Meditazione del giorno: Venite a me voi tutti…

di Giovanni Rostagno   –   Venite a me voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed io vi darò riposo.  Matteo 11 : 28.   –   Non c’è dolore umano che non sia stato accolto da Gesù e non abbia attinto dalle sue labbra purissime una parola di sollievo. Il pianto dei bambini, il lamento dei poveri e degli oppressi, il grido degli orfani e delle vedove, tutte le voci, tutte le espressioni dell’infinita sciagura umana — hanno trovato nel suo cuore l’eco più profonda. Se egli poteva dire nella certezza della sua vocazione divina: « Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati » — era perché sapeva che tutti avrebbero ottenuto dalla sua parola dal suo sguardo, dal semplice contatto delle sue mani il balsamo d’una consolazione divina… Oh, sì, quand’egli parlava della sua pace, della beatitudine dell’anima, della fiducia nel buon Padre Celeste, tutti i cuori si aprivano; e tutti i volti si trasfiguravano quand’egli cantava, come nessun profeta aveva saputo cantare mai, il cantico delle speranze eterne.

Voi tutti…   Anche noi, dunque, ciascuno di noi, oggi, in questo momento, qualunque sia la piaga che ci rode il cuore, qualunque il pianto che ci brucia gli occhi. Vi è una cosa che è più profonda della nostra angoscia: è il tesoro della grazia e della pietà di Cristo. Ricordiamoci, però, che la sua consolazione il Cristo la promette soprattutto a quelli che piangono bensì, ma sui loro peccati, sulla loro incredulità, sulla loro debolezza morale; e non la cercano unicamente nella sua parola, ma nel suo martirio e nella sua croce. Ricordiamoci che il travaglio ed il peso che dobbiamo sentire, sono il travaglio d’una coscienza che soffre dinanzi alle esigenze della santità, ed il peso d’un cuore che geme sotto il carico della colpa.

Con quel travaglio e con quel carico, veniamo a te, o Gesù, per estinguere la sete che abbiamo del tuo riposo, e la sete che tu hai della nostra salvezza.

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