di DAVID WILKERSON  –   Sono sicuro che nei primi giorni del suo cammino con Cristo, Paolo attraversò dei momenti terribili; e, come la maggior parte di noi, probabilmente sperò che se solo avesse confidato nel Signore abbastanza, sarebbe stato protetto da ogni male.  La prima volta che Paolo venne gettato in prigione, per esempio, avrà gridato per ricevere liberazione: “Signore, spalanca le porte di questa prigione. Fammi uscire da qui per la causa dell’evangelo!” Allo stesso modo, il suo primo naufragio avrà probabilmente messo a dura prova la sua fede; e le prime percosse che ricevette potrebbero avergli fatto mettere in dubbio la capacità di Dio di mantenere la Sua parola: “Signore, Tu hai promesso di proteggermi. Non capisco perché sto sopportando questa prova orribile”.

Ma le cose non facevano che peggiorare per Paolo. La Scrittura non offre molte prove per cui l’apostolo abbia mai visto molto sollievo dalle proprie avversità.
Credo che al suo secondo naufragio, Paolo abbia pensato, “So che il Signore dimora in me e quindi deve avere una ragione per questa prova. Egli mi ha detto che ogni cosa coopera al bene per coloro che amano Dio e che sono chiamati secondo il Suo proponimento [vedi Romani 8:28]. Se questo è il Suo modo di causare una manifestazione di Cristo maggiore in me, che sia. Che io affondi o nuota, la mia vita è nelle Sue mani”.Al terzo naufragio, Paolo forse disse, “Guardatemi, voi tutti angeli nella gloria! Guardatemi, voi tutti vili demoni dell’inferno. Guardatemi, voi tutti fratelli e peccatori. Sto scendendo di nuovo in acque profonde e scure e voglio che tutti voi sappiate che la morte non può trattenermi! Dio mi ha detto che non è finita per me – e io non mollo. Non chiederà al mio Signore perché vengo provato in questo modo. So soltanto che questa situazione di morte si concluderà con una grande gloria per Lui. Quindi, guardate come la mia fede ne uscirà pura come l’oro!”Per dirla con parole semplici, le nostre situazioni di morte sono volte a porre fine a determinate lotte personali. Nostro Padre ci porta in un luogo in cui ci rendiamo conto di dover dipendere completamente da Cristo, altrimenti non ce la faremo. Egli vuole che diciamo, “Gesù, se Tu non mi liberi, è finita. Ripongo la mia fiducia in Te affinché sia Tu a compiere ogni cosa!”