Meditazione del giorno: La visione di Gesù nell’Apocalisse

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G. CAMPBELL MORGAN  –   Guarda a lungo, guarda ancora, e poi guarda di nuovo alla visione che Giovanni riceve di Gesù Cristo in mezzo ai candelabri [le chiese] (Apocalisse 1:9-20). Lascia che la visione ti avvolga nella Sua  meravigliosa potenza. Il suo capo e i suoi capelli sono bianchi come la lana, ci parla della Sua purezza e della Sua eternità. I Suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, perché la Sua profonda conoscenza delle chiese è acuta e penetrante. I suoi piedi sono come bronzo lucente, che significa procedere nella forza e nella purezza.  La sua voce è come il rumore  di molte acque, un’armonia di suoni perfetti. Nella sua mano ci sono sette stelle, che indica la Sua potenza e la Sua protezione. Dalla sua bocca esce una spada affilata, a due tagli, che pronuncia profondi e precisi deliberazioni riguardo al  Suo popolo.

Tutto il Suo volto  è come il sole, nel pieno del giorno, con la sua luce abbagliante, inondando tutto il paesaggio di immensa bellezza.

Tale era l’Uno che si muoveva in mezzo alle chiese nella visione di Giovanni a Patmos, e Tale è colui che unisce ancora le chiese nella Chiesa con la Sua presenza e la Sua presidenza.

La visione è evidentemente una scena notturna, come testimoniano i candelabri e le stelle, e tuttavia si tratta di una scena di giorno, poiché ecco, il volto del Figlio dell’uomo è “come il sole quando risplende nella sua forza” (1:16). Giovanni vide come in una visione, la Chiesa nella sua  attuale relazione e responsabilità verso Cristo e verso il mondo. La notte avvolge il buio del mondo. L’unica luce che splende su questa oscurità è quella che proviene dai candelabri. La visione del volto di Cristo, come quella del sole, è una rivelazione di ciò che Egli è per il Suo popolo. Per loro è giorno. “Voi tutti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. ” (1 Tess. 5:5). La Chiesa è qui vista come portatrice di luce, con Cristo come unico centro unificante e come autorità di comando. Cristo stesso in mezzo ai sette candelabri crea la loro unità. L’unità della Chiesa consiste nel comune rapporto di ogni chiesa con il Signore stesso che è presente nel suo mezzo.