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IL PADRE NOSTRO
di
Roberto Bracco
Preghiera insegnata da Gesù ai Suoi
discepoli e che prende il nome dalle prime parole di essa.
1)
Introduzione:
a) E'
stata insegnata da Gesù per correggere tutti gli errori che si seguivano nelle
preghiere.
b) E'
stata altresì insegnata per appagare profondamente il bisogno spirituale dei
credenti.
c) E'
stata insegnata con la precisazione che deve essere elevata con attitudine umile
e devota.
2)
Schema:
Questa preghiera
contiene tutti quegli elementi che fanno di un discorso umano, una vera
preghiera.
a)
Tributo di gloria
« sia santificato...».
b)
Ricerca di beni spirituali
« il tuo regno venga...».
c)
Ricerca di cose necessarie
« dacci oggi il nostro pane...».
d)
Umiliazione
« rimettici i nostri debiti... ».
e)
Ricerca di protezione
«non indurci... liberaci... ».
f)
Dossologia
«perché a te appartiene...».
Se osserviamo
l'ordine delle diverse parti della preghiera notiamo che è quello insegnato
dalle scritture.
Matteo 6:33
3)
Rapporti che determina:
Il
« Padre nostro » rappresenta l'ultima rivelazione relativamente alla
preghiera perché stabilisce un rapporto di profonda intimità tra il figlio ed
il Padre, ma questa preghiera ci mostra una meravigliosa verità e cioè che
Iddio ci accoglie affinché di fronte alla Sua presenza possiamo conoscere e
riconoscere sempre più chiaramente la nostra povertà spirituale.
a)
« Padre nostro »: Il figlio che
prega;
b) «
sia santificato »: Il credente che adora;
c) «
il tuo regno »: Il suddito che supplica;
d) «
la tua volontà »: Lo schiavo che chiede;
e)
« dacci oggi...»: Il mendicante che
implora;
f)
« rimettici... »: Il peccatore che
invoca;
g) «
liberaci... »: Il pericolante che spasima.
4)
Esegesi della preghiera:
a) Padre
nostro...
Questa invocazione ci pone su un
medesimo piano con Colui che si è fatto nostro fratello, affinché con Lui
fossimo coeredi di Dio cioè con Cristo ed in pari tempo ci ricorda che siamo
stati adottati a Dio per esserGli figlioli in senso perfetto.
Romani
8:15-17.
b) che
sei nei cieli...
Parole che elevano lo sguardo in alto,
cioè al disopra delle miserie e delle limitazioni umane, nell'eterno e
nell'infinito e ci fanno altresì ricordare la potenza di Colui che siede nei
cieli.
Filippesi
3:20; Salmo 2:4.
c) sia
santificato il tuo nome...
La prima richiesta ci conduce ad
esprimere il desiderio di acquistare riverenza, adorazione e sottomissione ai
piani eterni di Dio.
Salmo
103:1-5; Giovanni 17:19.
d) il
tuo regno venga...
La richiesta continua ad
esprimere un desiderio squisitamente spirituale; la ricerca è rivolta verso il
Regno di Dio che deve essere stabilito nel cuore e nel mondo. Il credente è
sospinto verso le realtà invisibili, ma eterne.
Luca
17:21; Rom. 8:17-23.
e) la
tua volontà...
Sembra questa essere il centro della
preghiera intesa come richiesta. Il credente è condotto verso l'oggetto
essenziale della sua vita: l'adempimento perfetto della volontà divina
nell'ubbidienza della Sua legge, nella fedeltà al Suo servizio, nella
sottomissione ai Suoi programmi.
Salmo 119:9; Isaia 6:8; Fatti 21:14.
f)
come in cielo...
La richiesta precedente assume
con quest'inciso una fisionomia più precisa, un limite determinato. Il
desiderio della fedeltà è chiarito nei termini ed il credente può supplicare
di essere aiutato ad eseguire il volere divino nell'ordine, nella prontezza e
nell'umiltà che regnano nel cielo.
Fatti 16:6.7; Fatti 16:10; 1 Tessalonicesi
2:4.
g) dacci
oggi...
La richiesta raggiunge ogni zona dei
bisogni umani ed insegna delle preziose lezioni ai credente. Prima di tutto gli
insegna la dipendenza da Dio, dal Quale deve giungere la provvidenza di ogni
giorno; secondariamente gli insegna la sobrietà esortandolo ad accontentarsi
del bene per ogni giorno; ed infine gli insegna la tempestività della richiesta
a Dio spingendolo alla preghiera all'inizio di ogni giorno.
Matteo 6:34; Esodo 16:20; Luca
12:18-19.
h) il
nostro pane...
Il pane è il nutrimento. Il nutrimento
del corpo e dell'anima può venire soltanto da Dio, deve essere richiesto
unicamente a Dio.
Fil. 4:6; Giov. 6:35.
i) rimettici...
La preghiera è incompleta senza
l'umiliazione e la confessione. Noi siamo debitori di Dio e ci troviamo
nell'impossibilità di saldare i nostri debiti. Ogni peccato che commettiamo è
un furto della Sua gloria, una distruzione delle Sue proprietà, una violazione
delle Sue leggi, e quindi Egli ha diritto ad un risarcimento; noi siamo
debitori.
Le nostre giustizie e la nostra
religiosità però non possono saldare il nostro debito e quindi dobbiamo
confessare i nostri mali ed umiliarci perché Egli possa rimetterci ogni peccato
in Cristo.
1° Giovanni 1:8-9; Salmo 49:7-8.
l) come noi li rimettiamo...
Parole meravigliose che ricordano che
non possiamo ricevere quello che non siamo disposti a dare perché tutto, nel
mondo dello Spirito, conosce una legge di reciprocità e di amore.
Matteo 18:2335; Marco 11:25.
m)
non indurci in tentazione ma
liberaci...
La preghiera volge al termine, fra poco
il credente riprenderà le sue battaglie, le sue lotte ed ha bisogno di chiedere
energia spirituale per vincere le tentazioni nella sua vita e le circostanze
fuori della sua vita.
Giacomo 1:14; I Pietro 4:7; I Corinzi
16:13.
n)
perché tuo è il Regno...
La preghiera si chiude nel
medesimo modo che principia; è un inno di gloria, di adorazione e di
esaltazione quello che conclude la vera, perfetta orazione che non sarà mai
soltanto richiesta, o non sarà mai soltanto confessione, ma avrà sempre in se
stessa gli elementi di una completa conversazione con Dio. Qui è riconosciuta
soprattutto la sovranità di Dio e la potenza di Dio. I° Samuele 8:7; Salmo 97:1; Giobbe 42:2.
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