PERCHE’ PREDICHIAMO IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO

“Ragione storica“. – La cristianità della nostra generazione ha smarrito il significato del messaggio della Pentecoste. Le chiese non guardano più a questa data o a quest’avvenimento come ad una meta che, come è stata raggiunta ieri, deve essere raggiunta, nel succedersi dei secoli, da ogni nuova generazione.

La potenza dello Spirito Santo, l’effusione del dono divino, il battesimo celeste promesso da Gesù… sono diventate espressioni teoriche e quindi realtà indefinite e sbiadite. In tale tragica situazione la chiesa pentecostale ha raccolto l’invito di Dio di predicare e proclamare una verità dimenticata.

 Attraverso i secoli, Iddio ha sempre suscitato chiese o movimenti, individui o comunità, ai quali affidare il messaggio di qualche verità dimenticata o trascurata; in questo secolo Egli ha suscitato il popolo pentecostale per predicare la dottrina della salvezza e per sottolineare l’importanza del battesimo dello Spirito Santo.

Al principio di questo secolo una voce è risuonata nel deserto per ricordare che Cristo ha ordinato di attendere, prima del lavoro cristiano, la potenza o il battesimo dello Spirito Santo, e questa voce è partita dal seno di un popolo che è stato chiamato pentecostale. Non meravigliamoci quindi della nascita di questo movimento, o della particolarità del suo messaggio, che testimoniano semplicemente di una necessità storica conforme alla volontà di Dio.

“Ragione ministeriale“. — Il movimento cristiano, che ha ricevuto dall’esterno la denominazione, che lo ha associato alla Pentecoste, predica il battesimo dello Spirito Santo nella convinzione profonda che esso rappresenta condizione essenziale all’espletamento del ministerio cristiano. La potenza carismatica dello Spirito Santo può essere vista come il principio vitale del ministerio, che deve essere appunto la manifestazione soprannaturale della chiesa cristiana.

 I discepoli di Cristo avevano, anche prima della Sua morte, e durante il periodo che va dalla resurrezione all’ascensione, compiute reali esperienze spirituali; avevano confessato il Cristo, Lo avevano riconosciuto e proclamato Figliuolo di Dio, avevano ricevuto il soffio delle Sue labbra e l’autorità del Suo Regno, ma non furono autorizzati da Gesù ad iniziare la loro completa attività sul fondamento di tali esperienze. Il Maestro fu esplicito: “ Dimorate in Gerusalemme ed aspettate il compimento della Promessa… “.  La Pentecoste fu, e quindi è, il fondamento del servizio; senza di essa il servizio è debole ed il messaggio inefficace. 

 Quando si parla di Pentecoste bisogna naturalmente riferirsi a ciò che essa esprime o, per essere più precisi, a ciò che essa è. La Pentecoste è il miracolo delle lingue, ma non soltanto il miracolo delle lingue, perché è potenza e miracolo nel senso più esteso e più profondo di questa parola. Gli Atti degli Apostoli ci parlano della Pentecoste non soltanto nel capitolo 2, ma dal capitolo 2 di questo libro meraviglioso, che è stato definito anche “Atti dello Spirito Santo“.

Il discorso potente di Pietro è la Pentecoste, la guarigione dello zoppo è la Pentecoste, la franchezza degli Apostoli, la comunione e l’amore dei discepoli, il discernimento di Pietro e la sua autorità di fronte ad Anania e Saffira, l’amministrazione della chiesa nascente, la testimonianza eroica, l’attività missionaria… tutto, tutto è la Pentecoste che è soprattutto potenza in cammino, potenza in azione.

 Il servizio cristiano può anche essere compiuto sulla falsariga di un’arida preparazione scolastica e, quindi, mediante l’ausilio di una cultura scientifica, ma esso non sarà perfetto e non sarà efficace perché privo del solo autentico fondamento: “ la Pentecoste”.

 La Potenza di Dio e la Sapienza di Dio sono suggellate nella Pentecoste e quindi un ministerio veramente pentecostale può anche ignorare o addirittura rifiutare le allettanti offerte della cultura umana; mentre la cultura umana, anche nella sua manifestazione più elevata e più nobile, non può e non potrà mai sostituire o semplicemente essere un surrogato della potenza dello Spirito Santo.

 

“Ragione Etica“. — Il battesimo dello Spirito Santo è potenziamento della personalità umana. Potenziamento in profondità e potenziamento in estensione. Colui che esperimenta il battesimo, cioè l’immersione nello Spirito, afferra le facoltà soprannaturali dello Spirito non soltanto per esercitare il ministerio, ma anche per vivere nel piano divino.

In questa generazione si è cercato di giustificare l’assenza dei carismi dello Spirito con lo specioso ragionamento che la chiesa è chiamata soprattutto a fecondare il frutto dello Spirito. La chiesa, è necessario precisare, non ha facoltà di scelta nella volontà di Dio perché è chiamata a compierla tutta: servizio e santificazione rappresentano limiti entro i quali bisogna muoversi e non traguardi che possono essere perseguiti separatamente per legge di preferenza.

Ma comunque è necessario sottolineare che anche l’etica cristiana impone la Pentecoste. Il frutto dello Spirito può nascere soltanto dove c’è lo Spirito e sarà tanto più ricco o tanto più maturo quanto più lo Spirito sarà esuberante. La vita dello Spirito si può compiere soltanto nella presenza e nella guida dello Spirito Santo e la guida sarà tanto più sicura ed efficace quanto più lo Spirito sarà esuberante nel credente.

Sì, l’etica cristiana impone il battesimo dello Spirito Santo che è sorgente di santificazione e santificazione interiore nel senso più completo di questo termine.

Queste sono le tre ragioni fondamentali che giustificano il messaggio della Pentecoste e nell’esporle ho precisato implicitamente i princìpi dottrinali di questo messaggio; essi possono essere riepilogati nei seguenti punti:

     1. – Il battesimo dello Spirito Santo rappresenta un’esperienza spirituale promessa e necessaria alla cristianità di tutti i secoli.

     2. – Quest’esperienza si differenzia dalle altre esperienze spirituali che la precedono e cioè da quella della fede in Cristo, dalla proclamazione di Cristo e dalla rigenerazione in Cristo.

    3. – Il battesimo dello Spirito Santo conferisce potenza soprannaturale per il servizio e quindi impartisce doni spirituali ed autorità spirituale. Il dono delle lingue rappresenta soltanto uno fra i diversi doni dello Spirito.

    4. – Il battesimo dello Spirito Santo conferisce altresì potenza soprannaturale per compiere la propria santificazione in Cristo.

     5. – Soltanto il battesimo dello Spirito Santo rende idonea la chiesa cristiana ad adempiere fedelmente il mandato ricevuto da Cristo.

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