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IL BATTESIMO ISTRUZIONI PER CATECUMENI di Roberto Bracco
Introduzione
Frequentemente
il battesimo cristiano viene amministrato con troppa sollecitudine e con
troppa superficialità. Frequentemente coloro che scendono nelle acque
battesimo non hanno una conoscenza precisa del significato e del valore
della rito che compiono. Frequentemente questo importantissimo atto cristiano
si riduce ad un povero rito di formalismo liturgico... È per questo che
desideriamo, nelle pagine che seguono, esprimere alcune considerazioni che
potranno aiutare ad esaminare il problema cristiano del battesimo alla luce
delle scritture. Forse questo scritto potrà essere posto nelle mani di tutti
quei credenti che nella via delle prime esperienze spirituali faranno
richiesta del battesimo cristiano o, forse, gli argomenti trattati potranno
essere ulteriormente approfonditi ed esposti, a mezzo di un corso di
istruzione biblica, a quei gruppi di catecumeni pronti per il battesimo.
In un caso o nell'altro speriamo
di aver dato un modesto contributo ministeriale alla preparazione di quanti
nel futuro saranno "aggiunti alla chiesa" a mezzo del battesimo.
Iddio vuole applicare, ad ogni
coscienza, la potenza della Sua Parola per lo Spirito Santo e perciò la
raccomandazione conclusiva e quella di servirsi di questo opuscolo soltanto
come di un mezzo orientativo per esaminare l'argomento del battesimo alla luce
della Parola di Dio.
CHE COS'È IL BATTESIMO?
Il battesimo, afferma un dizionario biblico di indubbio valore, è il
"rito di iniziazione" alla vita cristiana. In altre parole il battesimo è
quell'atto religioso che introduce ufficialmente il credente nel cristianesimo
e quindi nella Chiesa. Esso fu istituito da Gesù Cristo, benché la Scrittura
non ci descriva l'epoca e le circostanze di questa istituzione. È chiaro
però che esisteva precedentemente all'istituzione cristiana e noi troviamo
che Giovanni, precursore del Messia, fu chiamato il Battista appunto perché
ha praticato il battesimo a coloro che accettavano il suo messaggio di
ravvedimento. Il battesimo assomiglia in
alcuni particolari esteriori alle pratiche della purificazione ebraica e
perciò poteva essere chiaramente compreso, nel suo significato simbolico,
dagli israeliti dell'epoca di Giovanni, abituati
d'altronde al linguaggio dei simboli e delle figure. E naturalmente il
significato del battesimo di Giovanni era completamente differente da quello
del battesimo cristiano. (Atti 19:3).
Il Battista immergeva nelle
acque coloro che volevano esprimere il loro ravvedimento cioè il loro
pentimento al male e la loro volontà di operare il bene. (Luca 3:11-14).
Per questa ragione Giovanni
Battista non voleva amministrare il battesimo a Gesù. Egli non sapeva ancora
che era il Figliuolo di Dio perché non lo "conosceva" come tale e
soltanto dopo la discesa dello Spirito Santo in forma di colomba gli fu
rivelata questa verità, cioè soltanto dopo il battesimo di Gesù fu
illuminato intorno alla messianicità di Cristo.
Egli non sapeva che era il
Figliuolo di Dio, ma ben sapeva che era un uomo giusto e pio e quindi sapeva
che non aveva bisogno di un battesimo di ravvedimento. (Matteo 3:14).
Il battesimo cristiano invece
non è soltanto il segno e la testimonianza della ravvedimento, ma è
l'espressione visibile della salvezza e la testimonianza della fede: un atto
di ubbidienza, un patto con Dio,
un perfezionamento, anche formale, della personalità cristiana.
La forma del battesimo è
espressa in parte dal suo stesso nome che può essere tradotto:
"immersione"; la formula battesimale chiaramente definita dalle
parole di Gesù: "nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito
Santo". L'immersione nell'acqua, nella
quale dovrebbe scendere anche il ministro (Atti 8:38), simboleggia in maniera
perfetta il seppellimento della vita precedente alla salvezza e perciò
esprime la morte dell'incredulità, del peccato, della condanna eterna. La
formula battesimale dichiara la sottomissione del credente all'autorità delle Persone della Trinità e quindi
l'accettazione dell'opera di salvezza provveduta dal Padre, manifestata e
compiuta dal Figlio ed applicata dallo Spirito Santo all'anima umana. Tutta la scrittura è concorde
nello stabilire una relazione tra coscienza dell'individuo e il battesimo e
perciò non soltanto viene escluso il battesimo dei neonati, ma viene anche
esclusa la validità del battesimo di coloro che non hanno acquisito una
coscienza cristiana. Il battesimo sancisce,
ripetiamo, l'ingresso del credente nella Chiesa cristiana e noi possiamo
infatti osservare che le epistole del Nuovo Testamento sottolineano il fatto
che un credente è veramente credente soltanto dopo il battesimo (Romani
6:3-4). Nelle prime comunità cristiane
potevano rimanere presenti alla celebrazione della Santa Cena e partecipare ad
essa soltanto coloro che avevano accettato il battesimo.
Il pensiero dei cristiani
dell'epoca apostolica, ma soprattutto l'insegnamento della Scrittura ci
insegnano che il battesimo non è un atto liturgico che adempie una formalità
esteriore, ma è quel rito simbolico che esprime e realizza le condizioni
necessarie alla vita cristiana intesa come testimonianza di fede e come
manifestazione di salvezza in
santità ed amore. Con queste parole non vogliamo
dire che la salvezza e la santità vengono generate dal battesimo, ma vogliamo
soltanto affermare che il battesimo deve testimoniare di questa realtà e
quindi deve renderle più evidenti nella vita del credente, in forza di quel
meccanismo spirituale che traduce i simboli cristiani in espressioni e
manifestazioni di potenza soprannaturale. Comunque, poiché nelle pagine di
questo opuscolo dovremo tornare in maniera più precisa e più semplice su
questo argomento vogliamo ormai concludere che con l'affermare: "il
battesimo è quel rito simbolico che introduce il credente nella vita
cristiana; esso è un atto di
fede, di sottomissione e di impegno che suggella un patto con Dio e quindi
permette di raggiungere, attraverso il suo contenuto spirituale, le realtà
che esprime, quando nel credente sono adempiute le condizioni stabilite dalla
dottrina cristiana. (Romani 6:17).
SEI PRONTO PER IL BATTESIMO? Fratello sei pronto a scendere
nell'acqua del battesimo? Conosci bene il significato di
quanto stai per fare? Sei pronto ad assumerti
onestamente tutte le responsabilità di questo importantissimo atto cristiano?
Queste domande non vogliono
fermare il tuo entusiasmo o scoraggiare la tua decisione ma vogliono soltanto
spingerti ad esaminare profondamente il tuo cuore affinché il battesimo
cristiano sia per te una fonte di benedizione e non un motivo di amarezza.
Col battesimo ti accingi a fare
una solenne confessione davanti a Dio e davanti agli uomini e quindi ti assumi
grandi responsabilità di fronte al cielo e alla terra; sii prudente e non
accettare impegni che forse domani non vorrai e non potrai mantenere.
La parabola dell'Evangelo ci
ricorda che la saggezza si trova nella preveggenza: prima di cominciare a
costruire la nostra casa dobbiamo essere certi di avere abbastanza materiale
per poterla ultimare. Prima di fare un patto con Dio dobbiamo essere sicuri di
conoscere le condizioni o le regole di questo patto e dobbiamo soprattutto
essere sicuri di trovarci nella condizione spirituale che può farci osservare
questo glorioso impegno cristiano. L'entusiasmo è un sentimento utile, ma non
basta avere entusiasmo per compiere il nostro dovere davanti a Dio e perciò
il battesimo non deve essere fondato soltanto sull'entusiasmo o sulle
emozioni, ma deve essere saldamente basato su quelle reali e profonde
esperienze cristiane che lo possono rendere duraturo e perfetto.
Cerchiamo di esaminare in maniera ordinata ed elementare questo argomento: - Conosci la dottrina
cristiana? Non puoi certamente impegnarti a
vivere la vita cristiana se non conosci la dottrina cristiana
o almeno se non conosci le verità fondamentali dell'insegnamento di
Cristo. Qui di seguito poi leggere alcuni "articoli di fede" che,
messi insieme, possono essere considerati un "riassunto della dottrina
cristiana". Esamina attentamente questi articoli di fede; cerca di
comprendere profondamente il significato di essi e, soprattutto, leggi
con attenzione tutti i passi biblici che sono richiamati in ogni articolo. Quando questo riassunto
sarà chiaro e quando avrai la profonda certezza che questa dottrina è
veramente la dottrina che tu desideri accettare, seguire e proclamare, potrai
dire di possedere almeno i principi elementari della dottrina cristiana. Il
battesimo è un atto di fede e di sottomissione; con esso il credente rende
testimonianza della salvezza realizzata in Cristo e manifesta il proposito di
seguire Cristo; quindi, ripetiamo, il battesimo è un patto solenne ed
impegnativo che si stringe con Dio; sei pronto a stringere questo patto e a
rispettare questo patto? Conosci i principi della
dottrina cristiana? Sei disposto a rispettare le regole della vita comunitaria
e della morale che disciplina la vita dei figliuoli di Dio?
Considera con attenzione queste
domande e rispondi con sincerità e con cautela ad ognuna di esse. Ti
ripetiamo ancora una volta: il battesimo è un impegno; può esser
assomigliato ad una solenne "parola" e tu stai bene che la
"parola" ha valore quando procede dalla mente e dal cuore. Una parola che non procede dalla
mente e dal cuore è un suono senza significato e così un battesimo compiuto
senza una preparazione profonda, senza una fede sincera, senza una convinzione
assoluta, è soltanto una vuota formalità liturgica. ARTICOLI DI FEDE
1.
Noi crediamo ed accettiamo l'intera Bibbia come infallibile Parola di
Dio, ispirata dallo Spirito Santo, sola e perfetta regola della nostra fede e
della nostra condotta, alla quale nulla si può aggiungere o togliere. Noi
crediamo quindi che nessun testo di letteratura cristiana o teologica, nessuna
tradizione orale, nessuna affermazione storica o leggendaria, possa modificare
le verità dichiarate dalla Bibbia.
2.
Noi crediamo all'esistenza di un solo Dio, eterno e d' infinita
potenza, il Creatore ed il Signore di tutte le cose: Uno nell'essenza e Trino
nelle Persone e quindi che nell'unità di Esso vi sono le tre distinte persone
del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. (Matteo 3:16-17, Atti 20:28.)
3. Noi crediamo che Gesù
Cristo è il figliuolo di Dio e cioè la Parola eterna fatta carne. Egli fu
concepito dallo Spirito Santo e assunse la natura umana in seno di Maria
Vergine: fu veramente in questa terra nella duplice natura divina e umana
cioè "vero Dio" e
"vero uomo". Egli è il Salvatore unico e perfetto degli uomini;
nella Sua morte, e nella Sua resurrezione è compiuta la redenzione di coloro
che credono in Lui. (Ebrei 2:14; Filippesi 2:6)
4. Noi crediamo che la
salvezza si ottiene soltanto per la fede in Cristo e perciò nell'accettazione dell'opera compiuta dal Salvatore si realizzano perdono,
giustificazione, rigenerazione, santificazione e glorificazione. (Romani 4:25;
1 Corinzi 1:30)
5. Noi crediamo, in
relazione a quanto sopra, che la santificazione è un atto della grazia divina
che si sviluppa nel tempo come elemento necessario alla salvezza. (Ebrei
12:14)
6. Noi crediamo che coloro
che credono in Cristo "devono" essere battezzati per immersione nel
nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Riteniamo che credere in
Gesù significhi accettare coscientemente e consapevolmente la personalità e
l'opera di Cristo. (Matteo 28:19; Atti 8:36-37)
7. Noi crediamo che al
credente è stato promesso da Dio il "battesimo dello Spirito Santo"
che rappresenta un'esperienza spirituale indipendente dalla salvezza e
susseguente ad essa. Il battesimo dello Spirito Santo è la partecipazione di
una potenza divina che satura il credente e si manifesta sensibilmente
attraverso il segno carismatico "delle lingue". Il battesimo dello
Spirito Santo costituisce un potenziamento della vita spirituale e morale del
cristiano. (Atti 1:8; 2:4)
8. Noi crediamo che la
Santa Cena simboleggia il
sacrificio del Figliuolo di Dio, e chi la partecipa rammemora e annuncia la
Sua morte e la manifestazione del Suo amore e realizza, mediante la fede, una
comunione "spirituale" col Suo corpo e col Suo sangue. (1 Corinzi
11:26-27)
9. Noi crediamo nella
guarigione divina che, secondo le
promesse delle Scritture, può che essere conseguita a mezzo della preghiera,
dell'unzione dell'olio e dell'imposizione delle mani. (Giacomo 5:14-15; la
Marco 16:18)
10. Noi crediamo al
ministero soprannaturale della chiesa e perciò crediamo che i credenti
possono essere rivestiti da Dio di ministeri e doni spirituali a mezzo della
potenza dello Spirito Santo. (1 Corinzi 12:4-6)
11. Noi crediamo che il
segno evidente e pratico della salvezza è costituito dalla "nuova
nascita" in mancanza della quale il cristianesimo non è esperienza
interiore è reale. (Giovanni 3:3-5)
12. Noi crediamo
all'attualità e alla validità delle deliberazioni del 1° Concilio
cristiano tenutosi in Gerusalemme e pertanto riteniamo necessario astenersi
"anche" dall'uso commestibile del sangue e delle carni soffocate.
(Atti 15:29 )
13. Noi crediamo che oltre
alla caduta dell'uomo, e prima di questa, c'è stata la caduta degli angeli
che nella ribellione a Dio hanno esperimentata la potenza della Sua autorità
e che oggi rappresentano nel mondo spirituale le potenze malefiche capaci di
influenzare negativamente la volontà degli uomini, e crediamo altresì che
questa potenza sarà definitivamente debellata nel compimento del piano di
Dio. (Giuda 6)
14. Noi crediamo al
visibile ritorno del Signore, alla resurrezione dei morti, alla Regno
millenniale di Cristo, al giudizio eterno, alla condanna dei reprobi,
all'inabissamento di satana, dei suoi angeli e dei suoi sudditi, alla
glorificazione della Chiesa, alla Regno eterno di Dio. (Apocalisse 20-22) (nota: questo " credo " impegna esclusivamente l'autore di
questo opuscolo). Questi "articoli di fede" possano essere considerati il
fondamento dottrinale del nostro Movimento; noi li accettiamo nella
convinzione che essi rappresentano la "dottrina cristiana" e quindi
anche tu devi considerarli e accettarli nella stessa maniera se desideri
veramente avere comunione col popolo cristiano nel mezzo del quale hai
esperimentato la potenza della grazia di Dio. Superato questo esame è indispensabile compiere un altro punto: quello
relativo alla "morale" cristiana. Sei certo di conoscere quello che
"devi fare" e quello che "non devi fare" dal giorno che
col battesimo ti sei preso un impegno di fronte a Dio?
La tua vita deve
essere una "vita nuova", ma tu sei bene che cosa vuol dire "
vita nuova? ".
Questo esame ti
riporta alla "dottrina cristiana", ma non per considerarla nelle sue
verità teologiche o nelle sue affermazioni filosofiche, ma per approfondirla nel suo insegnamento pratico,
nel suo insegnamento di vita morale nella
società, nella famiglia, nella chiesa.
Esamina attentamente
i punti programmatici che seguono con sincerità. Quando sarai certo
di accettare incondizionatamente queste regole come regole della tua vita di
credente, potrai concludere di essere ben disposto a vivere una vita
cristiana. Codice morale del Cristianesimo
1) Devi essere imitatore di
Dio come figliuolo diletto perché lo chiami Padre e perché devi manifestare
al mondo il 2) Le
azioni disoneste della tua vita passata devono essere bandite: se rubavi non
devi rubare più; se mentivi, non devi mentire più; se usavi parole disoneste
ora devi parlare soltanto con parole di grazia e di purità. 3) Devi
avere sempre e per tutti soltanto pensieri e sguardi puri e perciò non ci
deve essere concupiscenza e sensualità nella tua mente, nel tuo cuore e nei
tuoi occhi. 4) Non
devi desiderare avidamente i beni e le cose del mondo e perciò devi liberarti
da ogni forma e da ogni sentimento di avarizia. 5) Devi
essere sempre generoso ed essere pronto ad imitare Iddio che ci ha amati
donando; devi essere pronto a dare ai poveri, al servizio di Dio, ai servitori
di Dio. 6) La
bontà, la moralità e l'amore devono apparire chiaramente nella tua vita e
perciò devi esercitare benignità, devi tenerti lontano da qualunque opera o
qualunque posizione di peccato e devi fuggire qualsiasi manifestazione di
odio, di contesa, di collera. 7) Devi
essere sempre gentile e cortese verso tutti, sia nella tua vita privata come
nella tua vita pubblica o comunitaria. 8) Devi
procacciare pace con tutti e perciò devi rimuovere qualsiasi ostacolo che
turbi le relazioni con i tuoi fratelli o con il tuo prossimo. 9) Ti
devi rallegrare nei vituperi e nelle persecuzioni
che ricevi quale figliuolo di Dio; devi amare coloro che ti combattono
e devi pregare per loro. Non pensare mai di vendicarti o di reagire violentemente al male. 10) Non
devi mai giurare e non devi mai usare parole o nomi sacri con leggerezza. Non
usare mai il nome di Dio invano. 11) Opera
sempre il bene, ma soltanto per essere visto ed approvato da Dio: non cercare
la pubblicità o l'approvazione o il plauso degli uomini. 12) Devi
dipendere sempre dall'assistenza di Dio; non essere aggravato da
preoccupazioni o sollecitudini,
ma rivolgiti al Padre a mezzo della preghiera perché ti sia dato ogni aiuto per ogni cosa. 13) Quando
preghi, devi pregare per lo Spirito Santo, cioè abbandonando i tuoi pensieri
e tutta la tua vita alla potenza e all'opera dello Spirito affinché la tua
preghiera sia efficace e possa
sempre trasportarti nella presenza di Dio. 14) Trascorri
il tuo tempo, usa la tua mente, riempi il tuo cuore nelle cose del cielo.
Cerca, desidera e pensa sempre alle cose elevate della gloria e di queste cose
riempi la tua vita. 15) Devi
essere sempre interessato nelle cose del Regno di Dio e devi costantemente
lavorare per l'avanzamento di esso. Il tuo lavoro potrà
anche essere umile o nascosto, ma tu compilo con gioia perché è il
lavoro del Signore. 16) Non
devi mai giudicare nessuno, non devi fare maldicenze non devi spandere
insinuazioni o calunnie; stima i tuoi fratelli, amali, incoraggiali e
sopportali affinché anche essi sopportino te nelle tue debolezze. 17) Ricordati
che se hai beni in questa vita, questi beni appartengono a Dio e tu sei
soltanto amministratore: devi essere saggio amministratore dei beni di Dio
affinché essi non siano usati per la vanità, per il peccato, per cose
inutili o superflue, ma siano usati per
la carità, per il servizio e per tutte quelle cose della vita che possono
essere motivo di gloria a Dio. 18) Desidera
sempre e cerca costantemente per gli altri le cose che desidereresti per te. 19) Devi
sempre esaminare le circostanze, i discorsi, le realtà della vita e devi
accettare soltanto quelle cose che certamente sono gradite a Dio. 20) Devi
infine ed insomma ubbidire a tutta la Parola di Dio con fede, con gioia, con
umiltà, con prontezza, con
convinzione, animato sempre dalla gioia e dal calore della speranza cristiana
che deve essere il fine vero e supremo della tua vita.
(Nota:
Cerca di trovare uno o più versi della Scrittura per ognuno di questi
venti articoli del Codice Morale del Cristianesimo).
Nel
capitolo precedente, dopo aver detto che il battesimo deve essere fondato
sopra "reali esperienze cristiane", abbiamo indugiato piuttosto ad
esaminare la responsabilità del credente, senza parlare di queste esperienze.
Pensiamo che sia giunto il momento di affrontare questo argomento
fondamentale.
Le
esperienze cristiane sono numerosissime e tutte sono preziose e gloriose, ma
non tutte sono indispensabili prima del battesimo. Alcune però devono essere
considerate il saldo fondamento di un sano battesimo cristiano.
Quando
parliamo di alcune esperienze ci riferiamo precisamente alle seguenti
esperienze:
1. Convinzione di peccato e ravvedimento.
2. Perdono e giustificazione.
3. Rigenerazione.
Noi
pensiamo che l'Evangelo dica chiaramente che queste esperienze devono essere
"indispensabilmente" realizzate precedentemente al battesimo. Se il
battesimo viene compiuto senza che il credente abbia esperimentate queste
meravigliose realtà cristiane, si deve concludere che è stata trascurata la
parte fondamentale di questo edificio spirituale e, di conseguenza, si è
posta in pericolo la stessa vita cristiana del credente.
Esaminiamo
ora queste esperienze spirituali e mettiamole in relazione al battesimo
affinché possiamo convincerci che esse sono assolutamente necessarie
prima del battesimo.
1. - Convinzione di peccato è
ravvedimento.
Questa
esperienza cristiana si compie quando lo Spirito Santo raggiunge l'intimo
della coscienza e riesce a dimostrare all'individuo che egli è un povero
peccatore lontano da Dio e perduto nel male.
Tutti
gli uomini sono peccatori privi della gloria di Dio; infatti la salvezza è
stata offerta da Dio a tutti gli uomini. per entrare nell'opera della salvezza
però è assolutamente necessario realizzare
la "convinzione di peccato" che è quell'esperienza per la quale
l'uomo riconosce il proprio stato di perdizione e di conseguenza avverte il
bisogno imperioso della salvezza. Non si può avvertire il bisogno della
salvezza se prima non si riconosce la
condizione di perdizione è non si può riconoscere la condizione di
perdizione se prima non si sperimenta la "convinzione di peccato".
Possiamo
quindi affermare che questa esperienza è indispensabile per far assumere al
credente la posizione voluta da Dio; senza questa esperienza infatti l'uomo
non può arrivare alla grazia offerta da Dio. Soltanto la "convinzione di
peccato" umilia l'individuo nel cospetto del Signore; soltanto la
"convinzione di peccato" lo illumina perché possa vedere e
riconoscere la giustizia di Dio e l'amore di Dio; soltanto la
"convinzione di peccato" lo spinge sul piano della fede e lo obbliga
a chiedere misericordia a Dio.
Fino
a tanto che l'uomo non ha fatto questa esperienza non può assumere la
posizione richiesta chiaramente da Dio e noi sappiamo infatti che coloro che
odono il messaggio dell'Evangelo anche se provano interesse in esso e si
entusiasmano, non riconoscono da loro stessi il proprio peccato, ma piuttosto
vantano ed esaltano la loro bontà e la loro giustizia. Quindi compiere il
battesimo senza avere prima esperimentata la convinzione di peccato che viene
dallo Spirito Santo significa voler entrare nell'opera della salvezza senza
aver sentito il bisogno di essa. Colui che crede di "essere buono"
di "non avere mai fatto male a nessuno", di " aver
operato tutto il bene che gli era possibile", di aver sempre "amato
è onorato Iddio", di essere stato attraverso tutta la sua vita "pio
e religioso" non può fare il battesimo perché Gesù è venuto nel mondo
per chiamare e salvare i perduti e non i giusti che non hanno bisogno di
salvezza.
Noi
sappiamo bene che i giusti non esistono nel mondo, ma coloro che credono di
essere tali non sono pronti per ricevere la salvezza.
Il
messaggio dell'Evangelo deve aver "compunto il cuore", deve cioè
aver fatto chiaramente vedere lo stato di colpa e di peccato affinché il
credente possa sentire il profondo bisogno di umiliarsi, di piangere, di
ravvedersi.
"Ravvedetevi!"
è un ordine che lo Spirito Santo da a tutti coloro che vengono compunti nel
cuore e quest'ordine viene prima e
non dopo il battesimo.
Purtroppo
in molte chiese cristiane si è introdotta l'abitudine di amministrare il
battesimo ai giovani che sono cresciuti entro la comunità, senza preoccuparsi
di sapere se questi hanno fatte le esperienze cristiane necessarie per vivere
la vita cristiana. Un giovane può avere tutta la famiglia cristiana, può
aver trascorso gli anni della sua fanciullezza e della sua giovinezza nel seno
della Chiesa; può anche essere un "bravo giovane", e pure purtroppo
non essere ancora salvato.
Se
egli non ha mai sentito il bisogno della salvezza, cioè se non ha mai
realizzato la "convinzione di peccato", può avere tutti meriti e
tutti i pregi, ma manca dell'esperienza necessaria per entrare nella salvezza.
Gesù Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori! Coloro che non si
sentono peccatori, che si appoggiano sopra la propria bontà... non possono
essere salvati. Noi crediamo che quei giovani
che chiedono il battesimo senza aver avuto prima una convinzione di peccato
pensano che il battesimo rappresenta una formalità necessaria per essere
introdotti ufficialmente nella Chiesa. Il battesimo quindi diventa soltanto,
per costoro, una cerimonia di chiesa che perfeziona la loro posizione davanti
alla comunità. Quando il battesimo viene
compiuto da questo punto di vista e con questa idea sbagliata, cessa di essere
cristiano, perché non si appoggia su quelle esperienze spirituali che danno
un fondamento biblico ma quest'atto detto comunemente sacramentale.
Per concludere ripetiamo: - Se
colui che scende nelle acque del battesimo non è stato raggiunto dal
messaggio dello Spirito Santo che lo ha convinto di peccato, se non ha
riconosciuto di essere lontano da Dio e perduto, se non ha
mai sentito il bisogno della salvezza, non è pronto per ubbidire al
comandamento di Cristo. Il battesimo di un individuo, giovane o vecchio, che
non ha scoperto di essere un miserabile peccatore, diventa soltanto una
cerimonia religiosa ricca di esteriorità, ma priva di potenza interiore e del
significato cristiano. Parliamo ora dell'esperienza
successiva che è necessaria al conferimento del battesimo.
Noi crediamo che perdono e
giustificazione rappresentano due distinte e separate esperienze cristiane, ma
poiché in questo opuscolo ci siamo proposti soltanto di fornire alcune
delucidazioni a coloro che si accingono a compiere il battesimo, preferiamo
parlare di queste due esperienze in una sola volta e cioè come se esse
fossero una sola esperienza spirituale.
La convinzione di peccato
conduce il credente al ravvedimento e all'umiliazione; l'umiliazione spinge
all'invocazione e quindi conduce al perdono. Il perdono può essere visto come
l'esperienza cristiana che viene dopo la convinzione di peccato. È
un'esperienza che riempie di gioia e dì pace perché produce la sicurezza
della salvezza; il peccatore si sente accolto da Dio, imbiancato da Dio. Egli
crede e " sente " che le sue colpe sono state cancellate per sempre
e che la sua condizione spirituale e morale è totalmente cambiata. Non
soltanto si sente liberato dal fardello opprimente del peccato, ma si sente
anche sciolto dalle conseguenze immediate ed eterne del male: il rimorso viene
placato e il terrore dell'inferno viene distrutto.
Il perdono e la giustificazione
cambiano un ribelle, un reietto, un perduto in un figliuolo di Dio e l'uomo
che compie questa esperienza realizza profondamente questo mutamento. Egli
"sente" la potenza della salvezza nel sangue del Calvario e non è
più turbato dal passato che ha lacerato la sua anima. Alcuni credono che il
"perdono" deve essere acquistato a mezzo del battesimo e perciò
scendono nelle acque privi di questa esperienza cristiana. Non hanno luce e
conoscenza e guardano all'acqua del battesimo come se questa fosse l'elemento
capace di purificare la loro vita. Il battesimo invece non può compiere in
loro quello che può essere compiuto soltanto dalla potenza della grazia
divina e perciò essi escono dall'acqua con il peso del peccato nella loro
coscienza e con mille dubbi nel cuore.
Il loro battesimo invece di
essere cristiano, cioè fedelmente biblico, diviene un atto privo della
potenza dell'esperienza spirituale perché invece di essere una manifestazione
visibile di una realtà invisibile, è e rimane soltanto una "formalità
esteriore priva di un contenuto interiore". In altre parole che rimane un
atto che "parla di salvezza senza però che ci sia realmente la
salvezza". 3. La rigenerazione Con questo nome ci riferiamo a
quella esperienza chiamata comunemente "nuova nascita" o anche "partecipazione della natura
divina". La rigenerazione offre tutti gli
effetti della grazia divina perché fa realizzare al credente la potenza della
natura divina; offre cioè una nuova mente, un nuovo cuore, insomma una nuova
personalità. Nella rigenerazione l'individuo
non soltanto trova una forza nuova per resistere al male ed operare il bene,
ma trova soprattutto una fonte di impulsi e di desideri che lo elevano verso
il cielo, nelle sfere dello Spirito e nell'adempimento della volontà di Dio.
Questa esperienza non nasce dal
battesimo, ma deve esistere prima del battesimo. Se il credente non è nato di
nuovo, non è stato rigenerato, non è neanche pronto per vivere per il Regno
e quindi è assurdo che egli voglia assumersi degli impegni che non potranno
essere adempiuti nella sua vita.
Sei pronto per il battesimo?
Questa domanda deve essere
considerata profondamente perché può avere una risposta soltanto dopo che il
credente ha compreso il significato ed il valore del battesimo; ma qui alla
fine di questo capitolo, questa domanda vuol soprattutto portarti a
riconoscere che se non hai fatto le fondamentali esperienze cristiane della
salvezza, tu non sei ancora pronto per il battesimo.
Gesù disse a Nicodemo: "
Se alcuno non è nato di nuovo non può entrare nel Regno dei cieli ". Non è il battesimo che
introduce il credente nel Regno; non è il battesimo che gli fa realizzare la
comunione con Dio o che gli fa raggiungere le sfere dello Spirito, ma la "nuova
nascita" cioè la rigenerazione. Soltanto questa esperienza
spirituale offre la certezza che "siamo nati da Dio", che
"abbiamo ricevuto una nuova natura", che "il peccato non ci
signoreggia più" e quindi soltanto se abbiamo fatto questa esperienza,
possiamo scendere realmente con gioia e con fede nelle acque del battesimo.
Ricordati: convinzione di
peccato, ravvedimento, perdono, rigenerazione non vengono dal battesimo, ma da
un incontro con Dio precedente al
battesimo. Se non hai fatte queste esperienze non sei pronto per scendere
nelle acque battesimali.
IL BATTESIMO ALLA LUCE DELLE SCRITTURE
In questo capitolo vogliamo
cercare di approfondire e chiarire l'argomento di questo opuscolo, esaminando
alla luce di quei passi biblici più comunemente citati per lumeggiare il
significato del battesimo cristiano.
È meraviglioso constatare
l'armonia delle Scritture sull'argomento del battesimo per che i ed è
interessante notare come esse dichiarino costantemente che il battesimo deve
seguire e non precedere le esperienze fondamentali della salvezza.
Il primo passo, seguendo
l'ordine bibliografico del Nuovo Testamento, che esprime un concetto
dottrinale relativo al battesimo si trova nell'ultimo capitolo delle vangelo
secondo Matteo ove possiamo leggere: "
Andate dunque ed ammaestrare tutti
popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figliolo, e dello Spirito santo;
insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandate..." Oltre alla formula battesimale
sembra che questo passo contenga altre delucidazioni dottrinali, ma se lo
consideriamo attentamente ci accorgiamo invece che esso fornisce alcune
precisazioni pratiche di notevole importanza. " Ammaestrate i popoli: insegnando loro di osservare tutte le cose che io
vi
ho comandate". Il battesimo deve venire dopo
l'ammaestramento ed anzi deve essere, sembra dire questo passo dell'Evangelo,
una decisione a seguire
l'ammaestramento. Il credente quindi deve essere
consapevole dell'atto che compie, deve essere chiaramente e profondamente
ammaestrato intorno al battesimo; deve sapere cioè che il battesimo lo
impegna ad accettare e praticare "tutte le cose che Cristo ha
comandate". Nella nostra nazione dove la
totalità della popolazione è sfornita di una conoscenza biblica, non si può
e non si deve avere l'illusione di giudicare pronti per il battesimo quei
credenti che non hanno frequentato, per un periodo più o meno prolungato, una
qualsiasi comunità cristiana capace di ammaestrarli nella dottrina.
Salvezza, grazia,
giustificazione, rigenerazione, ministeri, doni dello Spirito,
santificazione... sono concetti sconosciuti ed incomprensibili alla
maggioranza delle persone con le quali veniamo in contatto nelle nostre città
e perciò non possiamo credere che essi siano pronti per il battesimo prima di
essere stati ammaestrati intorno
alle verità fondamentali del cristianesimo. Essi devono avere un concetto
chiaro dell'opera e del meccanismo della salvezza; devono avere idee
abbastanza precise intorno a quelle verità che si oppongono agli errori della
dottrina da loro seguita, ma soprattutto devono avere una visione limpida del
"genere di vita" che sono chiamati ad eleggere e a seguire con il
loro ingresso nelle file del popolo di Dio. Con questo non vogliamo
affermare che il catecumeno deve "sapere" tutto e deve
"conoscere" tutto, nel senso assoluto della parola; no, ma deve
almeno conoscere "tutto" quello che è necessario per fargli
assumere un impegno serio, profondo, cosciente.
Sei pronto per il battesimo?
Cioè, caro fratello sei certo di conoscere i fondamenti della dottrina
cristiana e della morale cristiana che ti chiamano a santità e a
santificazione? Proseguiamo ora nell'esame dei
passi biblici. In Marco 16:16 leggiamo: "
chi avrà creduto che sarà stato battezzato, sarà salvato; ma chi non avrà
creduto sarà condannato ". Anche questo passo ci introduce nella profondità dell'argomento e, unito al precedente, lo allarga e lo chiarisce. Il battesimo non salva, ed il battesimo non perde; per "se stesso", cioè, il battesimo non ha alcun potere soprannaturale. "Chi ha creduto... chi non
avrà creduto..."; ecco i termini di misura stabiliti da Dio; la fede e
l'incredulità.
Paolo dirà più tardi: "
Se tu confessi con le labbra Gesù Cristo e credi nel tuo cuore che Iddio lo
ha resuscitato dai morti, sarai salvato... " (Romani 10:9) Come la confessione delle labbra
deve esprimere la fede del cuore, così il battesimo dell'acqua deve
dimostrare la salvezza afferrata per la fede nel Signore.
Se non c'è fede nel cuore, la
confessione delle labbra risulta vana; se l'anima non ha creduto
in Cristo il battesimo non ha nessuna efficacia per i credente: non lo
salva e non lo perde, ma egli è perduto però per la sua incredulità. Qualcuno afferma che se la
salvezza viene dalla fede il battesimo è superfluo. Noi non siamo d'accordo
con questa affermazione perché riteniamo che come è necessaria la
confessione delle labbra, così è necessario il battesimo.
Quando il battesimo viene
eseguito nel rispetto della dottrina cristiana rappresenta la testimonianza
della fede, la confessione della fede, l'ubbidienza della fede. L'evangelista
Filippo all'amministratore della regina di Etiopia, che compunto nel cuore
richiedeva di essere battezzato, disse: "Se
tu credi con tutto il cuore,
ti è lecito!" La fede doveva essere esercitata
prima del battesimo perché la
salvezza doveva essere acquisita prima, ma anche il battesimo era necessario
per regolarizzare la propria posizione davanti a Dio. In un solo caso la Scrittura ci
parla di neofiti battezzati senza essere interrogati intorno alle loro
esperienze cristiane; ci riferiamo al caso, dettagliatamente descritto dal
libro degli Atti, di Cornelio e della sua casa. In questo caso però ogni
domanda era superflua perché le esperienze interiori furono chiaramente
dimostrate dalla manifestazione esteriore del battesimo dello Spirito Santo.
Se quei credenti erano stati
riempiti di Spirito ed erano stati resi traboccanti della gloria e della
potenza di Dio, avevano certamente già accettato il Salvatore mediante la
fede ed avevano già realizzato in Lui le esperienze fondamentali della
grazia. Non dimentichiamoci che questi
credenti di Cesarea, benché di origine pagana erano già stati introdotti
nella conoscenza di Dio e della Sua legge in qualità di proseliti. La fede è il veicolo per
giungere alla salvezza ed il battesimo è il suggello e la dimostrazione della
fede. Proseguiamo il nostro esame e
prendiamo in considerazione le parole di Paolo ai Romani: "noi dunque siamo stati con lui seppelliti per il battesimo a
morte..." (Romani 6:4).
Queste parole sono state usate
in maniera impropria da coloro che sostengono che la salvezza viene dal
battesimo e che col battesimo il credente riceve potenza per morire al peccato
e rinascere per la giustizia. Noi pensiamo che una riflessione onesta
chiarisce il significato preciso di questo passo e dimostra, insieme a tutti
gli altri, che il battesimo deve essere compiuto
dopo avere realizzato le esperienze della salvezza. Il battesimo non è
una cerimonia miracolosa che cambia la personalità, ma è un atto simbolico
che aiuta a raggiungere, per la fede, le realtà dello Spirito che esprime. Di
questo parleremo più chiaramente e più dettagliatamente in seguito. Ritorniamo al passo di Paolo: "noi
siamo seppelliti...".. Il battesimo quindi è semplicemente il
seppellimento..., ma chi si seppellisce? Noi sappiamo che la sepoltura è
l'estrema dimora dell'uomo, ma essa si apre soltanto con la sua morte. Il
battesimo è la sepoltura dell'uomo "morto" ed è la resurrezione
dell'uomo "rigenerato".
La morte deve venire prima della
sepoltura ed anche la resurrezione deve
esistere prima del battesimo perché nell'esperienza cristiana morte e nuova
nascita sono legate assieme.
Il battesimo perciò è
soltanto una materializzazione, cioè una simbologia di una realtà
precedentemente esistente.
Il simbolo cristiano però non
è mai una formalità vuota o un'espressione muta, ma è una parola precisa
che parla al credente e parla per il credente e quindi, se è vero che la
realtà spirituale della morte e della rinascita, esistevano prima del
battesimo, è anche vero che col battesimo il credente rende solenne
testimonianza della sua morte al mondo e della sua resurrezione in una
"nuova vita" offerta a Dio per la Sua gloria.
Esaminiamo ora un altro
importantissimo passo biblico che illumina il nostro soggetto; nella prima
epistola dell'Apostolo Pietro leggiamo: "I
quali furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè
mentre si apparecchiava l'arca; nella quale poche anime, cioè otto, furono
salvate per mezzo dell'acqua. Alla quale figura corrispondendo il battesimo
(non il nettamento delle brutture della carne, ma la domanda di buona
coscienza presso Dio), ora salva ancora noi, per la resurrezione di Gesù
Cristo".1 Pietro 3:20-21. Questo passo della Scrittura
sembra essere il più dettagliato e il più
chiaro intorno all'argomento. Possiamo rilevare, nell'esaminarlo, le seguenti
verità: - L'Arca di Noè, che in mezzo alle acque preserva e salva il patriarca e la
sua famiglia, è una figura del battesimo cristiano. Il battesimo non è un
lavacro che può, da se stesso, lavare le brutture della carne . - Il battesimo è una domanda di
buona coscienza davanti a Dio, quindi un "patto" che si fa con Dio. - La nostra salvezza è soltanto
in Cristo, dato per le nostre offese è
risuscitato per la nostra giustificazione. (Romani 4:25) Fermiamo più lungamente la
nostra attenzione su queste affermazioni: "L'arca figura del
battesimo". Noè fu salvato a mezzo dell'arca come il cristiano viene
salvato a mezzo del battesimo (Marco 16:16). Ma in realtà Noè fu salvato
dalla sua giustizia, prima ancora che fosse costruita l'arca; egli fu
preservato da Dio nell'arca perché era stato trovato giusto e fedele. Anche il cristiano è salvato
prima di entrare nelle acque del battesimo ed anzi egli può "essere
immerso" soltanto perché ha ottenuto grazia per la fede.
La figura di Noè ci suggerisce
anche un'altra considerazione; il patriarca fu salvato a mezzo dell'arca e
quando uscì da questa fece un altare a Dio, offrì sopra di esso le sue
offerte e suggellò un patto con l'Altissimo. Il cristiano che nasce dalle
acque battesimali deve sentire l'obbligo di rispettare quel patto fatto con
Dio, che lo impegna a camminare in novità di vita. Nella sua vita ci deve essere un
altare, un'offerta, una legge.
Il battesimo non è il lavacro
delle brutture della carne. Colui che scende nelle acque senza essere stato
purificato ed imbiancato nel sangue di Cristo, esce dal battesimo con le
medesime contaminazioni. Il battesimo non lava, non
salva, non rigenera; il battesimo non può neanche essere assomigliato alle
pratiche della purificazione seguite dagli israeliti. Quindi il credente deve
avere già esperimentato la potenza del sangue e l'opera della grazia. Il battesimo infine è una
domanda di buona coscienza davanti a Dio. Il credente si presenta con la sua
fede, col suo amore, col suo impegno; egli promette di servire a Dio perché
egli crede nella potenza salvifera di Cristo.
Il credente non guarda
all'acqua, non crede al potere miracoloso o quasi magico della pratica, ma
guarda a Dio ed esprime la sua fede, la sua testimonianza e la sua volontà a
mezzo del battesimo .
Cristo offerto sul
Calvario; Cristo vincitore sulla morte, rimane il solo, vero, assoluto termine
di salvezza per tutta l'umanità.
Questo passo di
Pietro si assomiglia ad un altro passo contenuto nell'epistola di Paolo ai
Corinzi: "Tutti furono battezzati
in Mosè nella nuvola e nel mare" (1 Corinzi 10: 2).
Anche qui ci
troviamo di fronte ad una figura. Il popolo d'Israele, simbolicamente, riceve
un battesimo a mezzo della nuvola e del Mar Rosso.
La
nuvola della presenza di Dio e le acque del Mar Rosso parlano di potenza e di
salvezza, ma bisogna osservare ancora un volta che questa potenza e questa
salvezza vengono dopo la
realizzazione della salvezza. Israele in Egitto ha
veduto e partecipato abbondantemente la manifestazione della potenza divina e,
finalmente, ricevuta redenzione
completa, liberazione.
Soltanto dopo queste
evidenti espressioni di potenza e di salvezza Israele viene
battezzato simbolicamente nella nuvola e nel mare. Perciò prima del
battesimo ci deve essere l'incontro con Dio, la partecipazione della potenza
di Dio, la realizzazione della salvezza di Dio. Ormai verso la
conclusione dobbiamo ripetere: - Il battesimo non
è la salvezza, ma esprime la salvezza; non è la purificazione, ma esprime la
purificazione; non era rigenerazione, ma esprime la rigenerazione. Quando
cioè il battesimo viene compiuto con coscienza illuminata, con fede vera e
con sincerità profonda non soltanto esso rende testimonianza della salvezza,
della purificazione e della rigenerazione, ma applica in un modo più
efficace, per la potenza dello Spirito Santo, queste realtà, espresse dalla
forma del battesimo, nella vita del credente. I
In altre parole noi
crediamo che come " l'olio
dell'unzione" conduce il credente sincero, alla potenza dello Spirito,
della guarigione, e come il "pane ed il vino" conducono la coscienza
pura, al corpo e al sangue di Cristo , così l'acqua del battesimo porta il
credente sincero ad afferrare più profondamente la potenza della grazia che
purifica, salva e rigenera. Sei pronto per il
battesimo?
Considera quanto hai
letto in questo capitolo ed esamina se la tua posizione è esatta,
illuminata e sincera. I passi della
scrittura che sono stati citati possono guidarti nell'investigazione e farti
conoscere il significato e il valore di un atto che non è, come taluni
credono, un vuoto formalismo religioso, ma è quell'atto di fedeltà che
esprime efficacemente una testimonianza di fede, un'opera di salvezza, un
patto con Dio.
UN ESAME FINALE Alla conclusione di
questo opuscolo è necessario compiere una specie di riassunto, condensato in
poche domande che diano la possibilità al candidato per il battesimo, di
riconoscere la propria posizione cristiana e quindi la propria preparazione di
fronte al battesimo. 1. - Che cos'è il battesimo? ( rispondere possibilmente citando alcuni versi
della Parola di Dio) 2.
- Credi che il battesimo possa purificare dal peccato? 3.
- Che vuol dire perdono e che vuol dire rigenerazione? 4.
- Hai realizzate queste esperienze cristiane? 5.
- Come ti sei accorto di avere realizzato queste esperienze? 6.
- Che cos'è la santificazione? Credi che sia necessaria per il credente? 7:
- Che vuol dire vivere in novità di vita? 8.
- Si dice frequentemente il battesimo è un patto fra Dio e l'uomo o fra uomo
e Dio; che cosa
9.
- Hai letto di articoli di fede cristiana; li condividi tutti? 10.- Il codice
morale del cristianesimo corrisponde al tuo pensiero oppure no? 12.-
Nel fare il battesimo ti senti disposto ad impegnarti al rispetto completo
degli articoli di fede, del
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