LA SPOSA SI PREPARA (Ruth 3:1-6)

di Agostino Masdea  –   Abbiamo visto nella meditazione precedente come Ruth comincia a esperimentare la grazia e la provvidenza Divina, e anche se costretta dalle circostanze ad un umile lavoro, inizia a scoprire che quell’Iddio che ha scelto di adorare e servire al posto dei suoi falsi dei moabiti, è un Dio fedele e misericordioso.

Abbiamo anche paragonato la sua figura alla figura della chiesa di Gesù Cristo, che trova nel Signore la fonte di ogni benedizione, e rinuncia alle offerte del mondo per rifugiarsi sotto le ali dell’Onnipotente.

Oggi vedremo come Ruth ottiene la sua redenzione, e come si prepara e si presenta al Suo futuro sposo dietro consiglio e suggerimento della suocera, Naomi.

A. – NAOMI MODELLO PER OGNI CREDENTE

1. – Se Ruth è la figura della chiesa, Boaz è la figura dello sposo della chiesa: Cristo. A questo punto anche a Naomi dobbiamo applicare una figura e io credo che possiamo fare con la sua figura una doppia applicazione tipologica. Lei rappresenta, in questa circostanza, chi deve guidare la chiesa, indirizzarla e presentarla nel modo migliore allo sposo: lo Spirito Santo.
Se torniamo con la mente allo studio precedente sul cap. 5 del 2° libro di Samuele, ci ricorderemo che Dio sceglie sempre un uomo per pascere il suo popolo, quindi Naomi, in questo senso, è figura anche del ministerio nella chiesa, nel quale Dio chiama uomini disposti a dedicare non solo la loro vita per l’opera Sua, ma che devono essere pronti a dare e annunciare sempre “tutto il consiglio di Dio”.

2. – E le due applicazioni non sono né contraddittorie, né paradossali. Non sono vale a dire in conflitto tra loro. Dio chiama un uomo al Suo servizio, ma è lo Spirito Santo che mette l’uomo in condizione di presentare al popolo “tutto il consiglio di Dio”, è lo Spirito Santo che conferisce capacità e forza, risorse ed energie, perché il lavoro venga adempiuto con fedeltà e senza crollare sotto il peso della responsabilità.

3. – Ma, cari nel Signore, possiamo spingerci ancora oltre con la nostra immaginazione e sempre rimanendo nei canoni della scrittura affermare che Naomi può e dovrebbe essere identificata in ogni credente, per il semplice fatto che questa donna virtuosa agisce e si muove sui sentieri della fede, della giustizia e soprattutto dell’amore vero. Il primo verso infatti ci riporta le parole che lei rivolge a Ruth e queste parole illuminano e manifestano un carattere dolce e premuroso, una disposizione d’animo gentile e caritatevole, un altruismo generoso e quel tipo di amore magistralmente descritto dall’apostolo Paolo nel cap. 13 della prima lettera ai Corinzi.

B. – AMORE E GIUSTIZIA

1. – E quest’ultimo è un particolare non secondario, del quale dobbiamo tener conto, se vogliamo capire il resto del capitolo; per non fraintendere o equivocare la Parola di Dio che come è scritto in 2° Timoteo 3:16 “Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia”.

2. – Se noi comprendiamo che Naomi è animata da questo tipo di amore, che: “è paziente, è benigno; … non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; non si rallegra dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità, tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa”, allora capiamo che il suggerimento che da a Ruth non è dettato dalla malizia, dall’astuzia, o dalla volontà di ingannare qualcuno con uno stratagemma il cui unico scopo e di far abboccare il pesce all’amo. “Perciò lavati, ungiti, mettiti le vesti migliori e scendi all’aia; ma non farti riconoscere da lui fino a che non abbia finito di mangiare e di bere. Quando andrà a coricarsi, osserva il luogo dove si corica; poi va’, scoprigli i piedi e coricati tu stessa. Ed egli ti dirà ciò che devi fare”.

3. – Da un punto di vista moderno ci sentiremmo magnanimi e indulgenti se addebitassimo a Naomi almeno il fatto di non essersi “guardata da ogni apparenza di male”, e se fino a questo momento abbiamo parlato di queste due donne con grande stima per il loro comportamento, da questo punto in poi potremmo cominciare a vacillare e ad avere difficoltà a considerarle ancora donne di grandi virtù. Ma l’amore di Dio, o la carità, di cui Naomi a mio parere come già detto è un modello, “non sospetta il male” e “non si comporta in modo indecoroso”.

4. – Dicevo, secondo i parametri di confronto che la società di oggi ci impone, non avremmo esitazioni a giudicare questo comportamento a dir poco “sospetto” e forse “malintenzionato” ma noi dobbiamo valutare l’episodio alla luce dei costumi e delle usanze di “quel tempo” e non del nostro. Allora comprendiamo che non solo l’amore spinge Naomi, ma anche la giustizia. Infatti Ruth aveva un diritto, stabilito dalla legge, e che lei, come vedova doveva rivendicare.

5. – Ricordate la tendenziosa domanda che i Sadducei rivolsero a Gesù riguardo ad una donna che aveva avuto sette mariti? Chi erano quei sette mariti? Sette fratelli. Morirono tutti e alla fine morì anche lei: di chi sarà moglie nella resurrezione? E Gesù rispose che nella resurrezione non ci si sposa ma si è come angeli di Dio. In Deutoronomio 25 vediamo che la legge stabiliva che una vedova, se non aveva avuto figli col marito, doveva essere presa in moglie dal parente più prossimo, di norma il cognato, per assicurare una discendenza al defunto. Ma non era qualcosa di nuovo in quanto molto tempo prima c’era già in Israele questa usanza.

C. – LA GIOIA DEI MINISTRI

1. – Quindi Ruth per diritto doveva essere “riscattata” dal parente più prossimo di suo marito. Era una questione di giustizia nei riguardi del morto, e nei riguardi di Ruth stessa. Naomi sa questo, e agisce di conseguenza. Probabilmente Boaz, non aveva mostrato un interesse a diventare marito di Ruth, e potremmo congetturare per diversi motivi, primo fra tutti l’età; allora Ruth deve “chiedere” di essere riscattata. Deve rivendicare il suo diritto. E Naomi da il suo consiglio. Ruth può ascoltarlo o rifiutarlo. Naomi non può obbligarla. Ma ha un desiderio forte nel suo cuore: devo fare qualcosa affinché tu sia felice! (vs. 1)

E’ la volontà di Dio per ogni sua creatura: che sia felice!. E’ il desiderio di ogni pastore per la comunità che il Signore gli ha affidato: che trovi riposo e sia felice. Che ogni membro prosperi e ogni famiglia sia benedetta. Per questo, e in questa prospettiva, egli svolge il suo lavoro e propone “tutto il consiglio” di Dio.

2. – Paolo scriveva ai Corinzi: Io sono infatti geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a uno sposo, per presentarvi a Cristo come una casta vergine.

Vi ho fidanzati, e ora voglio presentarvi davanti a Cristo, il futuro sposo,nello stesso modo come una fanciulla deve presentarsi a suo marito: pura, casta, senza macchia.

E con un sentimento misto di sofferenza e perplessità continua:

Ma io temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così talora le vostre menti non siano corrotte e sviate dalla semplicità che si deve avere riguardo a Cristo.

3. – Da dove nasce la sua perplessità? Dal costatare che i Corinzi erano pronti a ricevere, a “sopportare” dice Paolo, persino un altro evangelo, un altro spirito, e addirittura un altro Gesù. Ma i credenti di Corinto non si rendono conto del pericolo, non riescono a comprendere le affermazioni di Paolo che parla di operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo, e che sono lì, nel loro mezzo, per demolire ciò che egli aveva costruito. Ma Paolo, come puoi parlare così? Dimentichi ciò che tu stesso hai detto di noi nella prima lettera! “Non vi manca alcun dono!” Abbiamo profeti, dottori, esperienza… Forse sei tu Paolo che non hai amore per questi cari fratelli, tu sei semplicemente geloso… Tu parli per difendere te stesso!

E Paolo è costretto a uno sfogo senza precedenti nelle altre lettere, per arrivare ad una conclusine sconcertante se consideriamo la statura spirituale del grande apostolo delle genti: Sono diventato pazzo; ma siete voi che mi ci avete costrettoDa tempo voi v’immaginate che noi ci difendiamo davanti a voi. É davanti a Dio, in Cristo, che parliamo; e tutto questo, carissimi, per la vostra edificazione.

Infatti temo, quando verrò, di non trovarvi quali vorrei, e di essere io stesso da voi trovato quale non mi vorreste; temo che vi siano tra di voi contese, gelosie, ire, rivalità, maldicenze, insinuazioni, superbie, disordini; e che al mio arrivo il mio Dio abbia di nuovo a umiliarmi davanti a voi, e io debba piangere per molti di quelli che hanno peccato precedentemente, e non si sono ravveduti dell’impurità, della fornicazione e della dissolutezza a cui si erano dati. Il cuore di un servo!

3. – La gioia più grande di un servo di Dio è vedere che il popolo riceve la Parola e cresce nella grazia e nella benedizione del Signore. L’afflizione e la frustrazione più grande, che lo deprime e lo demoralizza, fino a portarlo prematuramente alla tomba, è vedere che tutta la sua fatica viene vanificata, e che la Parola viene disprezzata e rigettata. E questa non è debolezza umana. Perché anche lo Spirito Santo viene contristato quando noi non riceviamo la Parola di Dio; Egli parla e dice “Oggi, se udite la Sua voce, non indurite i vostri cuori… come a Meriba, come a massa dove i vostri padri mi tentarono…” Isaia 63:10 Ma essi si ribellarono, e contristarono il suo Santo Spirito…

4. – Lo Spirito Santo parla alla chiesa. E lo fa per mezzo della predicazione, della profezia, della Parola di Dio. Nel libro dell’Apocalisse, ad ognuna delle sette chiese dell’Asia Minore, lo Spirito ripete: “Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese”, e propria a quella che appare nelle condizioni peggiori, la chiesa di Laodicea, Egli dice: “Io ti consiglio…”. di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti. “Ti consiglio…” (come Naomi consigliò Ruth), non ti costringo, non ti impongo, ma ti consiglio. E io credo che questa sera lo Spirito Santo ha un consiglio per la Chiesa del Signore qui rappresentata, e ha un consiglio per ogni credente che vuole vivere nella volontà di Dio. E rimanendo nel campo dell’allegoria possiamo concludere che il consiglio dello Spirito è lo stesso che Naomi diede a Ruth: LAVATI, UNGITI, INDOSSA LE VESTI MIGLIORI E SCENDI NELL’AIA.

D. – Purezza

1. – E la chiesa è chiamata a lavarsi… Or tali eravate già alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù e mediante lo Spirito del nostro Dio. Proprio nel passo che Paolo usa per esortare i mariti cristiani ad amare le loro mogli, egli precisa anche la natura di questo amore:

come Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, per santificarla, avendola purificata col lavacro dell’acqua per mezzo della parola, per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile.”(Efesi 5:26-27)

2. – E’ questa la chiesa del Signore; una chiesa purificata, santificata, senza difetto alcuno per presentarsi davanti al Re, il Suo sposo. Presentare la futura regina al cospetto del re richiedeva, nel passato, una lunga preparazione. Nel libro di Ester leggiamo: (Ester 2:12) Quando veniva il turno per ciascuna fanciulla di entrare dal re Assuero, dopo aver trascorso dodici mesi di preparazione, secondo i regolamenti delle donne, perché così erano ultimati i giorni della loro purificazione: sei mesi per ungersi con olio di mirra e sei mesi con aromi e unguenti delle donne per purificarsi…

3. – Questo è un tempo di preparazione per la chiesa. Il Signore vuole purificare la sua sposa, e dobbiamo desiderarlo con tutto il cuore; che l’acqua della Sua Parola scorra abbondantemente nella nostra vita e nei nostri cuori e ci purifichi interamente, nell’anima, nello spirito e nel corpo.

Mentre il mondo è inondato da una fiumana di sporcizia e di peccato, la chiesa è inondata con una cascata di acqua pura che la rinnova, la ristora e la prepara al giorno ormai prossimo delle nozze.

E. – RIPIENA DI SPIRITO SANTO

1. – Naomi disse a Ruth: “Ungiti”. Abbiamo visto più volte, durante lo studio sulla vita di Davide, come egli fu unto più volte, così anche noi abbiamo bisogno, particolarmente in questi giorni, che l’olio dello Spirito Santo sia versato sopra di noi, affinché conferisca a ognuno i doni dello Spirito necessari a compiere le opere di Dio.

Nota: (La parola “Unzione” deriva dall’ebraico MASHAC, e vuol dire strofinare con olio. In greco la parola è MURIZOZ e vuol dire applicare, nel senso di spalmare.)

Il risultato dell’unzione nella vita del credente è una crescente ed evidente sapienza spirituale, un’intelligenza nelle questioni pratiche del Regno, un’abilità particolare nel fare il lavoro per il Signore.

2. – Gesù Cristo vuole vedere una chiesa unta. L’unzione non solo conferisce bellezza al corpo di Cristo, ma trasmette anche forza. Il salmista esclamava nel Salmo 92:10 Ma tu mi hai dato la forza pari a quella del bufalo,…io sono unto con olio fresco. Questo è il risultato dell’unzione; la forza del bufalo… inarrestabile!

Possa lo Spirito Santo versare questo olio sopra tutti noi; l’unzione si manifesta in maniera eccellente quando e dove c’è unità e comunione nel corpo e col corpo di Cristo.

F. – VESTITI E RIVESTITI

1. -Quando dobbiamo presentarci davanti ad un personaggio importante, o presiedere a una cerimonia particolare, come può essere un matrimonio, indossiamo sempre il vestito nuovo, il migliore. Sappiamo quanta cura e attenzione una sposa dedica nella preparazione del vestito. La Parola di Dio ci esorta come chiesa del Signore ad indossare i vestiti migliori. Quali sono?

Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall’alto. (Luca 24:49)

– Vestitevi dunque come eletti di Dio santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza… E sopra tutte queste cose, rivestitevi dell’amore, che è il vincolo della perfezione.

G. – SCENDI NELL’AIA

1. – Presentati al tuo futuro sposo. Vai nel luogo dove egli si trova, stai vicina a lui, partecipa alla sua festa, e infine mettiti a giacere ai suoi piedi. Abbiamo qui una figura meravigliosa della posizione della chiesa che predilige stare ai piedi del Maestro divino. Perché quello è sì, il luogo dell’umiltà, ma è anche il luogo della comunione, il luogo dell’intimità. Possiamo ricordare Maria di Betania, che stando ai piedi di Gesù poteva ascoltare le meravigliose parole di vita che scaturivano dalla bocca del Salvatore. E Gesù commentò questo atto dicendo “Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Possa ognuno di noi saper scegliere la parte migliore.

2. – Ruth aveva operato questa scelta. D’altronde in chi poteva riporre la sua speranza? Boaz, soltanto lui, poteva rappresentare per lei la speranza d’un riscatto. Egli solo poteva essere il Suo redentore. E lo è stato. Boaz, quando si accorse della presenza di Ruth vicino a lui, trattò la giovane con grande rispetto. Essendo un uomo timorato di Dio, non approfittò della circostanza, ma usò parole di stima e di apprezzamento per la scelta di Ruth. Fece la sua promessa di redenzione, e infine benedisse la sua futura sposa, facendogli dono di sei misure di orzo. La chiesa, redenta dal sangue prezioso del Signore Gesù, deve amare più d’ogni altra cosa stare ai piedi del Suo Redentore. E’ il rifugio sicuro, contro ogni insidia, è un posto di grande pace e di meravigliosa comunione, è il riposo perfetto dopo la fatica del giorno. E la generosità del nostro Signore si manifesterà sempre con abbondanza di beni e di benedizioni.

CONCLUSIONE:

1. – Come possiamo definire più appropriatamente questo desiderabile luogo? Possiamo senz’altro chiamarlo “il luogo della preghiera.” Un vecchio cantico dice: A sera e dopo ogni ansietà, vado a pregar soltanto là, trovo riposo, pace per il mio cuor… Cari nel Signore, di che cosa abbiamo necessità?!? Qual è il bisogno urgente della nostra vita?!? Amico che forse per la prima volta ti trovi in questo luogo di adorazione, cosa desideri che il Signore faccia per te?

2. – Gioia e forza, conforto e consiglio, coraggio e benedizione; non puoi trovare queste preziose realtà nel trambusto e nel caos del mondo, ma solo ai piedi del Maestro divino. Vogliamo andare a Lui ora! Possiamo sentire intimamente riecheggiare nel nostro cuore la Sua dolcissima voce. Abbiamo urgentemente bisogno di Cristo Gesù, del nostro Signore, del nostro Maestro, del nostro amato Salvatore. Egli ci sta parlando, possiamo udirlo, e il Suo invito, le Sue parole sono indirizzate a tutti: Venite a me, voi tutti che siete travagliati, aggravati, e io darò riposo alle anime vostre… Vuoi ricevere il Suo amore? Vuoi accettare il Suo invito stasera?

Vieni ai suoi piedi…! Adoralo e ringrazialo, e anche tu troverai in Lui il tuo Redentore. Egli riscatterà la tua vita e redimerà l’anima tua. Da questa sera in poi farai parte della sua famiglia! A Lui e solo a Lui sia la gloria in eterno!

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