Meditazione del giorno: Fai attenzione quando critichi.

12 Ottobre 2012 –  di Theodore Epp.  –  Romani 14:10-13  –   Ora tu, perché giudichi il tuo fratello? O perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo… Così dunque ognuno di noi renderà conto di se stesso a Dio. Perciò non giudichiamo più gli uni gli altri ma piuttosto giudicate questo: di non porre intoppo o scandalo al fratello.

Quando ci renderemo conto che ognuno di noi deve rendere conto a Dio, saremo più cauti nel criticare un fratello cristiano. Dobbiamo quindi fare attenzione a ciò che dice 1 Corinzi 4:5: “Perciò non giudicate nulla prima del tempo, finché sia venuto (di nuovo) il Signore, il quale metterà in luce le cose occulte (ora nascoste) delle tenebre e manifesterà i (segreti) consigli (motivazioni e finalità) dei cuori; e allora ciascuno avrà la sua lode da Dio”. (Versione amplificata)

Questo è un consiglio che Paolo diede ai Corinzi e che si applica altrettanto bene oggi ad ogni credente .

Saremo tutti giudicati un giorno – non dagli standard reciproci e neanche dai nostri propri standard. Saremo giudicati dagli standard di Cristo. Renderemo conto a Dio solo delle nostre azioni  e non di quelle di un’altra persona.

Io non dovrò rendere conto per te, e tu non dovrai rendere conto per me.  Davanti a Dio, io dovrò rendere conto solo di me stesso.  Nessuna meraviglia che Paolo scrisse: “Perciò non giudichiamo più gli uni gli altri… “ (Romani 14:13). In altre parole, dovremmo smettere di guardarci con occhio critico l’un l’altro.

Ciò a volte è un’istruzione difficile da seguire. E’ naturale cercare sempre di giustificare noi stessi e le nostre azioni di fronte a ciò che gli altri stanno facendo. E’ naturale criticare l’altra persona perché non vede o non fa le cose a modo nostro.

Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte nel corpo in base a ciò che ha fatto, sia in bene che in male. ” (2 Corinzi 5:10.).

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