Meditazione del giorno: Sul perdono…

di CORRIE TEN BOOM   –   Dopo il mio ottantesimo compleanno, un amico americano venne a trovarmi in Olanda. Eravamo nel mio piccolo appartamento a Baarn ed egli mi chiese notizie di quella gente che tanto tempo prima si era approfittata di me.  “Non c’è stato più nulla,” dissi abbastanza compiaciuta. “E’ tutto dimenticato.” “Da parte tua, certo,” disse. “Ma da parte loro? Hanno accettato il tuo perdono?”

“Dicono che non c’è niente da perdonare! Negano di avermi fatto del male. Ad ogni modo, non importa quel che dicono, io posso sempre dimostrare che erano in errore.” Andai alla mia scrivania. “Guarda! Ce l’ho qui, nero su bianco! Ho messo da parte tutte le loro lettere e posso mostrarti dove…” “Corrie!” Il mio amico allungò il braccio e chiuse gentilmente il cassetto. “Non sei tu colei i cui peccati giacciono sul fondo del mare? Invece i peccati dei tuoi amici sono trattenuti nero su bianco nel tuo cassetto.”

Fu una rivelazione stupefacente e rimasi senza parola. “Signore Gesù,” sussurrai alla fine, “tu che porti via tutti i miei peccati, perdonami per aver conservato per tutti questi anni la prova dei peccati di altre persone. Dammi la grazia di bruciare tutto questo nero su bianco in un sacrificio profumato alla tua gloria.”

Non andai a dormire quella notte finché non ebbi tirato fuori dalla mia scrivania quelle lettere sgualcite dal tempo e le buttai nella mia piccola stufa a carbone. Le fiamme balzarono e splendettero e così fece il mio cuore. “Perdonaci i nostri peccati,” ci insegnò a pregare Gesù, “come noi perdoniamo a coloro che peccano contro di noi.” Nelle ceneri di quelle lettere vedevo ancora un altro aspetto della sua misericordia. Quanto Egli mi avrebbe ancora insegnato circa il perdono non lo sapevo, ma quella notte la lezione fu eccellente.

Il perdono è la chiave che chiude la porta al risentimento e mette le manette all’odio. Rompe le catene dell’amarezza e i ceppi dell’egoismo. Il perdono di Gesù non solo toglie via i nostri peccati, ma fa come se non fossero mai esistiti.

 

da “Vagabonda per il Signore” ed. EUN

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