Certezze per il futuro: valiamo più di molti passeri!

Leggenda-dei-passerotti

– di Agostino Masdea  –  “Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro.  Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.  Non temete dunque; voi valete più di molti passeri.” (Matteo 10:29-31)

Viviamo in un mondo carico di sofferenza e di dolore; cosa si può fare? Possiamo rassegnarci, spaventarci, vivere nell’ansia del domani, oppure scegliere di confidare! Una cosa è certa: Dio siede sul Suo trono! E nulla può succedere se Dio non lo permette.

Cosa ci circonda? Le notizie che arrivano ogni giorno ci rattristano e ci turbano? Dio è indifferente agli avvenimenti del mondo? La situazione gli è sfuggita di mano? No, affatto!

Egli si prende cura anche di un passero! Così quando la nebbia ci avvolge, quando ci sentiamo scoraggiati, anche quando siamo soli e tristi, e persino nelle tempeste più tremende della nostra vita dobbiamo sempre esercitare la nostra fede ed essere consapevoli che Gesù è sempre dalla nostra parte, Egli è l’amico fedele. E se egli si prende cura persino di un passero si prenderà cura anche di noi. 

“Non temere, perché io ti ho redento, ti ho chiamato per nome; tu mi appartieni. Quando passerai attraverso le acque io sarò con te, o attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai in mezzo al fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà. (Isaia 43:1-2)

È importante che nelle difficoltà chiedere a Dio che ci dia la sua forza, ma anche che Egli metta in noi la sua pace. Ed è Gesù stesso ci invita nel Vangelo a non essere ansiosi, preoccupati, o stressati.

Da dove viene lo stress? Chiaramente dopo un lungo periodo di prova o di sofferenza è naturale essere stressati. Ma anche al di fuori di questo oggi purtroppo le condizioni sociali sono talmente stressanti, per la pressione che i media esercitano sulle persone, che persino i ragazzi e i giovani sono stressati.

I modelli culturali che ci vengono proposti, i media, la televisione, tutto ci dice che dobbiamo avere il successo a tutti i costi.

Ciò che conta è “apparire”, così oggi i giovani crescono senza ideali, senza valori e si sfogano nella violenza, nella droga, nell’alcol e nelle feste; e sono completamente impreparati ad affrontare le responsabilità della vita. Sono sempre insoddisfatti, preoccupati e senza futuro.

Ma i credenti guardano al futuro con speranza. Gesù stesso ci incoraggia: “guardate gli uccelli del cielo…” (Matteo 6:26-30) – I Suoi occhi sono sul passero!

L’apostolo Paolo, dalla prigione in cui si trovava a Roma scriveva ai Filippesi:

Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento.  E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. (Filippesi 4:6-7)

Come poteva Paolo esprimersi in questo modo? Quante volte si era trovato nella prova, nella sofferenza, in pericolo di vita, in prigione, perseguitato e persino lapidato! Come aveva reagito? Non aveva forse pregato per essere liberato? Era per caso un robot, un Superman…, Non aveva avuto attimi di paura, non aveva avuto dubbi o incertezze in quei momenti di dolore e di estrema sofferenza? Si, certamente!

Eppure Egli non guarda al passato recriminando qualcosa, ma guarda verso un futuro che lo aspetta ed esprime la sua fede con le parole che troviamo in Filippesi 3:13 “Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, proseguo il corso verso la méta verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù.”

Così egli è un grande esempio di come possiamo affrontare la prova, il dolore, la sofferenza e non gettare via la nostra fede.

C’è un dipinto del TIZIANO, artista veneziano del 16 ° secolo,  esposto nella Galleria Nazionale di Londra. “Allegoria della Prudenza”.  Tiziano ha ritratto la prudenza come un uomo con tre teste. Una testa era di un giovane di fronte al futuro, un altro era di un uomo maturo che guarda al presente, e la terza era di un vecchio saggio che guarda al passato. Sopra le loro teste Tiziano scrisse una frase latina che recita: “Dall’ esempio del passato, l’uomo del presente agisce con prudenza in modo da non mettere in pericolo il futuro.”

Ricordiamo sempre questa grande verità: i suoi occhi sono sul passero! Se Egli non abbandona un passero non abbandonerà neanche noi che valiamo molto di più. Dobbiamo solamente afferrare le sue santissime e preziosissime promesse: lo Spirito Santo ci ricorda le parole del Signore: ” (Ebrei 13:5)

Senza tema di retorica crediamo e affermiamo che l’amore del Signore per ognuno di noi è straordinariamente immenso! Egli ci ama più di quanto possiamo immaginare o credere.  Così sappiamo che il nostro futuro è nelle Sue mani. Come Paolo dobbiamo con determinazione fare una scelta: “dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti”.  Il passato è passato… raramente si può rimediare a ciò che è stato. Se è possibile è necessario farlo, ma se non è possibile non dobbiamo vivere negli errori del passato, nei rimpianti o nei sensi di colpa…

Paolo dice: “dimenticando le cose passate…”, il che non significa “cancellare” la memoria, sia delle cose negative che delle cose buone, ma semplicemente non vivere con la paura di commettere ancora gli stessi errori, non vivere ancora con il senso di colpa dei nostri errori e dei nostri peccati. Ricordiamoci: Dio ha gettato in fondo al mare i nostri peccati. Siamo stati perdonati…  non c’è più nessuna condanna per coloro che vivono in Cristo. 

Sapete da dove prende il nome il mese di gennaio? Dal dio romano Giano, il dio degli inizi, il dio che presiedeva ai passaggi, ai cambiamenti… era raffigurato da un uomo con due facce contrapposte, significando che con una guardava al passato e con l’altra al futuro. Una guarda indietro e una avanti… molti cristiani vivono guardando indietro. Non possono e non vogliono dimenticare i loro errori, i loro fallimenti o i torti subiti, le offese ricevute…. Così non riescono a vivere con gioia il presente, e nemmeno a guardare con speranza al futuro.

Non dobbiamo commettere l’errore di vivere nel passato e nei rimpianti, e nemmeno quello di guardare al futuro con ansia. Guardiamo invece a Colui che ci ama così tanto da perdonarci per il passato e garantirci per il futuro.

Naturalmente sappiamo che le battaglie non sono finite, che ancora dovremo affrontare prove e difficoltà di ogni genere, e che il nemico tenterà di farci cadere e di affliggerci insinuando anche dubbi nella nostra mente. Ma Colui che è in noi e più forte di colui che viene contro di noi.

Perciò coraggio, avanti con forza e determinazione. Riguardando a Gesù, capo e compitore di fede. Egli è una Rocca preziosa ed eterna nella quale possiamo trovare rifugio ogni volta che ci sentiamo insidiati e in pericolo.

Qualunque cosa accada, qualunque avvenimento che coinvolga la nostra vita, la nostra famiglia, comunità, o società… Continuiamo a riporre fiducia nel Signore e credere che Egli rimane lo stesso ieri, oggi e in eterno!

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