Meditazione del giorno: Come capire ciò che vuole Dio

di  Elisabeth Elliot   –  Una giovane donna si recò, con grande perplessità, da un predicatore scozzese, chiedendogli come avrebbe potuto risolvere il problema dei suoi desideri quando questi sembravano essere in forte contraddizione con la volontà di Dio. Il predicatore prese un foglietto di carta, scrisse su di esso due parole, lo diede alla giovane donna e le chiese di sedersi per dieci minuti, di riflettere sulle parole, di sbarrare poi una di queste e di restituirgli il foglietto.

La donna si sedette e lesse: “No Signore”. Quale delle due sbarrare? Non ci volle molto per capire che, se avesse detto “No”, non avrebbe potuto dire “Signore”, e se avesse voluto chiamarlo “Signore”, non avrebbe potuto dire “No”. Questa sicuramente è una delle domande più frequenti che sorge nei giovani cristiani i quali, per capire ciò che Dio vuole che essi facciano, vengono a trovarsi di fronte a opzioni illimitate rispetto a quella citata sopra. Qual è, esattamente, la chiamata di una persona? Vi sono due condizioni molto semplici per capire la volontà di Dio.

Paolo le esprime in modo chiaro nella sua epistola ai Romani, capitolo 12. La prima si trova al verso 1: “Presentate i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio”. Il punto di partenza sta nel mettere sé stessi totalmente e incondizionatamente a disposizione di Dio. Dire “Si, Signore”. Cedere tutti i diritti proprio all’inizio. Una volta fatto ciò, si può passare alla seconda condizione che si trova al verso 2: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente”. Ho detto prima che le condizioni erano semplici. Non ho detto che erano facili. Scambiare un “No, Signore” con un “Si, Signore” è stato spesso doloroso per me. Ma il mio desiderio è quello di avere una “mente rinnovata”: una mente che trae ispirazione dalla Parola di Dio e non dai mass media. La mia preghiera è quella di avere un occhio puro che sia in grado di guardare oltre la nebbia dell’opinione comune, e una volontà tale che riesca a resistere alle correnti: una volontà arresa, deposta accanto a quella di Cristo. Egli è il mio modello. Tutto ciò implica un insieme di ambizioni del tutto diverse, una definizione di felicità completamente differente e una misura di giudizio certamente opposta a quella del mondo. E il comportamento cambierà, e molto probabilmente esso cambierà abbastanza da farmi apparire strana: ma il mio Maestro era considerato molto strano. Paolo prosegue dicendo che queste condizioni sono “L’unico modo per scoprire la volontà di Dio e per conoscere ciò che è buono, ciò che Dio vuole, che è la cosa perfetta da fare”.

Non c’è da meravigliarsi dunque se ci chiediamo: “Qual è il segreto per conoscere la volontà di Dio?” Il fatto è che non siamo partititi dal punto giusto: l’offerta di quel sacrificio onnicomprensivo, dell’intero nostro corpo prima e del rifiuto risoluto dei valori del mondo dopo. “O SIGNORE, fammi conoscere le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua verità e ammaestrami; poiché tu sei il Dio della mia salvezza” (Salmo 25:4-5). “Se il cammino non è chiaro, Non importa, confidiamo e ubbidiamo A Colui che invita a proseguire, Nel mostrar la via, certo, Egli non può fallire. Anche se profondo è il mare E la strada sembra senza fine, Procediamo senza paura Perché il Signore è la nostra guida sicura.” Anonimo

“Chi è l’uomo che teme il SIGNORE? Dio gl’insegnerà la via che deve scegliere” (Salmo 25:12)

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