Meditazione del giorno: Un indifeso bambino esposto all’ira di Erode

23di George H. Warnock  –   Nella storia di Cristo abbiamo l’esempio più bello di tutti, della debolezza e della follia di Dio. L’incarnazione in sé fu un atto con il quale il Dio Potente di Giacobbe è diventato debole. Ma Dio avrebbe aggiunto un tocco finale per rendere la sua “debolezza” ancora più debole. Il bambino sarebbe nato da una inerme, umile coppia e non avrebbe potuto avere la protezione che la regalità normalmente usufruisce. Questo Bambino indifeso  sarebbe stato affidato alle mani di una giovane donna, una vergine, per essere nutrito e curato fino a diventare adulto. Inoltre, non sarebbe stato appartato in una piccola città della Galilea, ma a causa del decreto dell’Imperatore  la giovane coppia doveva viaggiare fino a Betlemme per essere registrati. Mentre Colui che la promessa diceva  avrebbe schiacciato la testa del serpente nasceva, il serpente aveva il controllo attivo del più potente impero che il mondo aveva mai visto fino a quel momento, e il re avrebbe emesso  un decreto per far uccidere tutti i fanciulli maschi dovunque in Betlemme e nelle zone circostanti. Ignorava il “dio di questo mondo”, che tutto quello che egli ispirava a fare ai suoi malvagi servitori, coincideva  esattamente con il proposito eterno di Dio, e avrebbe contribuito alla distruzione di satana stesso.

Ci sono così tante, tante illustrazioni nella Scrittura della strategia di Dio per la guerra che sembra strano che la Chiesa possa averle perse di vista.  Quando la Chiesa di Cristo realizzerà che Dio non salva con la spada o con la lancia, e che è “Non per potenza né per forza, ma per lo Spirito mio, dice il Signore”?

Dio si diletta sempre con le cose deboli del mondo per ridurre a nulla le cose che sono forti, e la cose spregevoli e disprezzate del mondo per rovesciare la sapienza dei sapienti.

Il Dio potente che tiene sospeso il mondo sul nulla non esita a tenere appeso tutto il peso dei suoi propositi ad un invisibile filo di seta della Sua saggezza!