Meditazione del giorno: PICCOLE COSE

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di ELISABETH ELLIOT  –  Quando eravamo piccoli, i nostri genitori, a parole e con il loro esempio, ci insegnarono a badare alle piccole cose. «Qualunque cosa tu faccia, falla con cura», era il loro motto. «Stendi per bene il lenzuolo sul materasso! Quando pulisci non tralasciare gli angoli! Sposta tutte le sedie, quando lavi il pavimento della cucina! Arrotola con cura il tubetto di dentifricio e rimettici il tappo! Togli sempre i capelli dalla spazzola, ogni volta che la usi! Riappendi ordinatamente l’asciugamano! Piega il tovagliolo e rinfilalo nel portatovagliolo, prima di alzarti da tavola! Non leccarti le dita, quando sfogli le pagine di un libro!»

Per esempio, non si accetta un invito per poi non andare. Non si promette di aiutare in una scuola biblica estiva per poi ritirarsi, perché si è trovato qualcosa di più interessante. L’unico debito finanziario contratto dai miei genitori fu l’ipoteca su una casa. Mio padre disse allora che quella era un’eccezione del tutto particolare, perché si trattava di una proprietà terriera sicura, che non avrebbe mai perso il suo valore.

Quando arrivai in collegio, le regole che vigevano erano le stesse che a casa. Cera un corridoio con dei piccoli ponti orientali. Lo chiamavamo il sentiero del test caratteriale. Infatti, la preside, la signora DuBose, dalla sua sedia a braccioli, poteva abbracciare con lo sguardo il salone d’entrata e osservare ogni singolo studente, che, per esempio, sollevasse nel camminare l’angolo del tappeto e non lo rimettesse a posto. La signora DuBose glielo faceva immancabilmente notare e lo correggeva. «Sono queste piccole cose che ti faranno fallire nella vita, una volta che ti sarai lasciato la scuola alle spalle!» Il nostro carattere si vede nelle piccole cose. Il nostro atteggiamento nei confronti di esse ci farà avere successo oppure crollare. «Non andate in giro con la Bibbia sotto braccio se non avete pulito sotto il vostro letto.» Non desiderava colloqui sulla fede in una stanza disordinata.

«I grandi pensieri vanno di pari passo con i doveri quotidiani. Qualunque sia il vostro compito, è un frammento nell’immenso campo di servizio dell’amore» (Vescovo Brooke Fosse Westcott, 1825).

Bambini o adulti affidabili, accurati, precisi e scrupolosi non sono facili da trovare. Più di una vita sembra costellata di errori insignificanti, trascuratezze in piccole cose, che alla fine però fanno la differenza fra ordine e caos. Forse il motivo è che ben raramente si insegna che le cose visibili sono dei segni di una realtà invisibile. Che i doveri quotidiani possono essere un servizio d’amore incommensurabile. L’allenamento spirituale dell’anima non può essere separato dalla disciplina pratica. Gesù lo insegnò molto chiaramente: «Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è ingiusto anche nelle grandi. Se dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà quelle vere? E, se non siete stati fedeli nel beni altrui, chi vi darà i vostri?» (Luca 16:10-12). (Con «i vostri beni» Gesù intende la proprietà più intima che un essere umano possa avere: i beni spirituali).

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