VENITE DIETRO A ME… (Matteo 4:19)

di Roberto Bracco   –  Gesù Cristo è “ogni cosa” per “ogni credente”; in Lui si risolvono tutti problemi, in Lui si compiono tutti programmi e in Lui, in Lui soltanto, si raggiungono tutte le mete.

“Venite a me!” “Imparate da me! ” ” Dimorate in me! “… queste e tante altre espressioni analoghe a queste ci dichiarano che Gesù Cristo è il “capo” della chiesa, la “luce” della chiesa, la “linfa” della chiesa. La chiesa ha “tutto” in Lui e senza Lui non ha nulla.

 Quando siamo “travagliati” ed “aggravati” noi possiamo cercare riposo e ristoro nelle più allettanti oasi di questo mondo, ma se vogliamo trovare alleggerimento del nostro carico dobbiamo andare a Gesù. Neanche i fratelli, neanche gli amici più cari ci possono dare quello che ci sa dare il Salvatore; Egli ci accoglie fra le Sue braccia, ci stringe, ci riscalda e ci comunica quella pace celestiale che il mondo e gli uomini non ci sanno dare, non ci possono dare.

E quando il nostro sentiero s’inerpica per il colle oscuro della perplessità non c’è nessuno che possa illuminarci come può illuminarci Gesù, con l’esempio limpido, pratico della Sua vita. Possiamo imparare da Lui in ogni ora, per ogni circostanza, perché Egli risplende davanti a noi con la luce di un esempio che può essere applicato ad ogni situazione della vita.

Molti credono che non ci sia possibilità di accostamento fra la vita di Gesù e la nostra vita, perché l’epoca e le circostanze particolari del suo ministerio terreno lo distanziano dalla nostra vita moderna fino al punto da rendere impossibile ogni confronto ed ogni accostamento. Questo concetto è errato perché nel mondo spirituale cambiano gli aspetti esteriori della realtà, ma la sostanza interiore di esse non muta mai: Gesù ha avuto gli stessi conflitti che noi affrontiamo ogni giorno ha lottato proprio contro le stesse potenze tenebrosa che ci impegnano in questo ventesimo secolo. Le tentazioni sostenute dal Salvatore furono le tentazioni comuni ai credenti oggi, e la lotta sostenuta da Gesù contro la carne era la medesima di quella che si è rinnovata in ogni generazione. Gesù può essere il nostro esempio, Gesù è il nostro esempio e noi in ogni circostanza della nostra vita cristiana possiamo porci la domanda: “che farebbe Gesù?”; se siamo sinceri ed onesti “vedremo” sempre la risposta attraverso l’esempio risplendente e vivente di Colui che ha detto: “imparate da me”.

Gesù è ogni cosa per ogni credente e nel nostro testo ci appare soprattutto come il “testimone” attraverso il credente. ” Venite dietro a me ed io vi farò pescatori di uomini vivi “. Per divenire “pescatori” bisogna andare dietro a Gesù; coloro che seguono Gesù vengono ” fatti ” pescatori, ma coloro che non vanno dietro a Lui getteranno invano le loro reti nel mare della umanità.

Oggi l’ordine del Maestro è coperto dal rumore assordante di un secolo meccanizzato e quindi soltanto pochi, pochissimi chiedono di “essere fatti” pescatori di uomini; la maggioranza sceglie un’altra strada e “si fa” da se stessa quel che non riuscirà mai ad essere. I pescatori di uomini possono essere fatti soltanto dal Maestro e senza il Maestro anche i più abili pescatori si “affaticheranno tutta la notte senza prendere nulla…”

Venite dietro a me… “; e andando fedelmente per la strada battuta dal Redentore si acquistano spontaneamente quelle virtù celesti che fanno di ogni credente un pescatore valoroso. Forse non sarà il sermone dotto e neppure l’insegnamento eloquente; forse l’amo non assomiglierà al ministero di Filippo e la rete sarà diversa dal messaggio di Pietro, ma il credente sarà ugualmente ” un pescatore di uomini vivi “.

Seguite Gesù e voi attirerete anime a Gesù! Se invece seguite una denominazione, un metodo, un complesso organizzativo… voi attirerete “proseliti” ad una denominazione o ad una organizzazione.

C’è grande differenza fra “proselitismo” ed “evangelismo”; un “proselite” può aderire ad un’idea religiosa ed essere contemporaneamente figliuolo della geenna (Matteo 23:15), ma uno “salvato ” non può che essere preso dalla rete dell’Evangelo e rimanere nel mare del peccato e del mondo perché viene preso per essere riposto nei vasi eterni della gloria (Matteo 13:48).

Seguire Gesù vuol dire infatti “seguire la luce” (Giovanni 8:12) e quindi avere la luce e comunicare la luce; la luce risplende nelle tenebre ed attira tutti coloro che sono desiderosi di uscire dal buio. È stato ripetuto molte volte che l’umanità sta attraversando uno dei periodi più oscuri della propria esistenza; questa affermazione è esatta, ma questa affermazione “non ci dice” che tutti gli uomini trovano gioia nel buio, anzi il grido che sale dai popoli ci ricorda che intere moltitudini soffrono nell’oscurità ed anelano di squarciare il velo fitto che le ricopre e le opprime.

Chi potrà accogliere nelle reti della Regno queste folle che hanno bisogno di Gesù Cristo? I pescatori, soltanto i pescatori dell’Evangelo!

Le chiese, i predicatori, i programmi senza Gesù non indicano la via della salvezza, ma la luce irradiata dalla vita di coloro che ” seguono il Maestro ” rappresenta una indicazione sicura verso la croce del Calvario.

Osservate quel che avviene in una casa in campagna al calare della sera: la finestra è aperta e la lampada è accesa; una nuvola di falene, farfalle notturne, entrano per la finestra ed iniziano la loro vertiginosa danza intorno alla luce. Sono state attirate dalla stanza o dalla finestra aperta? No! Sono state attirate dalla luce.

Oggi si dà molta importanza ai programmi ecclesiastici e alla potenza dell’organizzazione ed infatti sono sorti complessi religiosi che non hanno nulla da invidiare ai complessi industriali e nulla da imparare dalle più potenti istituzioni commerciali: comitati, pubblicità, stampa, regolamenti, metodi psicologici, schemi liturgici, cultura, arte… monumenti che sembrano parlarci dell’industrializzazione della pesca… cristiana.

Sì, sì da molta importanza all’attività missionaria, se così vogliamo chiamarla, ma si dà poca o niente importanza alla testimonianza morale del credente.

I predicatori sono sempre più indulgenti, le chiese sono sempre più tolleranti e i credenti sono sempre più indipendenti da ogni vincolo della vita cristiana. Seguire Gesù nel sentiero della luce, cioè seguire Gesù nella strada della santità vera, della conservazione severa, sta divenendo sempre meno frequente, sempre meno popolare.

Venite dietro me! Il sentiero della separazione dal mondo, vi farà pescatori di uomini.

Venite dietro a me! La strada della verità e dell’onestà assoluta vi farà pescatori di uomini.

Venite dietro a me! La via dell’umiltà e della mansuetudine vi farà pescatori di uomini.

Venite dietro a me! Il sentiero della spiritualità pura vi farà pescatori di uomini.

Il segreto del vero successo nel servizio cristiano consiste semplicemente nell’andare “dietro a Gesù”. Non dietro alla moda, ma dietro Gesù; non dietro alla vanità e al mondo, ma dietro Gesù; non dietro alla carne ed al peccato, ma dietro a Gesù.

Una chiesa che “segue” Gesù può anche essere povera, sfornita forse di un locale e di un abile predicatore, ma avrà la “luce” necessaria per attirare tutti coloro che brancolano nel buio del peccato. Una chiesa viceversa, che segue il mondo e cerca sempre più di conciliarsi i favori del presente secolo, può anche essere ricca, potente, organizzata; può anche avere successi religiosi ed ecclesiastici, ma non ha la luce, quella luce per pescare anime immortali per il Regno della gloria.

“Io vi farò…”. Perché Gesù riserva a se stesso l’opera del ministerio?

E’ chiaro, perché senza di Lui non possiamo far nulla; seguendo Lui possiamo far tutto con Lui.

Il credente che segue Gesù può esser assomigliato ad un pezzo di metallo attirato da un magnete; dopo poco tempo diviene per legge naturale, un magnete per attirare altri pezzi di metallo.

Colui che segue Gesù, cioè che cammina per la Sua via, che vive in comunione con Lui, viene realmente permeato dalla potenza della Sua presenza. Gesù diviene una realtà nella sua personalità fino al punto che la sua personalità comunica la realtà della presenza di Gesù.

J. Wesley, C. Finney, S. Wigglerworth, Sundar Sing e tanti, tanti altri hanno visto sovente peccatori cadere in ginocchio davanti a Dio, soltanto al loro passaggio, prima ancora di aprire le labbra, prima di salire sopra un pulpito; hanno potuto così sensibilmente recare la realtà della presenza di Gesù da conquistare i poveri peccatori per la gloria del Regno.

Venite dietro a me…!

Venite dietro a me…!

Il mondo ha bisogno di discepoli che seguono il Maestro la chiesa ha vita soltanto in quei fedeli che vanno dietro a Gesù. Tutto il resto e contorno, possiamo quasi dire, contorno inutile; anche se la teologia e la filosofia cristiana crollano assieme all’ecclesiologia e alla liturgia, nulla è perduto se la chiesa ascolta la parola del Maestro: “Venite dietro a me e io farò pescatori di uomini vivi”.

La chiesa oggi è in crisi e la crisi della chiesa è determinata soprattutto dal fatto che i cristiani non vogliono andare dietro a Gesù. Sono pronti ad andare dietro un uomo, forse dietro a forme smaglianti, ma esitano di fronte all’invito del Maestro, eppure il cristianesimo, il ministerio, il servizio è tutto qui: “seguire Gesù”!

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