il nudismo soltanto non è più una carta vincente; il pubblico ha sete di qualche cosa di più. Non c’è meraviglia dunque che stiamo mietendo tanta perversità. La musica moderna diventa sempre più suggestiva. Non soltanto è assordante, ma piena di volgarità.

La nostra è una generazione inquieta senza radici. In media l’americano cambia casa 14 volte nella sua vita; l’inglese 8 volte; il giapponese 5 volte. Questa società mobile crea un vero problema per la Chiesa. Come possiamo raggiungere questa generazione inquieta? E’ possibile farlo?

La Chiesa non ci chiama semplice mente ad una comunione e ad una libertà in Cristo ; ma ci sfida ad un ministero volontario : quello di essere partecipi della proclamazione del messaggio della Salvezza in maniera così efficace, che gli uomini debbano per forza considerarlo.

Non credo che vi sia stata altra generazione tanto affamata di Dio quanto la nostra. Vi sono moltissime evidenze che gli uomini stanno cercando qualche cosa. Vi è in loro un anelito, una brama, mentre brancolano nell’oscurità. Illuminiamo la loro via con la luce del Vangelo.

Che cosa stanno cercando le persone della nostra generazione? Io credo che vi sia in loro la ricerca sincera di una risposta a molti interrogativi. Possiamo sentire il grido che si eleva in ogni dove: «Desideriamo una nuova società. Desideriamo un uomo migliore, maturo, libero di mantenere la propria identità, che ha scoperto sè stesso e non si vergogna di mantenere la propria identità».

L’inquietante desiderio di ogni persona, sia che faccia parte della nuova società, delle nuove terre, o del movimento di liberazione, può essere soddisfatto da Cristo Gesù. Il Signore non distrugge la vita, ma la salva. Gesù ha detto : « Io sono venuto affinché abbiano la vita, e l’abbiano in esuberanza » (Giov. 10:10).

Si riferisce questo messaggio alle lotte dei nostri giorni? La Chiesa Cristiana primitiva era principalmente un movimento della libertà della non violenza. Iniziò col cambiare i cuori e le vite degli individui. Vi è un’urgenza, una serietà in riguardo a questa grazia di cui dobbiamo predicare. Non vi è la benché minima indicazione che gli apostoli usassero il tono del prendere o lasciare, mentre proclamavano la verità. Abbiamo a che fare con la schiavitù del peccato o con la libertà in Cristo ; cielo o inferno; salvezza o perdizione per l’eternità. Questo messaggio domanda una partecipazione, un arrendimento continuo, una dedizione assoluta.

Non soltanto abbiamo il mandato di proclamare il messaggio, ma dobbiamo essere anche mossi dallo Spirito di Dio per dimostrarlo. Essere testimoni di Gesù Cristo è la nostra chiamata. Dobbiamo testimoniare per lo Spirito e agire per lo Spirito. Non siamo stati posti dove ci troviamo per servire ai nostri interessi egoistici. Non facciamo semplicemente parte di un gruppo spirituale selezionato e messo da una parte. Abbiamo noi stessi una parte vitale da assolvere in mezzo a questa società contemporanea. Dobbiamo annunciare al mondo la liberazione del nostro Signore Gesù Cristo.

Vi sono coloro che suggerirebbero di abbandonare i culti di adorazione nelle chiese stabilite. Essi affermano che le Congregazioni sono venute meno nel riconoscere le realtà dei nostri giorni. Un po’ di questo criticismo è giustificato. Abbiamo permesso alla tradizione di trasformare i nostri culti in un qualche cosa che è poco più di un ritualismo. Sappiamo già, prima ancora di lasciare le nostre abitazioni, quel che avverrà ai culti: quanti canti canteremo, quando ci sarà la preghiera, quando sarà raccolta l’offerta, quando ci sarà la predicazione e la benedizione finale. Dove sono i segni ed i prodigi che erano la caratteristica della Chiesa Primitiva?

Che cosa faremo? Condanneremo la Chiesa? Oppure rinnoveremo il nostro patto con Dio e rinfrescheremo noi stessi con un nuovo riempimento del Suo Spirito? Abbiamo bisogno di spogliare il nostro messaggio da tutto ciò che è superfluo e ridurci ad un’autentica proclamazione che produce una comunione genuina e ci dà modo di avere un dialogo cristiano con gli uomini e con le donne.

La mancanza di amore è il peccato maggiore ai nostri giorni. E’ necessario uno scuotimento in tutta la Chiesa che ci porti a mettere da un lato i nostri programmi mal guidati e le nostre strutture antiquate ed a trovare una direttiva nuova nel nostro Signore e Cristo.

Parliamo di mancanza di comunicazione e d’incomprensione fra generazioni, ma la tragica differenza tra quei che Dio desidererebbe che noi fossimo e quel che realmente siamo dovrebbe scuoterci ad un nuovo risveglio !

Il mondo oggi desidera vedere i fatti. E’ stanco di mere parole di politici, filosofi, di farisaici ecclesiastici che ostentano le loro pie convinzioni. Le parole possono descrivere il mondo, ma sono necessarie le decisioni drastiche per cambiarlo. Il cristianesimo è più di un credo. E’ un rapporto personale con Dio che abbraccia tutto l’uomo. Le nostre fraseologie evangeliche fanno spesso alzare i tacchi alle persone. Hanno ascoltato le nostre espressioni così a lungo che non desiderano  ascoltarle più.

Le persone sono alla ricerca di qualcosa di assoluto, di universale. Dio è personalmente interessato a noi. Noi non siamo le schede di un computer. Egli ci conosce intimamente e può soddisfare col Suo amore l’anelito disperato dei nostri cuori. Quando accettai Cristo quale mio Salvatore, quale Signore della mia vita, scomparve la colpevolezza morale ed un nuovo rapporto da persona a persona con un Dio personale fu stabilito.

Dobbiamo comunicare verticalmente con Dio, e quindi orizzontalmente con gli altri uomini. Sulla base del rapporto da persona a persona dobbiamo condividere la testimonianza di Cristo e le verità della Bibbia con i nostri simili. Questo è quanto praticava la Chiesa Primitiva. Finanche i suoi nemici guardavano ai cristiani ed esclamavano: «Guardate come si amano l’un l’altro»!

Le persone non sono solo interessate nella verità che possediamo e che ci porterà nel cielo, ma esse desiderano vedere il senso che questa verità dà alle nostre vite al presente. E’ inutile parlare d’amore, a meno che non vi sia un rapporto di questo amore tra la vita e l’eternità.

Dopo aver considerato i complessi problemi del nostro tempo, senza punto minimizzare le crisi che travagliano la Chiesa, è la mia opinione sincera che non esista problema che non possa essere risolto da un risveglio della Pentecoste. Oh, che lo Spirito di Dio scenda su noi e parli attraverso di noi il pensiero che è alito di vita e la parola che brucia. Il nostro pericolo è di confidare negli uomini, e nei loro metodi per essere vitalizzati. Dobbiamo confidare unicamente in Lui che è il solo che possa farci risorgere, potenziarci, suggerirci i metodi, vitalizzarci e renderci di benedizione.

Sono convinto che dovremmo usare ogni metodo possibile per raggiungere la nostra generazione. Gli uomini inquieti del nostro tempo desiderano una realtà. Invece di mostrare loro delle tradizioni ipocrite, preghiamo affinché Dio ci dia il fuoco della Pentecoste, affinché essi vedano una realtà in noi e siano attratti a quel Cristo che proclamiamo di amare e di servire.

 

FONTE: RISVEGLIO PENTECOSTALE  9/1975

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